Union Brescia, Corini: "Dobbiamo vincere con la Giana, non chiedo ai miei portieri di fare Batman"

Union Brescia, Corini: "Dobbiamo vincere con la Giana, non chiedo ai miei portieri di fare Batman"TMW/TuttoC.com
Oggi alle 21:40Girone A
di Laerte Salvini

Alla vigilia della sfida contro la Giana Erminio, in programma lunedì, il tecnico dell'Union Brescia Eugenio Corini ha parlato in conferenza stampa affrontando diversi temi: dall'approccio alla partita alle possibili scelte tattiche, passando per il momento della squadra, il ritorno al centro sportivo San Filippo e la gestione delle risorse a disposizione. L'allenatore ha ribadito la necessità di mantenere alta l'intensità e di trasformare la pressione in energia, con l'obiettivo di consolidare il percorso nelle prossime giornate.

Mister, quella contro la Giana Erminio si presenta come una partita insidiosa, contro una squadra che ha cambiato allenatore e che nelle ultime cinque giornate non ha mai vinto, ma nemmeno perso. Quanto dipenderà dalle vostre scelte tattiche? È possibile riproporre le due punte?

"Abbiamo le qualità per vincere contro la Giana, questo è un dato oggettivo. È vero che quest'anno non è partita bene e che ha cambiato allenatore da un paio di partite, ma nelle ultime cinque non ha mai vinto e nemmeno perso, trovando un equilibrio. Da quando è arrivato mister Tarchini, gioca con il 4-2-3-1 e ha disputato due ottime partite contro Treviso e Renate, recuperando per due volte lo svantaggio.

È quello che ho detto anche ai giocatori: sappiamo di avere le qualità per vincere, ma dobbiamo dimostrarlo ogni volta. Servono l'intensità giusta e la cattiveria agonistica necessaria. È il cambio di marcia che avevo chiesto prima della partita con la Pro Vercelli. Dobbiamo continuare a chiederci qualcosa in più, sapendo di avere caratteristiche e qualità per battere qualsiasi avversario del girone. Non basta, però, avere le qualità per riuscirci: bisogna mettere in campo tutto ciò che serve.

La volontà di andare a vincere l'ho vista, ed è una ricerca continua che ho stimolato durante tutta la settimana. Spesso si viene valutati in base al fatto che si giochi con due punte, con una mezza punta o senza attaccanti di ruolo. Penso che contro l'Alcione abbiamo giocato con Balestrero trequartista, segnando quattro gol e creando le occasioni per realizzarne altrettanti. Contro le Dolomiti Bellunesi abbiamo avuto dieci occasioni, con tre gol segnati e due annullati, uno senza che si capisse il motivo e l'altro per tre centimetri.

La crescita di Spagnoli e la disponibilità di Pellegrini ci hanno dato un'opzione in più, anche perché l'assenza di Marras si è protratta nel tempo. Le due punte hanno funzionato e lavorato molto bene. Pensavo inizialmente di utilizzare questa soluzione soprattutto a partita in corso, ma l'avevamo già adottata dall'inizio del secondo tempo contro il Trento, con Pellegrini e Crespi, e poi con Spagnoli e Crespi, ottenendo ottimi risultati. È una risorsa in più, ma l'analisi non deve riguardare soltanto il numero delle punte: bisogna valutare le occasioni che produciamo e come finalizziamo il nostro gioco".

Se prima della partita con la Pro Vercelli il mantra era cambiare marcia, quale deve essere quello in vista della Giana? È un momento importante del campionato?

"Abbiamo giocato il primo quarto di campionato e le ultime due partite sono sempre particolari. Adesso ci avviciniamo alle prossime nove giornate, che rappresentano un periodo importante e ci porteranno verso Natale, quando chiuderemo il girone d'andata. In questo momento dobbiamo consolidarci. Abbiamo lasciato per strada alcuni punti che avremmo anche meritato, ma se non siamo riusciti a conquistarli dobbiamo assumerci le nostre responsabilità e capire perché. Su questo abbiamo lavorato e dobbiamo continuare a farlo. È una ricerca costante di un livello di stress emotivo che costruisco anche durante gli allenamenti, per imparare a gestirlo e trasformarlo in energia. Chi è forte sa di poter trovare la soluzione giusta. Noi dobbiamo essere consapevoli delle nostre qualità, ma anche del fatto che per vincere servono determinate condizioni. La strada è stata tracciata e non si torna indietro: dobbiamo sviluppare questo atteggiamento in ogni allenamento e prepararci nel modo migliore per affrontare la Giana e gli avversari successivi".

Che emozione è stata tornare al centro sportivo San Filippo? Che valore ha per lei e per i giocatori del Brescia lavorare in città, anche rispetto alle altre strutture utilizzate abitualmente?

"Come ho detto dopo la partita, il San Filippo è un luogo speciale, dove i miei sogni da bambino hanno cominciato a prendere forma. Sono arrivato qui a undici anni e ho iniziato a vedere realizzarsi quello che sognavo nel mio paese. Mi sono avvicinato al Brescia, dove sono arrivato a quattordici anni, e qui ho giocato tante partite nel settore giovanile. Ho avuto anche la fortuna di tornarci da allenatore. Sentire il profumo della città è importante. È quello che il presidente sta cercando di fare con il nuovo centro sportivo, che riporterà la squadra in città. La quotidianità e il vivere il territorio aiutano a capire cosa significhi giocare per il Brescia e rappresentare questi colori. Respirare l'aria della città permette di comprendere chi sei, dove sei e che cosa devi fare. È un aspetto molto importante. In questo momento stiamo lavorando sui campi di Salò, che stiamo sistemando. Abbiamo trovato una soluzione e la ditta che ha lavorato al San Filippo è stata molto brava a sistemare il terreno di gioco. Voglio ringraziare la famiglia Esposito: uno dei fratelli, Salvatore, mi ha regalato una maglia della Voluntas che per me rappresenta un pezzo di cuore. Li ringraziamo anche per la grande disponibilità e l'apertura dimostrate. Un ringraziamento va anche a Zambelli, sempre gentile e cortese per tutte le nostre esigenze. Stiamo respirando l'aria della città e vogliamo rendere il più produttive possibile queste tre settimane di lavoro. La prima è andata bene, ma dobbiamo darle valore chiudendo nel modo giusto la settimana e andando a vincere lunedì".

Boci ha realizzato tre assist nelle ultime tre partite, diventando il miglior assistman dell'Union Brescia. Si aspettava questa crescita, considerando che ha saltato le prime quattro giornate per infortunio?

"È un ragazzo che già l'anno scorso si era ritagliato uno spazio molto importante. Purtroppo abbiamo perso De Maria, che stava facendo molto bene: contro l'Alcione, per me, aveva disputato una partita straordinaria. Per lui non era facile, soprattutto perché la prima partita dopo il rientro da un infortunio è spesso quella in cui si riesce a fare meglio. Lui, invece, è cresciuto nella seconda e nella terza: ha disputato un'ottima gara a Lecco e si è ripetuto contro la Pro Vercelli. Durante la partita l'ho spostato nel ruolo di terzo di difesa, come aveva già fatto nella finale d'andata dei playoff contro l'Ascoli, e ha interpretato bene anche questa posizione. È una caratteristica sulla quale possiamo lavorare, sia da terzo di difesa sia da quinto, anche quando sviluppiamo il gioco a quattro e difendiamo con una linea a quattro. È un giocatore di qualità, un bravissimo ragazzo in costante miglioramento. Sono contento per lui e credo che si meriti questa attenzione".

Per quanto riguarda i portieri, è opportuno dare continuità a Zacchi oppure state facendo valutazioni diverse in vista delle prossime partite?

"Dopo l'allenamento ho convocato i tre portieri insieme al preparatore dedicato, Sandro Vitani, e ho spiegato loro la scelta per queste due partite: dare continuità a Zacchi. Poi ci sarà la partita di Coppa Italia di mercoledì, che sarà importante per Stefano. Gli ho detto, e lo ribadisco, che è il mio titolare: è un giocatore che l'anno scorso mi ha dato tantissimo. Ho riflettuto sul fatto che Stefano non gioca dal 7 giugno. Tra l'inattività estiva e l'infortunio subito subito in ritiro, ha avuto bisogno di tempo, ma nelle ultime tre settimane di lavoro l'ho visto crescere molto. Questa settimana ho avuto davvero il dubbio, perché è tornato a un livello importante. Tuttavia, considerando la continuità e il fatto che mancava dal campo dal 7 giugno, preferisco lavorare con Zacchi in queste due partite. La gara di Coppa Italia sarà un test importante per Stefano e mi permetterà di fare un'ulteriore valutazione. In questo ruolo la competizione interna è fondamentale. Quando ho scelto Zacchi mi è costato lasciare fuori Liverani, che aveva fatto un ottimo ritiro e si era comportato bene anche in Coppa Italia. È proprio questo il livello di competizione che chiedo ai giocatori in movimento e che voglio anche tra i portieri. Bisogna saperlo reggere emotivamente, perché è un ruolo molto delicato. Non chiedo ai miei portieri di fare Batman: devono essere portieri solidi, capaci di gestire la partita, fare le parate quando serve e uscire quando è necessario. Per queste due gare la scelta è dare continuità a Zacchi, mentre Stefano sarà pronto per la Coppa Italia".

Sta pensando al rischio squalifica per Mercati, diffidato in vista della partita successiva? E come interpreta il dato che vede il Brescia segnare molto nei primi quindici minuti e rendersi pericoloso anche nel finale?

"Per me la partita più importante è sempre quella successiva, quindi dobbiamo pensare a battere la Giana. Mercati deve concentrarsi sulla sua partita. Alcune delle ammonizioni che ha ricevuto potevano essere gestite meglio e stiamo lavorando molto con lui per fargli riconoscere quando deve essere aggressivo e quando, invece, può difendere bene senza commettere fallo. È migliorato tanto, ma non dobbiamo togliergli quell'aggressività che rappresenta una sua caratteristica importante. A volte può sfociare in qualche fallo tattico, ma la valutazione sulla formazione iniziale non sarà condizionata dalla diffida. Dobbiamo pensare alla Giana e vincere. Se Mercati sarà a disposizione, bene; altrimenti ci sarà un compagno pronto a sostituirlo. Il concetto di titolarità è proprio questo: se ci sei, siamo tutti felici, ma se non ci sei chi gioca deve portare il Brescia alla vittoria. Non ci sono discussioni su questo principio. Dal punto di vista statistico siamo migliorati soprattutto nella fase iniziale della partita, quando spesso siamo riusciti a sbloccare il risultato. È vero anche che le mie squadre, in generale, hanno sempre ottenuto risultati importanti nell'ultimo quarto d'ora e nel recupero. Qualche volta è capitato di perdere perché, cercando di vincere, ci siamo assunti dei rischi, ma nel complesso abbiamo spesso portato a casa risultati importanti. I cinque cambi, che permettono di modificare il 50% dei giocatori di movimento, incidono molto. Dobbiamo trovare un vantaggio nella profondità della rosa: se mantieni alto il valore della squadra anche attraverso le sostituzioni, puoi aumentare qualità e intensità. Questo fa la differenza soprattutto nelle partite in cui non riesci a sbloccare il risultato. Segniamo tanti gol, ma ho la percezione che potremmo farne ancora di più. Voglio continuare a lavorare su questo aspetto, facendo capire ai giocatori quanto sia importante capitalizzare ogni situazione".

Casasola sembra aver alzato il proprio rendimento nelle ultime partite, risultando più presente in entrambe le fasi. Con il rientro di De Maria, avere due esterni vicini al massimo della condizione può essere un valore aggiunto? E come sta Rizzo?

"Gli esterni sono molto importanti, soprattutto nella finalizzazione e nella capacità di fornire assist. Prima abbiamo parlato di Brian, che ha realizzato tre assist. De Maria ha segnato e servito assist quando ha giocato, così come Casasola. È un aspetto fondamentale per il nostro gioco. Anche Armati, quando entra in partita, è un giocatore che dà solidità. È stato lui a servire l'assist per Di Molfetta, per Rizzo Pinna, nella partita casalinga in cui poi la rete è stata annullata. Da queste situazioni passano tante delle nostre soluzioni offensive. Guglielmotti sta lavorando per recuperare e sarà una risorsa importante durante il campionato. De Maria è un giocatore che mi piace tantissimo. Questa settimana ha avuto un problema legato a un dente del giudizio, che lo ha condizionato un po', ma oggi mi ha detto che sta molto meglio. Per quanto riguarda Rizzo, domani svolgerà il primo allenamento con la squadra e farà con noi la rifinitura. Sarà quindi disponibile, anche se sicuramente non partirà dall'inizio: è un'opzione in più da utilizzare dalla panchina. Per Zennaro dobbiamo aspettare ancora un po' per capire il percorso di rientro. Per Marras stiamo lavorando per farlo rientrare nella settimana della partita con il Cittadella e abbiamo buone speranze, perché l'ho visto molto bene. Stiamo recuperando giocatori importanti: Alberto sarà disponibile per questa partita, mentre penso che Emanuel possa esserlo per la prossima".