Cesena, Di Gennaro: "Compagni mi hanno accolto nel migliore dei modi"

25.02.2021 20:40 di Giacomo Principato   Vedi letture
Fonte: calciocesena.com
Cesena, Di Gennaro: "Compagni mi hanno accolto nel migliore dei modi"
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© foto di Nicola Ianuale/TUTTOmercatoWEB.com

“E un’opportunità che, per diversi motivi, abbiamo voluto fortemente io e la società”. Ha esordito così Davide Di Gennaro nella conferenza stampa di presentazione di questa mattina all’Orogel Stadium. “Vengo da due o tre anni difficili sotto il profilo mentale, è inutile negarlo: per la mia volontà di avvicinarmi a casa mi sono confrontato con realtà calcistiche lontane dal mio percorso. Avevo perso l’aspetto ludico di questo sport e la mia voglia era di tornare a divertimi in campo. Col direttore siamo stati molto diretti ed è emersa la volontà di unirci: questo ha fatto sì che l’impatto sia stato subito positivo perché io ero pienamente convinto di venire e la società ha visto in questa mia volontà una conferma all’idea di aver preso un calciatore funzionale al percorso tecnico della squadra”.

Il centrocampista ex Lazio si è presentato con una buona preparazione atletica nonostante l’assenza dai campi dallo scorso 30 giugno: “Il ritmo lo prenderò giocando ma non è una cosa che mi preoccupa: abbiamo uno staff altamente qualificato che saprà come utilizzarmi nel migliore di modi. Quando stai fermo così a lungo è però l’aspetto mentale, più di quello fisico, che devi tenere sempre vivo e io in questi sei mesi mi sono allenato come se dovessi scendere in campo: ecco perché la partita a Fano per me era uguale a quelle giocata all’Olimpico: ho pensato poco a cosa mi circondava e più alle cose negative che ho vissuto in questi mesi, trasformandole in energia positiva. La gara col Fano è stata solo una conseguenza di come mi sono approcciato in questi mesi e nei primi giorni a Cesena”.

Da Perticone, Parolo e Renzetti - ha rivelato - è arrivata la conferma di come la scelta di Cesena potesse rivelarsi quella giusta: “Loro mi hanno parlato bene di questa piazza ma tutto dipende dalle motivazioni che uno ha perché puoi essere nel posto più bello e stare malissimo e invece trovarti bene dove non te lo aspetteresti: qui ho avuto subito sensazioni positive e dalla chiacchierata col mister e ho avuto una grossa sorpresa perché ho conosciuto un allenatore con un’idea di calcio molto interessante che ho trovato poche volte in carriera. Io sono molto sicuro delle mie qualità ma poi contano le idee dell’allenatore e se entri in un sistema di gioco così definito è tutto più semplice. Un contesto diverso avrebbe reso più faticoso il mio ingresso invece questo gap è stato azzerato dalle idee davvero stimolanti che ha il mister”.

A proposto di allenatori, “ne ho avuti tantissimi avendo cambiato squadra molto spesso ma uno a segnarmi è stato Marino a Vicenza: lui mi ha dato tanto sotto il profilo tecnico-tattico e con lui ho definito il mio ruolo. E’ venuta da me la scelta di arretrare la mia posizione perché sentivo che da trequartista facevo benissimo in serie B ma mi mancava qualcosa per esplodere in serie A: lavorando su me stesso e allenandomi sul ruolo di regista nel corso degli anni mi sono sentito un calciatore più completo che poteva stare bene anche in serie A”.

Di Davide ha colpito la personalità con cui ha radunato il gruppo al termine della gara col Fano nel giorno del suo debutto in bianconero: “In quel gesto c’era una liberazione dopo tanti mesi di agonia e la gioia nell’aver vinto una partita importante dopo un impatto a Cesena non semplice. Da calciatore esperto ho cercato di mettere a disposizione le mie qualità, tecniche, morali e caratteriali, ma so che entrare a gennaio in un gruppo che ha fatto benissimo non è semplice: per questo devo ringraziare i miei compagni che mi hanno accolto nel migliore dei modi”.

L’ultima battuta è stata sull’assenza del pubblico allo stadio: “E’ evidente che è un altro sport in cui mancano l’emozione e il trasporto che possono darti i tifosi. Questa è una piazza calorosa e in una stagione in cui la squadra sta facendo così bene avere il pubblico dietro che ti spinge sarebbe un’altra cosa”.