Ds Campobasso: "Indiani? Grande stima come allenatore, meno come persona"

Ds Campobasso: "Indiani? Grande stima come allenatore, meno come persona"
Oggi alle 19:30Girone B
di Valeria Debbia

Partita bellissima, vibrante, piena di emozioni quella tra Grosseto e Campobasso, soprattutto per i lupi molisani che sono riusciti a recuperare dal 2-0 al 2-2. Ne ha parlato in sala stampa il direttore sportivo Giuseppe Figliomeni: "Sì, fa piacere, inutile negarlo. La reazione dei ragazzi è stata bellissima, perché devi crederci fino alla fine, tra l'altro in dieci uomini per un'espulsione che purtroppo c'era, ma c'era anche un fuorigioco clamoroso. Poi magari ne parliamo di questo. Però sono contento che i ragazzi abbiano reagito bene e che siamo riusciti a pareggiare questa partita difficile, su un campo sicuramente tosto".

Il dirigente ha analizzato con attenzione l'episodio del fuorigioco: "Io credo che sia un fuorigioco netto, come lo erano i nostri due fuorigioco nel primo tempo, dove abbiamo fatto gol entrambe le volte e si doveva assolutamente fermare prima l'azione.

Purtroppo è una svista molto grave, perché il regolamento dice che, una volta che c'è un fallo da ultimo uomo come quello che è stato di Spurio, l'arbitro non può nemmeno andare successivamente al VAR per cambiare la decisione, perché c'era un fuorigioco davvero netto, sotto gli occhi di tutti.

Quindi dispiace tanto per questo errore, perché ci ha compromesso la partita e ci lascia senza Spurio per la prossima. Chiaramente noi potevamo gestirla meglio, però sono orgoglioso di questi ragazzi, che non hanno mollato fino alla fine".

Quindi sulla lunga squalifica di mister Mangia: "Venire qua e fare una grande partita, per me, è importante. Prendere due gol così, dopo che c'erano stati due nostri gol, magari uno sì e uno no, tra virgolette, nel primo tempo... Quello che mi fa piacere di questa squadra è che ha un grande carattere perché, nonostante tutto, dopo il 2-0 c'era un po' di scetticismo. Invece, anche con qualche cambio giusto, perché il turnover era meritato viste le trasferte e il caldo, voglio dire che è un Campobasso che è stato molto deciso e ci ha creduto fino alla fine.

Quindi è un gran gruppo e questo fa ben sperare. Poi è inutile parlare di tattica.

Sicuramente è stata una settimana difficile per noi e, quando abbiamo preso la notizia della squalifica del mister, non ti nego che siamo rimasti sbalorditi dalla scelta, dalla decisione che è stata presa.

Lo ripeto, perché è giusto che lo sappiano un po' tutti: stanno uscendo degli articoli dove c'è scritto “stangata, sei giornate a Mangia”, ma non sanno realmente cosa è accaduto.

C'era Celesia svenuto per terra e lo ha dichiarato anche l'ambulanza che era lì. C'è stato il portiere del Vado che gli ha tirato fuori la lingua, a Celesia, e lo ringrazio pubblicamente.

Quindi il mister, nonostante stessimo facendo il 2-0, ha fermato tutto e ha provato in tutti i modi, per la disperazione. Se questo, perdonatemi, è punibile, nonostante il mister sia stato magari preso dalla disperazione e si sia messo a gridare e a dire qualche parola di troppo, mi auguro che con il ricorso possa essere un esempio un po' per tutti.

Perché può succedere anche all'arbitro, può succedere all'avversario, può succedere sugli spalti: si ferma tutto quando c'è in gioco la salute dell'essere umano.

Poi, per quanto riguarda il calcio, la partita di oggi, ti ripeto, è stata una partita nella quale abbiamo fatto degli errori che il mister analizzerà già domani o dopodomani, perché purtroppo rigiochiamo la domenica".

C'è spazio anche per un aneddoto: "E poi voglio dire una piccola cosa, magari un piccolo aneddoto che vi voglio raccontare.

Ho avuto il mister Indiani come allenatore a Crotone nel 2007-2008, venivo dall'Inter. Ho una grande stima di lui come allenatore: è molto preparato, secondo me, e lo ha dimostrato perché ha vinto tanti campionati. Un po' meno ho stima come persona, e mi dispiace, però lo devo dire.

Ero convinto che avremmo pareggiato la partita, perché esiste Dio.

Ho fatto un incidente stradale nel quale ho rischiato la vita, a Crotone, e il mister, purtroppo, mi è rimasto un po' qua. Non mi ha mai chiamato per dirmi “come stai?”, “come non stai?”. Quindi, ringraziando Dio, oggi è successo questo.

Mi porto questo punto con felicità e faccio un grosso in bocca al lupo al Grosseto".