Grosseto-Comune, scontro aperto sullo 'Zecchini': il club replica al Sindaco
La tensione tra Grosseto e Comune di Grosseto torna al centro del dibattito cittadino. Dopo l’intervento del Sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna, che ha rivendicato gli investimenti effettuati sullo stadio 'Zecchini' e respinto le critiche della società, il club maremmano ha diffuso una lunga e articolata nota in cui contesta la ricostruzione dell’Amministrazione e rilancia una serie di questioni rimaste, a suo dire, irrisolte.
La risposta del Grosseto non si limita a una presa di posizione generale: entra nel merito di cinque punti - dai rapporti istituzionali alle tempistiche dei lavori, dai costi della Polizia Municipale agli interventi sugli impianti sportivi, fino al salvataggio del club nel 2022 - e accusa il Comune di aver fornito una versione “politica” che non affronta i nodi concreti sollevati dal Patron Giovanni Lamioni.
Un comunicato duro, dettagliato, che conferma come il rapporto tra società e istituzioni sia oggi in una fase di evidente frizione, nonostante i richiami pubblici alla collaborazione.
"US Grosseto 1912 prende atto della risposta del Sindaco uscita a mezzo stampa, che tuttavia ritiene non entri nel merito di molte delle questioni concrete sollevate dal Patron Giovanni Lamioni. Una risposta che appare prevalentemente politica e che, soprattutto, aggira una serie di fatti sui quali sarebbe invece opportuno fare chiarezza.
1. US Grosseto “patrimonio della collettività”
Il Sindaco afferma che US Grosseto rappresenta un patrimonio della collettività. Ne siamo felici e siamo i primi a pensarlo. Proprio per questo continuiamo a porre una domanda molto semplice: perché, dopo la vittoria del campionato e il ritorno tra i professionisti, dall’Amministrazione comunale non è arrivata alla società neppure una comunicazione ufficiale di congratulazioni? Perché la squadra, la proprietà e la dirigenza non sono state invitate e ricevute in Comune?
Se US Grosseto è davvero un patrimonio della città, sarebbe stato naturale riconoscere istituzionalmente un risultato che appartiene non soltanto alla società, ma a Grosseto e ai grossetani.
2. Questione LED e lavori allo Zecchini
Il Sindaco richiama poi i circa 280.000 euro spesi dal Comune per i lavori allo stadio Carlo Zecchini, quasi si trattasse di una straordinaria concessione fatta a US Grosseto.
Forse, però, nella ricostruzione manca un particolare tutt’altro che secondario: lo stadio Carlo Zecchini è un impianto di proprietà del Comune di Grosseto e la sua gestione non è affidata a US Grosseto, bensì all’Atletica.
Quei 280.000 euro, dunque, non rappresentano un investimento effettuato su un bene della società né una sorta di beneficio economico riconosciuto alla proprietà del Grosseto. Sono risorse pubbliche utilizzate dal proprietario dell’impianto per effettuare lavori su un proprio bene, necessari per adeguarlo agli standard richiesti dal ritorno della squadra cittadina nel calcio professionistico.
Presentare oggi quell’intervento quasi come una “manna dal cielo” concessa a US Grosseto significa, a nostro avviso, rovesciare completamente i termini della questione.
Peraltro, se vogliamo affrontare seriamente il tema degli investimenti sugli impianti sportivi, allora chiediamo nuovamente perché l’Amministrazione comunale abbia sostenuto direttamente interventi in altre strutture cittadine – dal tabellone dell’impianto di baseball alle opere realizzate per l’hockey – mentre al Centro Sportivo di Roselle gli interventi sono rimasti sostanzialmente a carico della società.
US Grosseto non contesta gli investimenti effettuati dal Comune sul proprio patrimonio. Contesta che quegli investimenti vengano oggi rappresentati come un favore fatto al Grosseto. Sono due cose profondamente diverse.
Sappiamo perfettamente che determinati interventi allo stadio, compresi quelli relativi ai LED, sono a carico della società. Ma allora poniamo un’altra domanda: perché in altre strutture sportive cittadine l’Amministrazione è intervenuta direttamente, sostenendo costi per opere e migliorie, mentre al Centro Sportivo di Roselle gli interventi sono rimasti sostanzialmente a carico di US Grosseto?
Ricordiamo, a titolo di esempio, gli interventi effettuati sul tabellone dell’impianto di baseball e quelli realizzati per l’impianto dell’hockey, vedi tendone.
Non contestiamo che il Comune possa investire sugli impianti sportivi cittadini. Al contrario. Chiediamo semplicemente perché analoga attenzione non sia stata riservata a US Grosseto.
C’è poi un altro elemento sul quale attendiamo una risposta. Il 28 maggio il Comune ha comunicato alla società che avrebbe dato corso ai lavori allo stadio soltanto dopo aver avuto certezza dell’iscrizione di US Grosseto alla Lega Pro.
Quella scelta ha avuto conseguenze concrete. Il ritardo nell’avvio degli interventi ha infatti costretto US Grosseto a disputare lontano dallo Zecchini due partite che erano originariamente previste nel proprio stadio.
Il Sindaco era a conoscenza di questa conseguenza? E, soprattutto, ritiene che non fosse possibile programmare diversamente interventi necessari e ampiamente prevedibili dopo la promozione conquistata sul campo?
3. I costi della Polizia Municipale
Sulla Polizia Municipale il Sindaco sostiene che ciascuna Amministrazione abbia facoltà di determinare le proprie modalità operative. Ne prendiamo atto.
Ma proprio per questo riteniamo necessario parlare anche dei numeri.
In occasione della gara contro il Guidonia, alla società ospite sarebbe stato prospettato un costo di circa 1.200 euro. Per la partita US Grosseto–Spezia, invece, a US Grosseto è stato richiesto un importo di circa 5.000 euro.
Applicando un costo di questo ordine di grandezza alle 19 partite casalinghe di campionato, si arriverebbe potenzialmente a 95.000 euro in una stagione per il solo impiego della Polizia Municipale.
È questa la misura del problema che abbiamo posto. Non una polemica astratta, ma una questione economica concreta che incide sui costi sostenuti da una società appena tornata nel professionismo.
4. Gli spogliatoi del Centro Sportivo di Roselle
Anche sulla questione degli spogliatoi continuiamo a registrare una risposta incompleta.
Il finanziamento regionale destinato all’intervento era disponibile già dal giugno 2025. Perché questo elemento continua a non essere affrontato quando si ricostruisce la vicenda?
Perché, nonostante le risorse ottenute, l’intervento non è stato realizzato nei tempi necessari?
Sono domande alle quali sarebbe utile rispondere nel merito.
5. Il 2022 e il salvataggio di US Grosseto
C’è infine un passaggio che riteniamo il più importante e che nella risposta del Sindaco è completamente assente.
Occorre ricordare quale fosse la situazione di US Grosseto nell’autunno del 2022. Tra ottobre e novembre di quell’anno, da più parti della città arrivavano appelli alla famiglia Lamioni affinché intervenisse per evitare il fallimento del club. Un fallimento che avrebbe costretto il Grifone a ripartire dal campionato di Promozione.
Il Sindaco può chiedere all’assessore Fabrizio Rossi quante volte ha cercato il Patron per salvare il Grosseto. Allora e come sempre Rossi ha dimostrato vicinanza al Grifone. Il Sindaco invece non si fece mai sentire – forse se fosse fallito o meno il Grosseto non gliene sarebbe importato niente.
Ma la famiglia Lamioni intervenne. Si assunse responsabilità, costi e rischi, salvando US Grosseto e consentendole, dopo anni di investimenti, di tornare nel calcio professionistico.
Con quell’intervento crediamo di avere evitato ai tifosi, alla città e anche alla stessa Amministrazione comunale di assistere a una delle pagine più mortificanti della storia sportiva cittadina: il fallimento del Grifone e la sua ripartenza dalla Promozione. Sarebbe stata un’onta gravissima per Grosseto e certamente una vicenda tutt’altro che gratificante anche per chi, in quel momento, amministrava la città.
Eppure, anche in quella circostanza, dalla stessa Amministrazione non arrivò alla nuova proprietà neppure un ringraziamento per avere raccolto l’appello della città e salvato il principale club calcistico grossetano.
Non abbiamo mai preteso riconoscimenti, privilegi o trattamenti di favore per questo. Ma è difficile non ricordarlo oggi, quando si parla di US Grosseto come di un “patrimonio della collettività”.
Proprio perché patrimonio della collettività, ci saremmo aspettati che un’Amministrazione realmente interessata alle sorti della principale società calcistica cittadina instaurasse con la nuova proprietà un rapporto di collaborazione istituzionale, cercando insieme di affrontare le criticità esistenti.
Tra queste, certamente, il Centro Sportivo di Roselle: una struttura nata nel 2018 con condizioni economiche e gestionali che, alla prova dei fatti, si sono dimostrate difficilmente sostenibili.
Ci saremmo aspettati confronto, disponibilità e ricerca condivisa delle possibili soluzioni. Abbiamo trovato, invece, troppo spesso silenzio. Ed è proprio questo il punto che nessuna risposta politica può cancellare.
Ma la risposta la diamo noi: US Grosseto è di sicuro patrimonio dei tifosi e di chi vuole bene al Grosseto, non certo del Sindaco e della sua Amministrazione come è evidente.
E quando il Sindaco parla di confronti costruttivi, come ha ricordato Giovanni Lamioni, il Patron è sempre pronto, anzi come si dice in Maremma “si mette il tovagliolo”!".
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