Perugia, mai così male: il percorso di una stagione sfortunata

Perugia, mai così male: il percorso di una stagione sfortunataTMW/TuttoC.com
© foto di Stefano Scarpetti
Oggi alle 12:15Girone B
di Laerte Salvini

Il Perugia chiude la stagione al quattordicesimo posto con 38 punti in 36 giornate. Come ricorda il Corriere dell'Umbria, si tratta del rendimento più misero in Serie C dagli anni Cinquanta: un primato negativo che fotografa con crudeltà un'annata vissuta costantemente sull'orlo del precipizio. Non una crisi improvvisa, non un incidente di percorso, ma una lenta erosione durata mesi, scandita da delusioni in sequenza, da un esodo di oltre 600 tifosi al seguito che hanno accompagnato la squadra in trasferta e che al fischio finale hanno risposto con un triplice fischio. La salvezza è arrivata solo all'ultima giornata, e dire che fosse scontata sarebbe disonesto.

Il paradosso è che il Grifo di questa stagione non è stato soltanto mediocre sul piano tecnico. È stato contraddittorio, discontinuo, spesso irriconoscibile rispetto all'identità che la piazza pretende e che la storia recente aveva in parte garantito. Nell'era Santopadre, sottolinea il Corriere dell'Umbria, il Perugia ha sempre giocato per la promozione, centrando tre volte il salto dalla C2 e sfiorando in altre occasioni la cadetteria. La gestione Covarelli ha rappresentato una prima frenata, con il club che era arrivato a rischiare la retrocessione prima di chiudere all'ottavo posto in C1. Questa stagione segna il punto più basso: quattordicesimo, peggio dello scorso anno che già era stato dodicesimo. Una traiettoria che va verso il basso e che qualcuno dovrà fermare con decisioni chiare, non con rattoppi.

L'inserimento a stagione in corso di Riccardo Gaucci e Walter Novellino come consulenti, insieme all'arrivo in panchina di Giovanni Tedesco, ha tamponato l'emorragia evitando il peggio. Ma salvare il salvabile non è costruire. Il mercato estivo sarà il vero banco di prova per capire se la società ha intenzione di ripartire con un progetto credibile o se si accontenta di navigare a vista in una categoria che, per storia e dimensioni del club, dovrebbe rappresentare soltanto un passaggio obbligato verso lidi più ambiziosi. Il popolo biancorosso, che ha dimostrato ancora una volta una fedeltà difficile da trovare in giro, merita risposte più nette di quelle ricevute finora.