Pineto, Barilari: "Gara sporca, speravo più pericolosi. Delle Monache come un gol"
Enrico Barilari, tecnico del Pineto, analizza il pareggio al 'Francioni' di Latina all'esordio in campionato.
Mister, era questo il tipo di partita che volevate fare? È mancato qualcosa davanti?
«Allora, non era la partita che avrei voluto fare, sicuramente. Nel senso che poi chiudere con tanti difensori in campo, o comunque con una fase difensiva così spiccata, non era né la mia voglia né quello che avevamo preparato. Io credo che oggi, come avevo già detto alla vigilia, abbiamo capito che il Latina è una grossa squadra. Una squadra che è andata bene, come avevo detto subito, a fare tante cose in possesso e che mette molto in difficoltà e anche molto intensità, come si può vedere da come ha fatto oggi. Con una rosa importante, ma l’allenatore è bravo. Quindi, dal mio punto di vista, è una squadra destinata a non fare come l’anno scorso nel girone C, un campionato un po’ nella bassa classifica. Da parte mia glielo auguro perché, chiaramente, avendo amicizie con il mister, con il suo vice, sicuramente avranno un tifoso in più. Però io devo pensare a me stesso e ovviamente alla mia squadra. Non ci ha sorpreso perché sapevamo che c’era questo tipo di partita da fare, una partita un po’ sporca. Però nella partita sporca, sinceramente, speravo e pensavo di riuscire a essere un po’ più pericoloso. Alla fine ci siamo dovuti per forza adattare. Però ci portiamo a casa il fatto di aver tenuto botta. È la nostra prima partita senza prendere gol, compreso precampionato. Avevamo bisogno di una fase difensiva concreta per poi provare a mettere qualcosa di più».
Guardando più avanti: squadra giovane e rinnovata. Quanti margini di miglioramento ci sono?
«Secondo me tantissimi. Oggi non abbiamo fatto fare neanche un minuto a Guadagni, perché la partita non ci dava la possibilità di metterlo a fare il quinto. Perché col Latina abbiamo bisogno di mettere dei giocatori quinti difensivi, non quinti offensivi. Però vogliamo lavorare anche per far entrare Giuseppe dentro a un meccanismo senza problemi: magari lavorarlo da quinto o da esterno. Cercare di trovare la quadra per mettere i giocatori offensivi che abbiamo, anche i nuovi, magari prima. Quindi abbiamo veramente tanti margini di miglioramento. In questo sono molto contento. Però è chiaro che in questo momento abbiamo bisogno di lavorare».
Oggi siete sembrati più “maschi”, più duri nei contrasti contro un Latina che palleggiava. È d’accordo? Soddisfatto anche di chi ha avuto meno minutaggio?
«Questo è un po’ come il bicchiere mezzo pieno. Cioè, in questo momento, questa cosa che mi dice lei - sulla quale concordo - è il mio bicchiere mezzo pieno. Veniamo da una partita come quella dove, secondo me, abbiamo fatto una grossa partita a livello di palleggio, ma non di risultato. E oggi è successa l’altra parte della medaglia: abbiamo fatto meno, siamo stati più concreti, più belli difensivamente, ma meno belli da su. Però abbiamo cambiato risultato. Purtroppo il calcio va verso questa direzione e anche noi ci dobbiamo adattare».
Un punto su Delle Monache: la società ci punta molto. A che punto è nel suo percorso?
«Sono uscito poco fa e Tonti gli diceva che quella chiusura difensiva che ha fatto in diagonale vale un gol. E credo che quella sia la sua giocata migliore oggi. Ed è quella che, magari, più di un anno fa lui non avrebbe fatto. Quindi quella è già un gol per noi. Poi quello che ci può dare davanti lo sappiamo, lo vediamo in allenamento tutti i giorni. È chiaro che noi, in una partita come oggi, abbiamo bisogno di tanto equilibrio: equilibrio che magari Porte, che lavorava tra De Ciancio e braccetto, ci poteva dare più di Delle Monache. O che ci poteva dare di più Pellegrino, a cui lo abbiamo sempre chiesto. Però lui sa, come lo sa Guadagni, che sono giocatori sui quali puntiamo.»
Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 7/2017 del 29/11/2017
Partita IVA 01488100510 - Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
Direttore Responsabile: Ivan Cardia
© 2026 tuttoc.com - Tutti i diritti riservati
