Ravenna, Mandorlini: "Abbiamo problemi. Zaro vitale. Ronaldinho? Non credo ci sarà"
Alla vigilia dell'esordio in campionato, che vedrà il suo Ravenna impegnato sul campo della Reggiana, è intervenuto in conferenza stampa mister Andrea Mandorlini.
Mister, che partita si aspetta domani?
«Avremmo preferito magari affrontare meno incerrottati in questa partita, ma questo è il calcio, questo è il momento, quindi è inutile piangersi addosso. È arrivato Zaro, è arrivato qualche giocatore nuovo, ci sarà. È una partita difficile, ci sono tante cose da dire, al di là di tutte le pre‑tattiche che ogni allenatore cerca, ma credo che la Reggiana, per blasone, perché è una squadra di Serie B che si appresta a giocare un campionato di Serie C, quindi tante situazioni. Noi guardiamo a casa nostra: sicuramente e personalmente mi sarebbe piaciuto avere la squadra completa, ma questo non è possibile. Sicuramente è una partita difficile, ma mi auguro e credo che la renderemo difficile anche a loro».
Che indicazioni arrivano dalla Coppa Italia e dal test con la Nazionale Universitaria giapponese?
«Noi come partita ufficiale veniamo da Benevento, dove c’è stata una prima ottima, un risultato che senza distanze offensive si poteva anche fare. Però è già distante due settimane, quindi siamo ancora in fase di un po’ di assemblamento, come penso anche la Reggiana. Il valore della Reggiana, fino a pochi mesi fa, era in un altro campionato. Per restare a quello che hai detto, rimane la partita anche con la Nazionale Universitaria giapponese, che è stato un buon test. Però è chiaro che siamo ancora all’inizio, siamo ancora in una fase di mercato, mancano ancora tanti giorni. Tutto questo fa parte di un momento, però il momento importante è la partita. Noi dobbiamo fare di tutto e essere pronti, perché anche dopo la sconfitta in Coppa Italia credo che la Reggiana sarà un’altra Reggiana. Il primo esordio in casa, quindi tanti aspetti che dobbiamo sapere che incontreremo e essere pronti. Saranno aspetti importanti e difficili, però ho fiducia: la squadra ha lavorato bene, sta bene. Mi dispiace solo avere queste problematiche, però fa parte del momento».
A questo punto della stagione, con rose incomplete e tanti arrivi ancora attesi, quanta “verità” può dare questa partita?
«La partita è un aspetto importante, quindi noi siamo questi, con le nostre problematiche. Loro ne avranno delle altre, in un momento in cui partono i campionati, è ancora una fetta di mercato da poter scoprire. Sicuramente a qualcuno manca qualcosa, non solo dal mercato ma anche dall’aspetto infortuni. Però è inutile parlare di queste cose qua: le abbiamo analizzate, le abbiamo focalizzate, ma poi il focus è sulla partita e sono convinto che questa è una partita difficile. Io penso che noi siamo pronti, abbiamo lavorato bene per quello che era, quindi andremo a giocarci»<.
Quanto è importante l’arrivo di Zaro?
«Un giocatore di esperienza, di fisicità, anche in una squadra che quest’anno forse ha perso qualche centimetro rispetto all’anno scorso. Ma anche in questo momento è stato vitale il suo arrivo, perché non sapevamo da che parte girare. Siamo contenti che sia arrivato: Giovanni è un bravissimo ragazzo, ha esperienza e mi auguro che questo sia stato uno degli aspetti più importanti per andare sul suo profilo. Un giocatore che ha campionati, che ha tante battaglie, quindi sicuramente è importante per noi e sarà importante domani per dare alcune certezze a un reparto che è stato un po’ dilaniato. Da questo finale del campionato scorso anno e poi quest’anno l’infortunio anche di Donati, inaspettato, e di Bani, che anche lui ha sofferto un po’. Questi ormai sono discorsi: adesso c’è da pensare a questa partita, abbiamo ancora un po’ di tempo, però sappiamo che è una partita difficile».
Si aspetta altri movimenti di mercato?
«Assolutamente. Siamo lì, pronti, vediamo. Ma come ho detto prima: noi abbiamo le nostre problematiche che dobbiamo risolvere e mi auguro che questo mercato riesca a farlo. Adesso sono troppo concentrato su quello che rimane dalla partita, poi per il mercato la società è sempre stata vigile, David0e (Mandorlini, ndr) e tutti gli altri, quindi grande fiducia come sempre».
Domani sono attesi 800 tifosi da Ravenna. Sentite questo entusiasmo?
«Assolutamente è stato un fatto importante, tante persone, perché a Reggio saranno tanti, in un campo bellissimo, in uno stadio stupendo. Quindi più siamo, meglio è. Abbiamo bisogno della nostra gente, siamo molto contenti dell’entusiasmo che c’è, al di là degli ultimi eventi che sono stati importanti, lo saranno in futuro. Ma vuol dire che la gente ha capito quello che vuole fare questa società e ci segue, siamo contenti. Anche per questo dovremo dare tutto quello che abbiamo: poi il risultato a volte è frutto di episodi, ma sicuramente la squadra darà tutto quello che ha».
A Reggio Emilia si chiedono se Ronaldinho sarà almeno in tribuna.
«Non lo so, non credo. È già stato importante per noi in queste giornate in cui si è presentato, ha fatto visite mediche, però credo che il programma sia diverso e quindi sicuramente non sarà della partita, almeno fisicamente. Poi credo che mentalmente sarà insieme a tanti altri collegato per questa partita».
Che rapporto ha con Ariedo Braida? Cosa vi date a vicenda?
«Rapporto stupendo. Per tutti quelli che hanno fatto calcio in periodi più o meno simili: io ero in un’altra veste come giocatore, quindi Ariedo Braida è sempre stato una figura di riferimento per il calcio italiano e per il calcio internazionale, anche se purtroppo aveva dei colori che non è che mi piacevano tanto. Partendo da tutto, con Ariedo c’è un rapporto fantastico: è l’esperienza che ti guida e tutti noi, anche se io un po’ di esperienza ce l’ho, sono sempre confronti belli e mi auguro che questo possa continuare nel tempo perché lui è sicuramente un’enciclopedia. C’è sempre bisogno di studiare e lui è veramente qualcosa di importante per noi».
Lei si immagina “infinito” come Mircea Lucescu?
«Lo conoscevo, anche lui è stata una figura veramente importantissima e faccio fatica a non vedermi, perché la passione che ha avuto Mircea per tutti questi anni è stata qualcosa di grande. Io non lo so se arriverò alla sua età, però sicuramente la passione che ci accomuna è fondamentale. Penso un po’ per tutti, anche se non sono più un giovane. La passione che riversano nel campo con i ragazzi è una cosa che non ha età. Questa è la differenza tra un reattore e un altro: queste cose qui non hanno età. Anche se qualcuno le vuole classificare, voglia dare un’età, queste cose non hanno età, queste cose sono immortali e non finiranno mai, almeno per me. Mircea ha avuto la fortuna di conoscere, è stato un grandissimo, ha vissuto anche quel periodo lì che era in Romania, una persona di grande espressione per il calcio mondiale e il calcio rumeno. Sicuramente lui ha raggiunto dei traguardi importanti e per me sarebbe raggiungere quello che è arrivato lui in qualcosa di grande, però questo lo vedremo vivendo».
Che effetto fa allenare nella sua città, con suo figlio come direttore sportivo e una proprietà così giovane?
«Sono tutti effetti importanti. Io ho iniziato qua a fare allenatore in seconda, ho avuto la fortuna assieme a Rumignani di andare in Serie B, di essere un protagonista perché grazie a Rumi mi ha dato tante possibilità di allenare e in quella stagione siamo andati in Serie B. Mi auguro che questo ricapiti, però allenare qua nella tua città è qualcosa di grande. Poi con Davide… e poi un’altra cosa che hai toccato è sicuramente questa proprietà che è un marchio di famiglia storica ravennate. Non dire grande, mi sembra poco: è grandissima. Ha fatto qualcosa di incredibile per riportare l’entusiasmo in questa città, che non è facile, è una città un po’ particolare. Loro come famiglia sono riusciti a fare qualcosa in poco tempo, insieme a tanti altri collaboratori, difficile da fare. Però questo è soltanto l’inizio e l’importante è esserci poi quando sarà il momento. Il percorso è iniziato, è un percorso importante e senza queste persone il calcio a Ravenna avrebbe preso una piega molto difficile, brutta e da dimenticare in fretta. Grazie a questo gruppo Ravenna è ripartita, al di là dell’aspetto di Ronaldinho: l’entusiasmo in questi due anni e mezzo è fantastico. I club, le società poi le fanno le persone, e queste persone stanno facendo qualcosa di grande. Grazie a loro Ravenna è ritornata e vive questi momenti».
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