Top & Flop di Vado-Atalanta U23

Top & Flop di Vado-Atalanta U23TMW/TuttoC.com
Esordio vincente per il Vado
© foto di Francesco Scopece/TuttoLegaPro.com
Ieri alle 23:55Girone B
di Francesco Moscatelli

A Vado non c'è solo il porto con la fila di container che arrivano dagli angoli del mondo. Non c'è solo la ciminiera della Tirreno Power che svetta fin dall'autostrada dei Fiori. E non c'è solo nemmeno quella Coppa Italia del 1922, cimelio romantico di un calcio che non c'è più e non ci sarà mai più se alla governance piace così tanto questa formula oscena di Coppa che ridicolizza da anni il secondo torneo nazionale. 

A Vado c'è una squadra che in C c'è tornata dopo 78 anni e che, a guardare i primi calci al pallone, in questa serie C prova a restarci. Partendo da un passaggio del turno in Coppa, ma partendo soprattutto da questo 2-0 costruito tutto nel primo tempo (Lazzarini al 35' con una girata sottoporta e Simonetta allo scadere con un destro preciso nell'angolino basso) e poi conservato nella ripresa, controllando gli ardori -prima incisivi poi via via più flebili) di un'Atalanta U23 tutta da costruire e inquadrare. 

Vediamo ora coloro che, a nostro avviso, sono risultati essere i migliori e i peggiori nella partita disputata questa sera allo stadio "Giuseppe Sivori" di Sestri Levante. 

TOP:

Un gruppo con già delle idee (Vado): già il match di Coppa aveva fatto intravedere qualcosa di positivo, questa sera questi primi sentori di buono si rafforzano perché è davvero campionato. Stravolgere buona parte della rosa è stato sicuramente tra l'azzardo e un atto di coraggio, ma quello che appare ora, al momento, è un buon mix di esperienza e gioventù. Gioventù anche rodata, basti pensare a Saiani (bene finché ne ha avuto) che è un 2005 e per il quale già questa stagione può rappresentare un salto di qualità. E poi Simonetta (lui sì fresco fresco di calcio dei "grandi"), ma i giovani crescono bene solo se c'è esperienza al proprio fianco: e quindi bene Vita che sembra non far mai la "star" ma è comunque importante in una serata come questa, e quindi bene Piana a comandare la difesa in una serata come questa. E' un 2-0 di esperienza, quella che ha dato forza al Vado e che, sostanzialmente, è mancata all'Atalanta U23 proprio quando c'era da cambiare passo. Buona intensità, buona anche la capacità di cambiare gioco sui due lati. CHE SERATA RAGAZZI! MA IL VADO VUOLE CRESCERE E NON E' A POSTO COSI'!

Alcune individualità (Atalanta U23): al momento l'Atalanta U23 è questa. Come sempre ad agosto, come sempre per le seconde squadre. Se è già difficile plasmare un'indentità in una classica squadra di provincia, figurarsi per le squadre B dove le facce che si presentano ai nastri di partenza sono quasi tutte nuove. E allora, con la mancanza di personalità che fiacca le energie e annebbia la mente dopo il 2-0, si riparte dalla consapevolezza di avere, come sempre, del buon materiale. A livello tecnico indubbiamente superiore alla media. Steffanoni, Bonanomi, Manzoni, il regista Levak. Nomi da portare avanti e da far crescere, d'altra parte si sapeva che con Beati iniziasse di fatto un nuovo ciclo e bisogna avere pazienza. Imparando anche dalle difficoltà, tipo un 2-0 preso un secondo prima dell'intervallo che ti taglia le gambe e i fili del tuo ragionamento. I NORMALI LIMITI DI UN PROGETTO COSI' GIOVANE 

FLOP:

Un po' di leziosità nel palleggio in difesa (Vado): trovare aspetti migliorabili non è chiaramente difficile, eppure non è la serata giusta per concentrarsi sugli aspetti meno positivi. E' una serata di festa non solo per questo 2-0 che già muove la classifica ma soprattutto per le sensazioni che lascia: ossia l'idea che il tecnico Pastorino e lo staff sappiano dove mettere le mani, sappiano il lavoro fatto in questo mese abbondante e sappiano visualizzare tutto il lavoro che è ancora da sviluppare. Qualche rischio nella circolazione di palla fin sulla linea difensiva -rischio che, per esempio, aveva presentato il conto nell'amichevole estiva contro il Torino- è sempre lì in agguato: forse, per acquisire sicurezza, serve anche questo. Ora il compito a Pastorino di controllare che il gruppo rimanga con i piedi per terra, perché sarà solo ad ottobre inoltrato che le rose si amalgano e emergano i primi valori reali. Stasera si festeggia, ma in fondo è solo il primo di trentotto capitoli. I FLOP TENIAMOLI PER QUANDO SERVIRANNO

La mancata reazione emotiva (Atalanta U23): è l'altro aspetto di cui sopra, in fondo è sempre la stessa storia ormai da qualche anno. Le squadre B propongono elementi giovani e giovanissimi che danno del "tu" al pallone e che sono tecnicamente fuori categoria. Il problema è che se a un Vado (squadra normalissima che deve ancora fare tutto il suo percorso) "basta" un Piana, un Vita e un Sala (dunque sostanzialmente tre elementi su undici) per leggere i momenti della partita e guidare con saggezza la meglio gioventù, l'Atalanta U23 questi elementi non li ha. Almeno, stasera non li aveva. E così quel 2-0 diventa una montagna (anche per elementi ancora un po' avulsi dal gioco, tipo il gigante Camara), e così quella reazione infruttifera di inizio ripresa diventa una catena himalayana. E così i nerazzurri si sono progressivamente spenti. Il campionato di C serve soprattutto per questo ma è chiaro che la pazienza per un tecnico di una seconda squadra deve essere doppia. Tanto lavoro da fare anche sulle palle inattive offensive: battuti 300 calci d'angolo, ma i guanti di Sala possono andar bene anche per Piancastagnaio, senza passare dalla lavanderia. SQUADRE B, OGNI VOLTA SI RICOMINCIA (QUASI) DA ZERO