Ds Altamura applaude Raffaele: "Ho ritrovato la squadra che avevo costruito. E lui ha scelto noi"
L'impatto di Giuseppe Raffaele sulla panchina dell'Altamura non è passato inosservato. Ospite della trasmissione 'Stadio Aperto' su Telesveva, il direttore sportivo Matteo Lauriola ha analizzato il momento della squadra biancorossa dopo il pareggio contro il Potenza, evidenziando soprattutto il cambio di atteggiamento e il ritorno alle caratteristiche che avevano contraddistinto l'Altamura nelle ultime stagioni.
«La partita ha dimostrato in pieno quelle che sono le caratteristiche di questo organico. È una squadra che corre in avanti, pressa, manovra, salta l'uomo e va sempre alla ricerca della vittoria. In alcune partite tutto questo non si era visto, e non l'avevamo notato solo noi della società, ma anche la tifoseria. Contro il Potenza e già nella gara precedente contro il Cosenza, invece, ho rivisto ciò che mi aspettavo da questa squadra».
Lauriola ha spiegato come il nuovo allenatore sia riuscito in pochi giorni a riaccendere qualità che sembravano smarrite: «A mister Raffaele è bastata poco più di una settimana per riportare alla luce le caratteristiche intrinseche della squadra. Velocità, intensità, qualità e attacco della profondità sono aspetti che l'anno scorso tutti avevano apprezzato. È vero che contro il Potenza abbiamo lasciato per strada due punti, ma io ho ritrovato l'Altamura che ho sempre pensato di avere a disposizione».
Il direttore sportivo ha poi raccontato i retroscena dell'arrivo di Raffaele, svelando come la scelta sia stata reciproca: «Devo essere sincero, ci ha scelto anche lui. Ha accettato perché ha visto l'organico con cui avrebbe lavorato e perché intravede importanti margini di miglioramento. Sono convinto che con questa rosa verrà valorizzato anche il suo lavoro».
A incidere è stato anche il rapporto personale tra i due: «Con il mister ho un rapporto che dura da oltre dieci anni. Abbiamo condiviso persino la stanza quando eravamo calciatori nei campionati dilettantistici. C'è stima, amicizia e un legame costruito nel tempo. Ma non basta questo: Raffaele aveva altre richieste, perché lo considero uno dei migliori allenatori della categoria. Ha scelto il progetto Altamura, la società e la credibilità che il club si è costruito».
Parlando dell'esonero di Memushaj, Lauriola ha riconosciuto le proprie responsabilità nella scelta estiva, pur spiegando le ragioni che hanno portato al cambio in panchina.
«Avevamo iniziato anche abbastanza bene, ma poi c'è stata un'involuzione evidente. L'Altamura aveva perso la propria identità. L'anno scorso potevamo anche perdere una partita, ma uscivamo sempre tra gli applausi perché la squadra manteneva la sua vocazione offensiva. A un certo punto mi sono ritrovato con una squadra piatta, che aveva smarrito le sue caratteristiche. Non me ne voglia Memushaj, che stimo moltissimo sia come persona sia come professionista, ma l'esperienza in questo caso ha giocato a suo sfavore. E io mi assumo le responsabilità di questa scelta».
Guardando al futuro, il dirigente mantiene i piedi per terra nonostante il ritrovato entusiasmo: «L'obiettivo resta la salvezza. Questo è un campionato molto equilibrato e complicato. Prima dobbiamo raggiungere quota 40 punti nel minor tempo possibile, poi vedremo dove potremo arrivare».
C'è spazio anche per il mercato e per i giovani più interessanti della rosa. Lauriola ha infatti confermato che diversi elementi dell'Altamura sono già sotto osservazione da parte di club di categoria superiore.
«Mogentale, Grande, Zazza, Nazzaro e lo stesso Pacia sono seguiti da società di categorie superiori. In estate non si sono concretizzate alcune opportunità, ma quando sarà il momento cercherò di accontentare i ragazzi che meritano il salto di categoria».
Infine, un accenno anche alla sostenibilità del progetto biancorosso: «La valorizzazione dei calciatori resta una parte importante del nostro percorso. Vogliamo continuare a costruire un progetto sostenibile attraverso la crescita dei giovani e la creazione di plusvalenze».
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