Crotone, Greco si assume colpe dopo ko col Casarano: "Ma sono certo che ci salveremo"
Terzo ko nelle ultime quattro uscite per il fanalino di coda Crotone che ieri è caduto in casa contro il Casarano. In sala stampa è quindi giunta la disamina di mister Leandro Greco.
Mister, serata amara. Il Crotone ha disputato un buon primo tempo con un sistema di gioco nuovo, mostrando coraggio. Ho però l'impressione che il coraggio dell'allenatore non sia ancora quello della squadra.
"Allora sei cattivo con me, perché il coraggio è proprio ciò che cerco di trasmettere alla squadra. Se non ci sono riuscito, me ne assumo la responsabilità. Però credo che in tante partite questa squadra abbia mostrato coraggio. Oggi abbiamo cambiato struttura perché volevamo sorprendere il Casarano e creare loro qualche difficoltà, anche alla luce del cambio di allenatore. Volevo occupare il campo in modo diverso e, considerate le condizioni del terreno di gioco, proteggere maggiormente alcuni ragazzi di qualità. Ho fatto queste valutazioni anche sulla base di quanto visto a Bari. Volevo mantenere maggiore solidità difensiva, immaginando una partita sporca, e secondo me così è stato. Purtroppo ancora una volta un episodio ci ha penalizzati e non siamo stati abbastanza bravi a indirizzarlo a nostro favore. È questo l'aspetto che mi preoccupa di più e sul quale dovremo lavorare: trovare quella ferocia, quel coraggio o quella maturità necessaria per far girare gli episodi dalla nostra parte. È la parte più difficile, ma resto convinto che il lavoro verrà ripagato".
Sono sette punti in undici partite e la quota salvezza si allontana. Forse più che un problema di coraggio c'è anche un problema di paura?
"Se non ci fosse consapevolezza della situazione sarebbe anche peggio. Il nostro problema fin dall'inizio del campionato è stato proprio questo: la frenesia e la paura di non farcela. Tutto questo toglie tranquillità e quando manca serenità gli episodi tendono a girarti contro. Può sembrare un discorso filosofico, ma è anche una questione di energie. Bisogna entrare in campo senza voler forzare a tutti i costi il risultato, perché spesso il risultato arriva come conseguenza naturale di ciò che fai. Noi abbiamo dei limiti e degli aspetti da migliorare, ma spesso non facciamo peggio degli altri, anzi in tante occasioni facciamo meglio. Purtroppo il nostro percorso ci costringe sempre a rincorrere e questo inevitabilmente incide sulla serenità. Dovremo fare un lavoro importante sotto l'aspetto mentale, ma continuo a credere che questa squadra abbia equilibrio, forza caratteriale e mentale. Con il lavoro riusciremo a portare gli episodi dalla nostra parte".
Il 3-4-2-1 sembrava aver messo in difficoltà il Casarano nel primo tempo. Poi però nella ripresa qualcosa si è perso. Cosa è mancato al Crotone?
"Quando affrontiamo squadre che si difendono con un blocco basso o con una linea a cinque andiamo spesso in difficoltà negli ultimi trenta metri. È una situazione che non riguarda solo noi. Ci è mancata cattiveria nella conclusione e nell'ultimo passaggio, oltre alla capacità di chiudere meglio le azioni senza concedere ripartenze. Nel secondo tempo ci siamo un po' allungati. Abbiamo anche modificato qualcosa dal punto di vista strutturale, passando a una costruzione diversa e ritornando di fatto a un 4-3-3, ma negli ultimi metri siamo stati poco incisivi. La partita però la perdiamo per un episodio. Devo rivederlo bene, ma è difficile accettare una sconfitta così. Quello che mi fa rabbia è perdere punti in maniera banale. Oggi il Casarano è stato bravo a sfruttare l'occasione che ha avuto, ma noi abbiamo lasciato per strada troppi punti a causa di situazioni semplici da gestire. Questo è ciò che mi fa arrabbiare davvero. Le cose banali vanno corrette in fretta attraverso comportamenti e atteggiamenti. Da questo punto di vista la squadra non è mai mancata, ma evidentemente deve ancora maturare".
È una maturità che bisogna trovare in fretta. Cosa manca ancora per compiere questo salto?
"Io sono convintissimo che ci salveremo. Lo credo ciecamente. Anche dovessimo raggiungere la salvezza attraverso i playout, sarebbe comunque un successo per come si è sviluppato il nostro campionato. Sono convinto che cresceremo anche dal punto di vista mentale nel momento in cui riusciremo a dare continuità ai risultati. Oggi, prima della partita, ai ragazzi ho detto che avrei voluto vincere ma che mi sarei preso volentieri anche un punto. Sembra un controsenso, ma è una questione mentale. Noi abbiamo bisogno di continuità, serenità e fiducia nel lavoro. Non possiamo affrontare ogni partita come fosse una questione di vita o di morte, perché questa frenesia finisce per toglierti lucidità. In questo momento non siamo ancora abbastanza maturi per indirizzare gli episodi dalla nostra parte. Oggi dobbiamo mandar giù un altro boccone amaro, ma da domani si riparte con serenità e anche con rabbia, perché ritengo che questa squadra non meriti la situazione che sta vivendo. Però la classifica è quella che è e dobbiamo accettarla, continuando a lavorare. Per tutto il resto, le responsabilità sono mie".
Dopo il buon punto conquistato a Bari ci si aspettava un Crotone più pericoloso nella ripresa. Invece è sembrata una squadra in difficoltà e poco lucida.
"Le componenti sono tante. Dal punto di vista tecnico può capitare che qualcuno sia meno brillante rispetto alla partita precedente. Per noi il campo rappresenta un limite importante, considerando le caratteristiche qualitative della rosa. Non è un caso che a Bari siamo riusciti a esprimere un calcio diverso. Quando affrontiamo squadre chiuse e organizzate non è mai semplice trovare spazi, soprattutto se manca lucidità. Nel secondo tempo siamo calati proprio sotto questo aspetto, sia nella pulizia tecnica sia nella gestione del pallone, concedendo qualche ripartenza di troppo. Detto questo, non ricordo parate decisive del nostro portiere né particolari occasioni del Casarano. Nel complesso avevamo il controllo della partita e per me era una gara destinata a finire 0-0. L'ho detto anche ai ragazzi: sarebbe bastato un episodio o una distrazione per deciderla. Purtroppo è accaduto ancora una volta contro di noi. Torniamo a casa delusi, ma continueremo a lavorare".
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