Altamura, Memushaj: "Stanchezza è solo scusa: tema che non deve esistere"

Altamura, Memushaj: "Stanchezza è solo scusa: tema che non deve esistere"TMW/TuttoC.com
Ledian Memushaj
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Oggi alle 22:20Girone C
di Valeria Debbia
Il tecnico biancorosso do po il ko interno contro il Savoia: "Se ci siamo rilassati, la colpa è mia. Non deve succedere più".

Ledian Memushaj, tecnico dell'Altamura, analizza in conferenza stampa il ko interno contro il Savoia, il primo di questa stagione.

Mister, si è accusata un po’ di stanchezza dopo la gara di mercoledì in Coppa o è mancato altro?

«Secondo me è mancato altro. La stanchezza è solo una scusa: anche loro hanno giocato mercoledì, in trasferta, una partita dispendiosa. Il tema della stanchezza non deve esistere. È chiaro che ci sono partite in cui non puoi essere al 100%, perché non lo si è mai davvero, ma bisogna essere bravi a interpretarle in maniera diversa. Oggi (domenica, ndr) siamo venuti a mancare sotto tanti punti di vista. Penso che questa sconfitta possa farci bene e aiutarci nel percorso».

I cambi hanno dato la scossa che cercava? E ha pensato al quinto cambio, magari inserendo Bocic che mercoledì aveva mostrato gamba?

«I cambi ci hanno aiutato: chi è entrato lo ha fatto bene. Avrei forse dovuto togliere Grande per mettere Bocic o qualcun altro, ma oggi i cambi erano l’ultimo dei problemi. Siamo venuti a mancare già dal primo tempo nei duelli individuali. Al di là di come si può giocare tatticamente, i numeri sono numeri: il calcio è semplice, chi corre di più vince, chi ha più fame vince. Se mancano queste cose, diventa difficile. Però ci sta: è una sconfitta che ci farà tornare con i piedi per terra. Venerdì si rigioca, fortunatamente: dobbiamo metterla subito da parte e preparare un’altra battaglia».

Forse proprio nei duelli individuali e nell’intensità loro hanno messo qualcosa in più rispetto a noi, quella fame che ci aveva portato a vincere le partite precedenti.

«Come dico sempre ai ragazzi, al di là dei moduli e degli schemi, quello che conta sono le motivazioni. Se vengono a mancare, è dura. Se pareggiamo le motivazioni o ne abbiamo più degli altri, allora possono subentrare schemi e numeri. Ma se mancano le basi, diventa difficile. Non possiamo permettercelo. Dopo quattro‑sei partite fatte in una certa maniera si tende a rilassarsi: se ci siamo rilassati, la colpa è mia. Non deve succedere più».

Nel primo tempo sembrava si potesse riprendere la gara, anche perché mercoledì avevate rimontato due gol. E all’inizio della ripresa ci sono state due occasioni che hanno infiammato lo stadio.

«Molto probabilmente, se la sblocchiamo con l’occasione di Malcore o con quella di Peschetola, cambia l’inerzia della partita. Però non posso basarmi su questo: devo fare un’analisi più ampia. Bisogna lavorare, come ho sempre detto, anche nelle vittorie e nelle buone prestazioni. Siamo all’inizio: dobbiamo continuare su questa strada, sempre di più. Oggi è giusto dare merito all’avversario: è stato più bravo di noi. Da domani bisogna resettare e preparare la partita di Bari».

Dopo una sconfitta si riparte: forse arrivare subito al Bari darà motivazioni immediate.

«Sì, è una partita che non ha bisogno di presentazioni: le motivazioni vengono da sole. Dobbiamo prepararla bene: abbiamo cinque giorni per farlo. Dobbiamo recuperare energie e livello fisico. Ripeto: la sconfitta di oggi può esserci d’aiuto».