Cavese, Masitto: "Mancano 39-40 punti per la salvezza. Pensiamo solo a questo"
Cristiano Masitto, tecnico della Cavese, analizza in sala stampa il pareggio ottenuto nel derby di Salerno.
Sui due volti della Cavese - «Siamo partiti dagli undici che avevano fatto una grande partita venerdì, ma le gare cambiano e cambiano anche gli avversari. Non dovevamo permettere alla Salernitana di alzare il volume del tifo, perché è una squadra forte, pericolosa, che quando trova le giocate si diverte ed è difficile da contenere. Devo fare i complimenti ai miei ragazzi: sono rimasti dentro la partita nella difficoltà, non siamo andati all’intervallo con tre gol sul groppone come poteva succedere, ma abbiamo tenuto con sacrificio, anche con qualche giocatore non al meglio».
Sui cambi e sulla reazione del secondo tempo - «Abbiamo fatto i cambi dove pensavamo di poter cambiare la partita, e così è stato. Siamo molto contenti di aver portato il pareggio alla nostra gente. Abbiamo messo dentro carattere, voglia, tenacia: quello che i tifosi ci chiedevano e che abbiamo percepito in città. Ho visto giocatori emozionati, ed è il bello del mio lavoro».
Sulla strategia tra primo e secondo tempo - «Non sempre è questione di strategia: ci sono gli avversari, che hanno una veemenza diversa. Vorremmo sempre avere undici titolari al 100%, ma alle tre del pomeriggio contro una squadra forte può capitare che qualcuno sia sottotono. I ragazzi sono stati bravi a restare ordinati. La prima occasione l’abbiamo avuta noi con Orlando: di solito stoppa e gira la palla, invece ha avuto fretta. Quando ragioniamo palla a terra, con pazienza, arriviamo bene. Dobbiamo migliorare in tanti aspetti, ma il mercato e il direttore ci hanno portato giocatori che ci permetteranno di crescere».
Sul principio di squadra - «Stiamo lavorando su un concetto: non giocare nella Cavese, ma giocare per la Cavese. Tutti devono essere dentro questo lavoro. Oggi abbiamo trovato una squadra forte, che era in difficoltà ma che ha dimostrato di avere un potenziale enorme».
Sulla scelta degli esterni e sul calo della Salernitana - «Sapevamo che la Salernitana poteva lavorare a tre o a quattro. Ho un rammarico: il cambio forzato di Boffelli, perché avevo un altro giocatore pronto che avrebbe dato gamba. La mia squadra deve essere camaleontica: gli avversari ti leggono, ti studiano. Non ho tolto un difensore per mettere attaccanti, perché non sempre è il segnale giusto: puoi perdere 1-0 o puoi perdere 3-0 come a Bari. Siamo rimasti in partita e abbiamo fatto bene».
Sul valore del pareggio - «Contro una squadra forte, molto forte, che anche se è partita male ha giocatori importanti. I nostri giovani hanno dimostrato nel secondo tempo quello che vediamo in allenamento».
Sul significato del risultato - «Questo pareggio è cercato, affamato. Quando è uscito il calendario, tutti dicevano: Bari, Cerignola, Salernitana, Cosenza. Noi prendiamo un pezzo alla volta. Tra primo e secondo tempo ho detto ai ragazzi: restiamo in partita, non rischiamo, sfruttiamo le occasioni. A Bari avevamo sbagliato troppo e nel secondo tempo avevamo avuto fretta. Oggi siamo cresciuti. A fine gara ho visto giocatori emozionati, con le lacrime agli occhi pensando ai tifosi che esultavano da casa. Mi fa venire i brividi: dobbiamo lavorare per questo».
Sulla consapevolezza dopo il pari all'Arechi - «A me mancano 39-40 punti per la salvezza. Dobbiamo pensare solo a questo. Andare su tutti i campi con la stessa veemenza. Questa squadra è fatta di giovani, da un allenatore esordiente, va fuori casa senza tifosi. Nel girone C non ti regala niente nessuno. In casa i tifosi ci daranno qualcosa in più. Per questo faccio i complimenti ai ragazzi: siamo molto soddisfatti di aver regalato una grande gioia alla nostra gente».
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