Casertana, Stellone: "24 tiri alla miglior difesa del girone, assurdo non aver vinto"
Al termine del pareggio casalingo per 1-1 contro il Bari, il tecnico della Casertana, Roberto Stellone, ha analizzato la grande prova offerta dai suoi ragazzi in sala stampa: "Abbiamo mantenuto un ritmo incredibile nei primi 45 minuti e con le occasioni create e i tiri fatti è stato pazzesco, anche se sono stati bravi loro e il loro portiere. Potevo pensare a un calo nella ripresa che non c'è stato, siamo ripartiti forti e benissimo adattandoci anche ai loro cambi tattici dal 4-4-2 al 5-3-2. I numeri contano poco, ma abbiamo coperto gli spazi benissimo, arrivavamo primi su ogni seconda palla e abbiamo calciato 24 volte, di cui 11 in porta, con 10 calci d'angolo a due. È un vero peccato non aver vinto questa partita tra il gol annullato, la traversa di Castelli e una punizione inventata da cui nasce il loro gol. Sono soddisfatto e tanto della prestazione da parte di tutti. Non portare a casa tre punti con una prova del genere mi rode e mi dispiace, ma sono ottimista e fiducioso per il futuro perché se giochiamo così dopo appena quindici giorni di lavoro insieme, questo mi fa ben sperare."
Il tecnico si è poi soffermato sull'atteggiamento della squadra e sulla risposta eccezionale offerta da tutto il gruppo, anche da chi aveva trovato meno spazio in precedenza: "Ho visto giocatori che con me non avevano mai giocato e hanno risposto benissimo, da Belli a Di Tacchio, Mehic, Caporale e Kontek. Pur cambiando cinque interpreti rispetto alle gare con Sorrento e Monopoli, la squadra ha risposto alla grande. Ho detto ai ragazzi che sembra che lavoriamo insieme da sei anni, non è solo l'atteggiamento ma la capacità di capire quando pressare e quando rientrare. Dobbiamo continuare così, creando la giusta alchimia: se diamo continuità a prestazioni e risultati, verso febbraio-marzo la Casertana sarà lì davanti a lottarsela. Nelle stagioni ci sono gare che meriti di vincere e pareggi, come stasera, ma alla lunga se fai prestazioni del genere è raro non portare a casa l'intera posta. A livello statistico abbiamo coperto benissimo gli spazi con ordine, senza subire ripartenze, e quando perdevamo palla c'era una rabbia incredibile nel riconquistarla immediatamente."
Approfondendo i risvolti tattici e la gestione della rosa, l'allenatore ha evidenziato l'importanza del lavoro quotidiano e della competizione interna: "Ho un mio metodo di lavoro che si basa sul vincere i duelli e sulla competizione, che è fondamentale nel proseguo del campionato. Nessuno si sente titolarissimo e la rotazione dei giocatori unita alla coerenza nelle scelte permette a tutti di dare il massimo. Abbiamo preparato la partita lavorando su un modulo e siamo passati in due giorni a un altro assetto, segno che i ragazzi sono attentissimi. Per quanto riguarda i cambi, ho aspettato perché non c'era nessuno da togliere visto che stavano facendo tutti benissimo, e siamo stati costretti a intervenire solo per problemi fisici o crampi come nel caso di Belli, Di Tacchio e Vezzoni. L'ultimo slot ce lo teniamo sempre nei minuti finali perché può sempre succedere qualcosa come un infortunio."
In chiusura, una parentesi sul suo passato e sulle sensazioni positive lasciate da questa prestazione: "Del mio passato a Bari mi porto dietro il rammarico di aver avuto poco tempo e non aver avuto i giocatori adatti a quello che volevo fare. Oggi però mi porto dentro una squadra che ha capito perfettamente tutti i momenti della partita, sapendo quando palleggiare, quando colpire in verticale e quando difendere con un grande spirito di sacrificio da parte di tutti, compresi gli attaccanti. Affrontavamo la miglior difesa del campionato che subisce pochissimo, e fare 24 conclusioni lasciando al Bari solo il rammarico di aver subito quel gol ci conferma che siamo sulla strada giusta."
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