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Lamazza: "Girone B il più tecnico. Potenza? Non sta lì per caso"

Lamazza: "Girone B il più tecnico. Potenza? Non sta lì per caso"TMW/TuttoC.com
Oggi alle 13:00Primo piano
di Giacomo Principato
fonte Intervista di Raffaella Bon

Analisi a 360 gradi tra i temi della Serie C con Francesco Lamazza, esperto direttore sportivo, ex tra le altre di Cavese e Sambenedettese e adesso alla Nocerina in Serie D, che tocca i temi caldi della categoria sulle pagine di TuttoC.com.

Direttore, siamo entrati nel vivo della stagione di Serie C. Che campionato sta vedendo e quali sono gli aspetti che l'hanno maggiormente colpita in questo avvio?
"In questo avvio di stagione si sta vedendo che, appunto, non ci sono partite scontate. Pur vedendo in tutte e tre le classifiche qualche lepre che si è portata magari a sette-otto punti di vantaggio, le classifiche sono abbastanza corte e quindi, in questo momento, diciamo che si sta entrando, si inizia a entrare nel vivo del campionato".

La Serie C si conferma un campionato estremamente complicato, nel quale anche le squadre costruite per vincere incontrano difficoltà. Secondo lei, da cosa dipende questo equilibrio?
"Le squadre costruite per vincere sicuramente hanno una pressione diversa. Per vincere devi prima costruire. Difatti, non mi sorprende qualche capolista, tra tutte il Cittadella, perché comunque ha avuto un anno per costruire e quest'anno se la giocherà fino alla fine. Le altre che sono state costruite per vincere, mi viene in mente il Bari, devono ripartire comunque da una rosa nuova, trovare gli equilibri, trovare una quadratura e quindi diventa ancora più complicato, anche perché hai la pressione della piazza".

Direttore, uno degli argomenti più discussi è quello degli esoneri. Dopo appena dieci giornate sono già saltate numerose panchine. Non crede che nel calcio di oggi si conceda troppo poco tempo agli allenatori?
"Sulla questione degli esoneri bisogna entrare nello specifico e capire perché la squadra non va, se il tecnico ha in mano la squadra e se la squadra crede anche nel tecnico. Quindi sono tanti gli aspetti da andare a valutare. Certo che, se la squadra gioca e i punti non arrivano, vuol dire che devi dargli tempo per poter poi arrivare ai risultati. Tutto dipende anche da com'è il gioco della squadra, se è una squadra che gioca oppure se è una squadra che vive d'istinto. Quindi è una cosa che va valutata caso per caso".

Quando una squadra non riesce a ottenere i risultati sperati, quanto è giusto attribuire le responsabilità all'allenatore e quanto, invece, bisognerebbe interrogarsi sulle scelte effettuate durante il mercato?
"Ma allora, quando non arrivano i risultati sperati, bisogna anche entrare nel merito e capire la responsabilità che ha l’allenatore. Capire anche se non si è sbagliato sul mercato, se si fa un mercato inerente a quelle che poi sono le idee dell’allenatore. Generalmente è sempre così. Poi non sempre quello che pensi che sia giusto è la cosa giusta, ma capire quali sono le idee dell’allenatore diventa fondamentale per fare il mercato".

Lei conosce molto bene il ruolo del direttore sportivo. Quanto è difficile prendere la decisione di cambiare allenatore, soprattutto quando si è convinti della bontà del progetto costruito in estate?
"Ma allora, quando non arrivano i risultati sperati, bisogna anche entrare nel merito e capire la responsabilità che ha l’allenatore.
Capire anche se non si è sbagliato sul mercato, se si fa un mercato inerente a quelle che poi sono le idee dell’allenatore. Generalmente è sempre così.
Poi non sempre quello che pensi che sia giusto è la cosa giusta, ma capire quali sono le idee dell’allenatore diventa fondamentale per fare il mercato".

Catania è partito con ambizioni importanti, ma si trova a dover inseguire il Potenza. Che cosa manca, secondo lei, agli etnei per riuscire a imporsi con continuità?
"Sì, il Catania ha avuto un avvio complicato. Sta trovando una quadra, c'è tempo per fare qualsiasi cosa. L'importante è che diano continuità ai risultati.
Longo si sta dimostrando un grande allenatore, sorretto anche, comunque, da una grande società. È una questione di trovare continuità nei risultati".

Guardando alle grandi società della categoria, pensa che avere una rosa importante e un budget superiore rappresenti ancora un vantaggio decisivo oppure oggi sono soprattutto organizzazione e identità di gioco a fare la differenza?
"Le grandi società, prima di tutto, devono essere organizzate, perché i punti non vengono solo dal campo, ma vengono dall'organizzazione che ha una società. Avere una società organizzata sicuramente porta punti. Quindi, la differenza dov'è? Per poter vincere, per poter ambire a qualcosa, un progetto deve avere del tempo.Ci sono gli anni in cui costruisci e ci sono gli anni in cui vai a riscuotere quello che hai seminato, dove hai lavorato. Quindi arriva l'annata giusta, quella in cui puoi puntare a determinati obiettivi. Nel calcio la progettualità è importante, i soldi sono importanti, ma se non hai progettualità, con i soldi non fai niente. Questo è quello che negli anni ha insegnato la Serie C".

Partiamo dal Girone A: il Cittadella ha preso un vantaggio importante, mentre l'Union Brescia prova a restare in scia. Vede già una favorita ben definita oppure crede che la corsa alla promozione possa riaprirsi?
"Cittadella ha un vantaggio importante perché è una squadra costruita nel tempo, dove c’è una struttura societaria importante, dove ci sono uomini di calcio. Anche a Brescia è la stessa cosa, cioè è una società importante, con uomini di calcio. La differenza poi la fa il campo e come parti, anche se il Cittadella ha un grande vantaggio in questo momento. Ma siamo alle battute iniziali, il campionato è ancora lungo e quello che è più difficile è sicuramente mantenere questo vantaggio per il Cittadella. Il Brescia, comunque, è una società importante, una squadra costruita anche bene, quindi è ancora tutto da decidere. Il campionato è ancora lungo".

Nel Girone B lo Spezia sta dimostrando grande solidità, ma alle sue spalle ci sono realtà ambiziose come Ravenna e Reggiana. La formazione ligure è la principale candidata alla promozione diretta?
"Girone B, dove lo Spezia sta dimostrando grande solidità, è comunque, dei tre, forse quello più equilibrato. Nel Girone B c’è sempre un grande equilibrio. Reggiana e Ravenna hanno un grande compito, ma sarà importante mantenere, anche perché l’insidia nel Girone B è sempre dietro l’angolo".

Il Girone C sembrano particolarmente competitivo. Il Potenza sta sorprendendo tutti, mentre squadre come Bari, Catania e Salernitana sono chiamate a rispondere. Si aspettava un avvio di stagione di questo tipo?
"Girone C è molto competitivo. Il Potenza non si trova lì per caso. È una squadra che già negli anni scorsi aveva dimostrato una certa solidità. Non avvertono pressioni, come magari succede a Bari, Catania o soprattutto a Salerno, e quindi riescono a giocare con tranquillità. Mentre nelle grandi piazze la pressione la sta facendo da padrona e, quindi, diventa sempre più complicato. Insieme al Potenza vedo comunque anche una Casertana che, alla lunga, può venire fuori".

Direttore, mettendo a confronto i tre raggruppamenti, quale ritiene il più difficile dal punto di vista tecnico e quale, invece, il più complicato per le pressioni ambientali.
"Se metto a confronto i tre gironi, sicuramente, dal punto di vista tecnico, vedo il girone B, mentre quello più complicato per le pressioni ambientali è sicuramente il girone C. Quello non lo batte nessuno".

Chiudiamo con un pronostico: se oggi dovesse indicare tre squadre favorite per la promozione diretta in Serie B, una per ciascun girone, su quali punterebbe
"Fare un pronostico adesso sui tre gironi per la promozione diretta in B è ancora presto. È ancora presto, ve lo dico perché mi è successo con la Pro Patria di avere dodici punti di vantaggio in C1, forse proprio in questi periodi, o anche sotto Natale, e poi alla fine, anche per vicissitudini esterne al campo, ci sono venuti a prendere. Quindi è ancora lunga e la differenza sicuramente la farà la costanza".