Tesser e il limite della Reggiana: "Il nostro difetto peggiore è non saper dare continuità"

Tesser e il limite della Reggiana: "Il nostro difetto peggiore è non saper dare continuità"TMW/TuttoC.com
Attilio Tesser
© foto di Paolo Baratto/Grigionline.com
Oggi alle 18:20Primo piano
di Valeria Debbia
Il tecnico rifiuta alibi alla vigilia di Grosseto: «Rosa bloccata dagli infortuni e trasferte lunghe, ma voglio rivedere la mentalità espressa contro la Torres. Servono anche i gol dei centrocampisti»

È un periodo non particolarmente brillante quello che sta vivendo la Reggiana: tre passi falsi nelle ultime quattro uscite e la sola vittoria contro la Torres hanno fatto perdere terreno ai granata, che ora sono quarti a quota 17 e a -11 dalla vetta. Domenica il calendario li metterà di fronte alla trasferta di Grosseto, terza forza del Girone B, a +2 dalla squadra di Attilio Tesser che oggi ha presentato l'impegno in conferenza stampa.

Mister, che partita dobbiamo aspettarci? Il Grosseto è una squadra che segna e subisce molto.

"Spero che la mia squadra riesca a fare tanti gol, ma non a subirli. Sarà una partita impegnativa contro una squadra in grande salute. Lo dicono i numeri, la classifica e le prestazioni che ho visto analizzandola. È una formazione che gioca molto bene ed è molto propositiva. In questo momento della stagione penso sia la vera sorpresa del campionato. È una neopromossa con grande entusiasmo, ma anche con giocatori bravi, che stanno facendo molto bene".

È una squadra molto giovane, che fa della corsa e dell'intensità le sue armi principali.

"Ha grande corsa, intensità e voglia di fare sempre la partita, mantenendo un atteggiamento molto propositivo. Ha anche tre o quattro giocatori di qualità importante. È una squadra che gioca sempre palla a terra, molto dinamica e intensa. Nel nostro girone di Lega Pro è quella che tira più di tutte in porta e che disputa un numero di duelli individuali decisamente superiore alla media. Questo significa che affrontiamo una formazione dinamica, aggressiva e che cerca spesso la finalizzazione".

Al di là degli infortunati di lungo corso, ci sono ancora Ponsi, Tripaldelli e Bertagnoli ai box. Non è un numero un po' alto di indisponibili?

"Purtroppo alcuni giocatori stanno facendo fatica a recuperare. Ci sono infortuni muscolari e altri di natura traumatica. Bertagnoli si porta dietro dalla partita con il Vado, disputata il 6 settembre, un problema alla caviglia. Non sta bene, non riesce a spingere e avverte spesso dolore. Si era fermato per qualche giorno, ma poi era rimasto con noi, partecipando agli allenamenti e alle partite, senza riuscire a dare il contributo che la sua qualità e la sua personalità potrebbero garantire, proprio a causa di questo problema. Adesso abbiamo deciso di fermarlo ulteriormente per qualche giorno, nella speranza che, attraverso le cure e gli accertamenti medici a cui lo stiamo sottoponendo, possa finalmente guarire. Per Tripaldelli si tratta invece di un problema più recente, mentre Ponsi sta facendo fatica a recuperare. Preferisco non sbilanciarmi più sui tempi, perché finora le previsioni sono state smentite. Aspettiamo. Alla fine, le situazioni che si trascinano da tempo sono queste tre. Non possiamo considerare allo stesso modo altri giocatori, come Castagnetti o Enri, che hanno avuto problemi più circoscritti. Enri, per esempio, ha ripreso. Sono quindi questi tre i giocatori che, anche in questa fase della stagione, stanno incontrando maggiori difficoltà sul piano del recupero fisico".

La domanda non riguarda tanto i tempi di recupero quanto la possibilità di vedere la Reggiana che ha in mente, considerando l'assenza degli esterni.

"Il problema è che abbiamo tre giocatori fuori e due di questi sono esterni, su quattro che abbiamo a disposizione. Questo rappresenta un limite. Non si tratta di un difensore, di un centrocampista o di un attaccante infortunato: purtroppo abbiamo queste assenze. Detto questo, ci sono altri ragazzi che fanno parte della squadra e che possono ricoprire quel ruolo. Ho la massima fiducia in loro e non voglio cercare scuse. Andiamo avanti. Chiaramente tutti gli allenatori vorrebbero avere la rosa al completo per poter scegliere, ma non è sempre possibile: gli infortuni fanno parte del gioco".

La Reggiana ha affrontato la Torres domenica, è andata a Pineto martedì e ora giocherà a Grosseto domenica, prima della sfida di venerdì contro la Sambenedettese. È una fase importante e impegnativa del calendario.

"Ci stiamo avvicinando a un terzo del campionato, quindi cominciamo ad avere indicazioni più concrete. È una fase impegnativa anche per il calendario. Le due trasferte consecutive, con viaggi abbastanza lunghi, non aiutano, ma dobbiamo affrontarle: fa parte del gioco. Quanto accaduto a Pineto, con l'incidente legato al maltempo, non è qualcosa di cui possiamo attribuire la colpa a qualcuno. Ci troviamo inoltre ad affrontare un altro viaggio lungo a distanza ravvicinata. Dobbiamo però concentrarci sulla partita. Abbiamo cercato di lavorare in questi giorni per prepararci nel migliore dei modi. Quello che vorrei vedere dalla mia squadra è continuità. L'ultima vera prestazione che mi ha soddisfatto è stata quella contro la Torres: vorrei rivedere quel tipo di prova, quella mentalità e quell'atteggiamento di squadra. Dobbiamo riuscire a dare continuità al nostro lavoro. Come avevo già detto dopo la partita di martedì, forse il nostro difetto più grande è proprio questo: non riusciamo a mettere in fila due o tre partite nelle quali facciamo le cose nel miglior modo possibile".

Si aspetta un contributo maggiore anche dai centrocampisti in fase realizzativa? Manolo (Portanova, ndr) ha già trovato il gol.

"Sì, Manolo ha segnato e ne abbiamo parlato anche in altre occasioni. Abbiamo bisogno dei gol di tutti. Al di là del sistema di gioco che adotteremo domenica, anche se dovessimo utilizzare qualcosa di diverso dal nostro 4-3-1-2 di base, ci servono le reti degli altri attaccanti e anche quelle dei centrocampisti. È importante che, nello sviluppo delle azioni, qualche centrocampista riesca ad arrivare alla conclusione e a finalizzare. Questo è sicuramente un aspetto sul quale dobbiamo lavorare".

Sta pensando ancora alla difesa a tre come soluzione per questo momento?

"Penso proprio di sì. L'ho già detto: per me è una soluzione temporanea, da utilizzare in un momento specifico, non un cambiamento del sistema di base. Naturalmente, a seconda delle situazioni e di come si sviluppa una partita, si possono fare valutazioni diverse anche in corso d'opera". 

La settimana scorsa abbiamo parlato di Crisetig, sia per le sue qualità umane e nello spogliatoio sia per quello che può dare in mezzo al campo. Allo stesso tempo, Jonsson davanti alla difesa sembra quasi imprescindibile, anche considerando Vallarelli. Come sta Crisetig? È ormai al cento per cento? E condivide l'idea che, in questo momento, Jonsson garantisca maggiore dinamismo davanti alla difesa?

"Sono caratteristiche diverse. Lorenzo oggi sta bene e non ha più bisogno di recuperare dal punto di vista fisico o della preparazione. Ha già giocato due volte per 60 minuti e un'altra volta per 20, quindi è a completa disposizione. È un ragazzo molto importante, intelligente, con letture tecniche e tattiche davvero notevoli. Ha giocato dalla Serie A in giù, quindi ha esperienza in tutte le categorie. In questo momento Jonsson garantisce un maggiore filtro davanti alla linea difensiva ed è per questo che sta giocando. Direi che ha fatto decisamente bene in questa prima parte di campionato e, per la partita di domenica, confermo che sarà lui a giocare in quella posizione. Mi aspetto comunque che Lorenzo (Crisetig, ndr) trovi spazio e riesca a mostrare tutta la sua qualità. È chiaro che, per caratteristiche, è meno dinamico rispetto a Johnson. Se la difesa ci dà garanzie di solidità e riusciamo a essere compatti, avere davanti alla linea difensiva un giocatore capace di impostare e organizzare il gioco con la qualità e l'esperienza di Lorenzo può essere un vantaggio. Dobbiamo sistemarci bene dietro, essere compatti e subire meno. Se riusciremo a farlo, ci sarà sicuramente spazio anche per lui. Non dimentichiamo che contro la Vis Pesaro Lorenzo ha giocato e disputato un'ottima partita".

Le voci e le notizie sulla società possono disturbare o distrarre la squadra? Il gruppo ha tutto ciò che serve per dare il meglio in campo?

"Purtroppo, fin dall'inizio ci sono stati anche eventi negativi, alcuni dei quali non semplici da commentare e che ci hanno provocato grande dispiacere. Noi, però, ci siamo sempre concentrati sul campo. Personalmente ho cercato di mantenere questa linea e di non spostare l'attenzione su altro. Non ci manca nulla di ciò di cui abbiamo bisogno. Ci alleniamo nel migliore dei modi e gli stipendi sono stati pagati regolarmente, anche in anticipo. Da questo punto di vista non abbiamo alcun problema. È possibile che qualche calciatore si faccia delle domande, perché certe notizie possono inevitabilmente suscitare pensieri e preoccupazioni. Ma nello spogliatoio non ne parliamo: dobbiamo tenere queste questioni fuori dal nostro lavoro e pensare soltanto al campo. È l'unica cosa sulla quale dobbiamo concentrarci e dobbiamo cercare di fare il meglio possibile, anche per contribuire a rendere l'ambiente più sereno".

Il Grosseto tiene la linea difensiva molto alta e aggressiva. Ha preparato qualcosa di particolare per attaccare questo tipo di difesa?

"Il Grosseto gioca con una linea difensiva molto alta e aggressiva, come fa lo Spezia. La tipologia di gioco è molto simile e presenta caratteristiche particolari. Dobbiamo essere bravi, perché una delle cose da evitare è limitarci a buttare la palla lunga, pensando che un lancio alle spalle della linea difensiva possa risolvere tutto. Dobbiamo muovere bene il pallone, trovare i tempi giusti per giocare e cercare di anticipare i movimenti degli avversari. Anche quando la linea difensiva non è particolarmente alta, dobbiamo cercare di fare noi la partita e di imporre il nostro gioco. Naturalmente abbiamo preparato alcuni accorgimenti specifici e ci stiamo lavorando".

Vorrei chiederle del lavoro con lo staff. È un allenatore che accentra molto le decisioni oppure delega ai suoi collaboratori? Quanto incide il lavoro dello staff sul risultato finale e sulle scelte di formazione?

"È un lavoro di squadra, un lavoro d'équipe. Con lo staff ci consultiamo, guardiamo le partite e analizziamo gli avversari. Ci confrontiamo sulle soluzioni migliori da adottare nei diversi aspetti del lavoro, come nel caso della preparazione di una strategia per attaccare una difesa molto alta. Ci confrontiamo anche sulle condizioni dei giocatori e, con il preparatore atletico, sullo stato della squadra. È un normale lavoro di collaborazione tra pro fessionisti.Detto questo, sono abbastanza decisionista: fa parte del mio carattere. Ci si parla e ci si confronta, ma poi sono una persona che prende le proprie decisioni in modo piuttosto netto".

Un tema ricorrente negli spogliatoi riguarda l'utilizzo dei telefonini. Alcuni allenatori cercano di limitarli alla vigilia della partita o nei momenti condivisi, per esempio durante i pasti, mentre altri non intervengono. Qual è la sua posizione?

"Quando c'è la partita o durante l'allenamento, i telefonini devono essere spenti. Naturalmente, una volta terminati quei momenti, possono essere riaccesi. Ma quando siamo impegnati sul campo, i telefoni devono restare spenti".