Aglietti si presenta a Pesaro: "Categoria o classifica non contano, voglio l'atteggiamento"

Aglietti si presenta a Pesaro: "Categoria o classifica non contano, voglio l'atteggiamento"TMW/TuttoC.com
Alfredo Aglietti
Oggi alle 17:15Primo piano
di Valeria Debbia
Prima conferenza stampa per il neo-allenatore biancorosso: i dubbi sul modulo, la stima per Mandorlini e la scelta di Pucciarelli per blindare la difesa in emergenza

Dopo l'esonero di Andrea Gennari, mister Alfredo Aglietti è il nuovo allenatore della Vis Pesaro. Il tecnico si è presentato oggi in conferenza stampa, sfruttando anche la vigilia dell'importante match contro la vicecapolista Ravenna.

Mister, innanzitutto benvenuto. Guardando il suo curriculum, costruito quasi interamente in Serie B, cosa l'ha spinta ad accettare la proposta della Vis Pesaro, ultima in classifica in Serie C?

"Sapevo che questa sarebbe stata la prima domanda. Innanzitutto la voglia di rimettermi in gioco, la voglia di rivalsa e soprattutto la fiducia che mi hanno trasmesso il direttore Menga e il presidente. Sono contento di essere arrivato a Pesaro. So bene che la situazione non è semplice, ma ho percepito grande fiducia attorno a me. Onestamente non mi interessavano né la posizione di classifica né la categoria. Cercavo un ambiente e delle persone che mi dessero l'opportunità di dimostrare il mio valore. Questo è stato il motivo della mia scelta".

Come ha trovato la squadra in questi primi giorni di lavoro?

"Quando cambia allenatore c'è sempre una sorta di reset. Tutti cercano di presentarsi nel migliore dei modi al nuovo tecnico. È stata una settimana positiva: la squadra ha lavorato bene, ho visto entusiasmo e voglia di ripartire per uscire da questa situazione. Non ho trovato una squadra scarica mentalmente, anzi. Questo è un aspetto importante. Poi, però, il vero salto di qualità lo dà il campo, lo danno le partite e i risultati. Dobbiamo ripartire proprio da lì, cercando di ottenere risultati attraverso le prestazioni".

Per lei questa è praticamente la prima esperienza da allenatore in Serie C. Che impressione si è fatto della categoria?

"In realtà qualcosa in Serie C l'avevo già fatta all'inizio della mia carriera con il Viareggio e vincemmo anche il campionato. La Vis la conoscevo già abbastanza bene perché l'ho vista giocare diverse volte, quindi non ci sono grandi sorprese. Naturalmente conoscere i ragazzi da vicino è diverso rispetto a osservarli soltanto in partita. Allenandoli puoi valutarne il carattere, l'atteggiamento e il modo di lavorare. Sono aspetti fondamentali. Per quanto riguarda il campionato, ho seguito molte partite e credo che tra Serie B e Serie C ci siano più similitudini che differenze. La Serie A è un altro pianeta. Mi immergerò completamente in questa realtà insieme al mio staff, ma non penso che incontrerò particolari difficoltà legate alla categoria".

Dal punto di vista mentale, come ha trovato una squadra che sta vivendo una situazione di classifica complicata e che domani affronterà una delle grandi del campionato?

"Come dicevo, il cambio di allenatore porta inevitabilmente un aumento dell'attenzione. Inoltre la partita di domani richiede già di per sé grande concentrazione, perché affrontiamo una delle squadre più forti del campionato. Forse è persino meglio iniziare con una sfida di questo tipo, senza il peso di dover vincere a tutti i costi. Noi dobbiamo scendere in campo con l'obiettivo di fare risultato, ma sappiamo bene che per ottenerlo dovremo essere al 110%. Affrontare una squadra forte non deve spaventarci, ma rappresentare uno stimolo. Un risultato importante potrebbe regalarci quell'entusiasmo e quella spinta necessaria per ripartire".

Proseguirà sulla linea tracciata da Andrea Gennari o cambierà filosofia di gioco?

"Porterò avanti la mia idea di calcio. Colgo l'occasione per salutare mister Gennari, che qui ha fatto bene e al quale va il mio rispetto. Mi dispiace sempre quando un collega viene esonerato, perché significa che ci sono delle difficoltà. Comprendo che per la società e per il direttore non sia stata una scelta semplice. Detto questo, quando si arriva in una nuova realtà si cerca inevitabilmente di portare la propria metodologia e le proprie idee".

Se dovesse indicare una sola cosa che vorrebbe cambiare subito?

"L'atteggiamento".

Dal punto di vista tattico si ripartirà dal 4-2-3-1 visto nelle ultime settimane? E quali giocatori l'hanno colpita maggiormente?

"Ci sono diversi ragazzi che conosco già. Pucciarelli e Di Paola li ho fatti esordire io. Rigione l'ho avuto per due anni al Chievo. Da questi giocatori, che hanno esperienza, mi aspetto che siano dei trascinatori. Per quanto riguarda il sistema di gioco, ultimamente la squadra si disponeva con Di Paola tra le linee in una sorta di 4-2-3-1. Stiamo valutando se proseguire su questa strada o apportare qualche modifica. Preferisco tenere qualche dubbio fino all'ultimo, anche per non concedere vantaggi agli avversari".

Cosa chiede ai tifosi in questo momento così delicato?

"Credo che sia la squadra a dover conquistare e tenersi stretta la fiducia dei tifosi. Da quello che ho visto e da quanto mi hanno raccontato i ragazzi, il pubblico non ha mai fatto mancare il proprio sostegno. È fondamentale mantenere questa unità. Da una situazione così si esce soltanto con l'aiuto dei tifosi. Negli ultimi anni la Vis ha vissuto stagioni importanti e oggi c'è la necessità di stare vicino alla squadra per difendere una categoria che rappresenta un patrimonio per tutti".

Pucciarelli può essere confermato come difensore centrale?

"Non ci sarà Tonucci e Rigione è disponibile, ma parlando con lui mi ha detto che ha ancora bisogno di un po' di tempo per raggiungere la miglior condizione. Pucciarelli può rappresentare una soluzione interessante. In una difesa molto giovane, inserire un giocatore esperto può aiutare tutto il reparto, a prescindere dal ruolo che ha ricoperto in passato. Valuteremo fino all'ultimo. Oggi l'allenamento non si è concluso nel migliore dei modi perché abbiamo avuto una defezione. Vedremo se riusciremo a recuperare il giocatore interessato, anche se al momento la vedo difficile".

Cosa si sente di dire ai tanti giovani della rosa?

"I giovani vanno incoraggiati, sostenuti e aiutati. Spesso ci lamentiamo della poca pazienza che il calcio italiano riserva ai ragazzi e invece dobbiamo accompagnarli nel loro percorso. Abbiamo giovani di valore che, nei momenti difficili, possono accusare maggiormente la pressione rispetto ai giocatori più esperti. Bisogna lavorare sugli errori senza colpevolizzarli. Detto questo, devono anche assumersi le proprie responsabilità. Per me non fa differenza schierare un giovane o un veterano: se un ragazzo gioca è perché merita la fiducia dell'allenatore e della società. Ha il diritto di sbagliare, ma deve anche essere pronto a dare il proprio contributo immediatamente".

Che rapporto ha con Mandorlini e cosa si aspetta dal Ravenna?

"Con Andrea ci conosciamo bene e c'è grande stima reciproca. È un allenatore che ha vinto molto, soprattutto in Serie B, e non ha certo bisogno di presentazioni. Lo saluterò con piacere prima della partita. Poi, però, mi auguro che lasci a noi i tre punti. Per quanto riguarda il Ravenna, stiamo parlando di una delle squadre più forti del campionato. Probabilmente, per qualità della rosa, è addirittura quella più completa. Sarà una partita difficile, ma non dobbiamo concentrarci soltanto sui loro punti di forza. Se riusciremo a mantenere alto il ritmo, a giocare con determinazione, intensità e rabbia agonistica, potremo metterli in difficoltà. Questo è ciò che mi aspetto dalla mia squadra".

Dal punto di vista tecnico, invece, che impressione le hanno fatto questi giocatori?

"Ci sono ragazzi che possiedono qualità importanti e prospettive interessanti sia per il loro futuro sia per quello della società. Hanno margini di miglioramento notevoli. Dobbiamo trasmettere serenità affinché sbaglino il meno possibile, ma dal punto di vista tecnico vedo una base interessante. Serve che ognuno dia qualcosa in più di sé stesso per metterlo al servizio della squadra".

Continuerà a utilizzare terzini molto offensivi?

"Siamo soltanto al terzo allenamento insieme. Capisco la curiosità, ma c'è ancora tanto lavoro da fare. La mia idea di calcio è piuttosto propositiva e questo comporta spesso l'utilizzo di terzini capaci di spingere. In questo momento, però, dobbiamo anche pensare alla classifica. Prima di vedere una squadra che esprime completamente la mia filosofia, dobbiamo sistemare alcune cose e recuperare terreno".

Quali sono gli aspetti da migliorare e quelli da cui ripartire?

"Dobbiamo migliorare soprattutto nella fase difensiva. Serve alzare il livello di attenzione e smettere di prendere gol nei primi minuti, perché partire sempre in svantaggio complica ulteriormente una situazione già delicata dal punto di vista psicologico. Di positivo, invece, voglio vedere una squadra che reagisce, che mostra carattere e intensità. Nei momenti della partita in cui può mettere in difficoltà l'avversario deve farlo con convinzione. La gara di domani sarà fatta anche di tanti duelli individuali e dovremo essere bravi a vincerne il maggior numero possibile".

In sintesi, come ha trovato la squadra e cosa ci si può aspettare da questo percorso?

"La squadra l'ho trovata bene. Mi aspettavo un ambiente più negativo, invece ho trovato ragazzi disponibili e desiderosi di lavorare. Ho visto una squadra che non accetta la posizione che occupa in classifica e questo è già un ottimo punto di partenza. Tuttavia dobbiamo essere realisti: il percorso per uscire da questa situazione sarà lungo. Non possiamo pensare di risolvere tutto in tre o quattro partite. Serviranno pazienza, lavoro e unità da parte di tutti: società, squadra, allenatore e tifosi. Le difficoltà ci saranno, ma se resteremo compatti riusciremo a venirne fuori. Non immediatamente, ma con il tempo".