Crotone, Greco: "Questi ragazzi hanno potenziale per diventare davvero forti"
Leandro Greco, tecnico del Crotone, analizza il ko interno contro il Foggia all'esordio in campionato.
Mister, un Crotone che nel secondo tempo è piaciuto molto: squadra calata perfettamente nelle dinamiche della Serie C. Forse è mancata qualche giocata in più a centrocampo e un po’ di lucidità negli ultimi metri. Come ha visto la partita?
«Condivido. Non cerco alibi, perché alla squadra li ho tolti: oggi (lunedì sera, ndr) avevamo tutto per essere competitivi, e lo siamo stati. Ma questa era solo la seconda partita vera da quando abbiamo iniziato: non abbiamo fatto amichevoli e abbiamo cambiato tanti giocatori. Non è semplice. Ci sono tante voci di mercato, e quello che ho chiesto alla squadra è senso di appartenenza: tra di loro, verso la gente, rispetto e valori. Oggi andavano messi in campo».
Questa sarà una squadra giovane, quindi difficilmente troveremo un leader come Gomez o Di Pasquale. Dovrà diventare leader attraverso il gioco?
«Sì. Questa squadra dovrà diventare leader attraverso il gioco e un modo di essere collettivo. Quando avremo più lucidità, spero che negli ultimi trenta metri aumenteremo la qualità delle scelte e delle conclusioni. Non dimentichiamo che oggi avevamo in campo ragazzi del 2006 come Crapisto e Iker (Torres, ndr), che viene da un altro paese. Se questa è la risposta, considerando che mancano ancora giocatori da inserire, il percorso mi lascia ben sperare. Dà fastidio perché i ragazzi, il direttore e il presidente meritavano una gioia, ma credo che la gente - e anche voi - possiate essere soddisfatti di ciò che avete visto».
Quanto tempo occorre perché questa squadra cresca al punto da poter dire la sua nel campionato?
«Siete abituati alla Serie A e a campionati di Serie B con squadre importanti. L’anno scorso, per me, dovevate vincere il campionato: l’ho detto al presidente e al direttore. Quest’anno stiamo ripartendo, e non possiamo pensare di vincere il campionato. Il percorso con questi ragazzi è diverso. Non pretendo che dall’oggi al domani si mettano in campo sempre prestazioni così: mi aspetto alti e bassi, perché il momento lo dice. Arriveranno altri giocatori e dovremo inserirli nei meccanismi. Quanto tempo ci vorrà non lo so. Ho bisogno di un ambiente che capisca il percorso. Da parte nostra ci sarà sempre questo tipo di impegno: è la base per costruire tutto».
Crotone migliorato rispetto alla gara col Cosenza, soprattutto nella costruzione offensiva. La personalità deve ancora crescere?
«Fa parte dell’evoluzione del lavoro quotidiano. Oggi non è stata una partita perfetta: abbiamo fatto errori. Il gol è un errore importante, una linea che non scappa e resta piatta. Lo analizzi, lo fai vedere ai ragazzi e lo migliori. La speranza di fare subito risultati è ciò che mi dà fastidio: il risultato dà autostima e accelera il percorso. Se non arrivano subito, può essere fisiologico, soprattutto con ragazzi giovani. Sono convinto che, con i giocatori che verranno e chi rimarrà, e con un ambiente coeso, questi ragazzi hanno potenziale per diventare davvero forti».
Una sconfitta immeritata: un solo tiro subito e tante occasioni create. E sull’arbitraggio? Inoltre: perché il primo tempo è stato meno brillante del secondo?
«Siamo partiti molto bene nei primi cinque minuti: l’impatto mi è piaciuto. Poi il Foggia, con più energie rispetto alla ripresa, ha tenuto discretamente il campo. La differenza tra primo e secondo tempo è che la squadra ha preso consapevolezza: della partita che stava facendo e di ciò che poteva ottenere. Avevo la sensazione – e l’ho detto ai ragazzi – che se la pareggiavamo, poi la vincevamo: l’inerzia diceva questo. La squadra deve crescere in consapevolezza, qualità e umiltà. Oggi avevamo un centrocampo di grande qualità, e ha tenuto bene il campo. La mia preoccupazione è l’autostima: non deve abbassarsi. Se si abbassa, manca l’esperienza che sopperisce. Questi ragazzi hanno bisogno di fiducia. Oggi posso solo dire: bravi.
Sull’arbitraggio difficilmente mi esprimo. Alleno i ragazzi all’ingiustizia, perché capita. Alcune cose non mi sono piaciute, soprattutto la diversità di gestione in situazioni simili. Ma dobbiamo concentrarci sul gioco: il gioco sopperisce a tutto ciò che c’è intorno».
Zak Ruggiero può essere un leader? E sul mercato: quali reparti vanno rinforzati?
«Ho pungolato Zak molto: ha grandi qualità. Il mio obiettivo è creare una squadra piena di leader. Oggi Torres è stato leader, Crapisto ha dato una risposta importante, Zunno idem nonostante le voci di mercato, Armini pure. Ci sono dinamiche che vivo da un mese e mezzo e che, in una squadra come la nostra, non sono scontate. Sul mercato: il direttore ha spiegato bene la strategia. È un mercato complicato. Aspettiamo questi giorni».
Qualità: oggi si è vista più una squadra di cuore che di lucidità. Serve un giocatore esperto che faccia da chioccia?
«Non sono molto d’accordo. Ho visto buona qualità, forse poca lucidità nello sviluppo di alcune situazioni. È mancata qualità nell’ultimo passaggio, ma è una costante anche ad altissimo livello. Sul mercato: questa squadra va completata, ma se vi aspettate dodici milioni di euro o il bomber da sessanta gol, non è il percorso di questa squadra. Cerchiamo ragazzi da lavorare, da aiutare, che se esplodono hanno qualità importanti. Crapisto è uno di questi. Non ho visto poca qualità: magari rivedendo la partita domani cambierò idea, ma oggi no».
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