Crotone, Longo: "Vincere per abituarci a vincere. Ai playoff nella versione migliore"
Trasferta in una giornata particolare per il Crotone, quella di domani, giorno di Pasquetta, sul campo del Giugliano. Come si affronta la partita dopo una settimana intensa di allenamenti lo ha spiegato in conferenza stampa mister Emilio Longo: "Diciamo che cambia poco, se non per la festività. L’organizzazione della partita dovrà vederci protagonisti sotto tanti aspetti. Affrontiamo una squadra che nell’ultimo periodo ha cambiato molto pelle e, con l’arrivo di Di Napoli in panchina, è riuscita a mantenere la porta inviolata e a vincere tante volte al De Cristoforo. Dobbiamo quindi essere bravi, pronti e preparati. Le ultime partite non sono un modo di dire: hanno tutte un indice di difficoltà molto elevato, perché la posta in palio è altissima, sia per chi deve migliorare la posizione in classifica, sia per chi deve salvarsi. In questa settimana abbiamo lavorato costantemente per migliorare quegli aspetti in cui non siamo stati protagonisti nemmeno contro il Cerignola, in particolare la preparazione alla vittoria dei duelli individuali e la capacità di percepire e prevenire gli errori. Ci dispiace un po’ giocare in regime festivo, ma dall’altra parte ci fa piacere perché facciamo un lavoro bellissimo. Speriamo di riuscire a dare soddisfazione ai nostri tifosi il giorno di Pasquetta, regalando una bella partita e cercando di fare le cose migliori possibili. Dopo la gara concederemo un giorno di riposo, così i ragazzi potranno trascorrere la Pasqua con le famiglie, ma fino a lunedì alle 15:00 dobbiamo restare assolutamente concentrati e fare un ultimo grande sforzo".
In un momento di grande delusione per il calcio italiano, il Crotone può aggrapparsi alla leggerezza, alla forza e alla velocità di un gruppo sano. Può essere questa una delle chiavi per affrontare con la giusta forza i prossimi impegni: "Io credo di sì. Ovviamente noi non lavoriamo in un regime di “leggerezza” intesa in senso superficiale, perché questa parola potrebbe essere fraintesa da un gruppo giovane. Come staff stiamo cercando di portare dentro al gruppo una regola interna che non è nuova: l’ossessione quotidiana deve essere il miglioramento costante. L’ossessione, se vissuta nel modo giusto, diventa il modus operandi di tutte le cose che facciamo, non solo quando siamo a Crotone. I ragazzi stanno mostrando grande disponibilità a capire questo concetto e noi dobbiamo essere da esempio. Per quanto riguarda il momento difficile del calcio italiano, sarebbe il caso di sedersi attorno a un tavolo per capire qual è davvero il male che attanaglia il nostro sistema. Fino a quando si continuerà a lavorare solo sulla cima della piramide, senza curare le fondamenta, non costruiremo nulla di solido. Altre federazioni, anche più piccole della nostra, hanno un metodo condiviso a livello nazionale e competenze che vanno oltre il semplice talento dei calciatori. Oggi ci ritroviamo a combattere contro squadre sempre più organizzate. La vera riforma va fatta dal basso. Invece di diminuire il numero di squadre professionistiche, bisognerebbe aumentare la competenza di chi dirige questo ambiente e valorizzare i talenti italiani, come è già successo con tanti stranieri in Serie C. Non serve ristrutturare, serve costruire. E per costruire ci vuole tempo: un quadriennio, se fatto bene. La Francia e la Spagna lo hanno dimostrato. Solo così potremo tornare a duellare ad armi pari con tutti".
A quattro giornate dalla fine, tranne forse Benevento e secondo posto del Catania, tutto è ancora in gioco. Le grandi non sono riuscite a fare distacco, mentre squadre come Crotone e Casertana, con più qualità che risorse, stanno dando fastidio. "Se è un campionato che esprime poco qualitativamente? Ritengo che l’aggettivo “equilibrato” sia giusto e calzante. Secondo me questo è un campionato livellato verso l’alto. Oltre a Benevento e Catania, metterei anche il Potenza, che ha già vinto la Coppa Italia ed è tranquillo. Tutti gli altri sono ancora in condizione di migliorare o peggiorare la classifica. È un campionato giusto, bello e affascinante, che ogni domenica può riservare imprevisti. Nel nostro girone, per fare certe classifiche, servono più punti rispetto agli altri. Questo mi fa pensare che sia un girone in cui le tensioni giocano ancora un ruolo determinante".
Anche vincendo tutte le ultime quattro partite (12 punti), il Crotone potrebbe restare allo stesso posto: "Se questa situazione può creare stanchezza mentale, il pensiero che tanto ci sono i playoff? No, non credo. Se facessimo 12 punti significherebbe fare cose straordinarie, e le posizioni le miglioreremmo sicuramente. Ne sono convinto. L'aritmetica non lo dice ancora, ma questo concetto ci spinge già a dare il massimo. Inoltre, la nostra logica è quella del miglioramento costante. Dobbiamo vincere per abituarci a vincere. Queste quattro partite ci servono per rifinire il modello di gioco e presentarci ai playoff nella versione migliore di noi stessi, perché ai playoff si gioca per vincere".
Longo è un esperto di playoff (quattro disputati): "Come sta preparando il Crotone questo nuovo torneo a 28 squadre? Che mentalità sto veicolando ai giocatori? La differenza tra campionato e playoff è sostanziale. Il campionato premia il merito sulla lunga distanza, il playoff è un torneo in cui contano tanto il sorteggio, le ammonizioni, le espulsioni, il momento in cui arrivi e i dettagli. Spesso non vince la squadra più forte sulla carta, e questo va curato. È fondamentale arrivarci bene fisicamente, evitando quello che è successo l’anno scorso (tanti infortuni contemporanei e squalifiche). I dettagli fanno la differenza perché l’imprevedibilità è molto più alta".
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