Crotone, ripartire dopo Cosenza: il -6, una rosa da ricostruire e la missione salvezza
Il club più penalizzato della Serie C. La squadra che rischiava di non iscriversi. Uno dei casi più spinosi di questa estate in terza serie. Il Crotone, in questo agosto, è tutto questo insieme. Gioca con sei punti di penalizzazione già scritti in classifica prima ancora del fischio d'inizio. È allenato da Leandro Greco, romano, 39 anni, arrivato a luglio dopo Frosinone e Pro Patria. E manca una settimana, esattamente sei giorni, al debutto in campionato contro il Foggia.
La sconfitta di domenica contro il Cosenza, in Coppa Italia, lo ha messo davanti allo specchio. Cantiere aperto non si nasce. Basta un mercato ancora incompleto per diventarlo. "Questa squadra va sicuramente completata", dice Greco, e non cerca alibi. Il centrocampo fatica a dare continuità, la fase difensiva si sgretola dopo il primo gol subito, ma è agosto, e agosto perdona quasi tutto, quasi.
Sono trentacinque anni che la famiglia Vrenna tiene in piedi questa storia. Il 2026, però, è partito in salita: penalizzazione da sei punti, iscrizione arrivata sul gong, "con le mie forze", dice il presidente. Il primo obiettivo, ora, è la salvezza. Solo quella. Non un traguardo minore, per chi ha respirato la Serie A. Il Crotone non è nuovo alle strette, ma stavolta la strada è più stretta del solito. A maggio la sentenza del Tribunale Federale ha acceso i titoli della stampa calabrese: "Stangata sul Crotone". E puntualmente sono girate voci di cessione, di un nuovo acquirente pronto a bussare. Non se n'è fatto niente. "Non si è mai avvicinato nessuno", chiude Vrenna, e la porta resta dov'era.
Il mercato, in questi giorni, è ancora un cantiere a cielo aperto. Fuori Gomez, capitano e secondo marcatore di sempre. Fuori Cocetta. Dentro Guerra e Ruggiero, che tornano a casa. Dentro Stauciuc, Tordini, Tanco, Crapisto in prestito dalla Juventus. Il monte ingaggi si comprime, la rosa si abbassa d'età, e Greco lavora su un gruppo che conosce da un mese appena. Lo hanno scelto a luglio, quando la squadra era più da disfare che da costruire, e lui, romano, giovane, ambizioso, ha accettato sapendo bene dove stava mettendo piede. "So perfettamente dove sono arrivato", ha detto il giorno della presentazione. Nessun proclama, nessuna promessa di promozione. Solo la parola sostenibilità, ripetuta come un mantra dal presidente, mentre pensa a Bari, Catania, Salernitana, alle squadre costruite per vincere che il Crotone si troverà di fronte da qui a maggio.
Adesso, diciotto agosto, la città aspetta. Lo stadio Scida con il nodo agibilità ancora da sciogliere. La squadra che deve imparare a stare insieme in fretta. Il -6 che pesa più di sei punti, perché arriva insieme a tutto il resto. Non un decollo immediato. Ci vorrà tempo, e il tempo, quest'anno, è l'unica cosa che il Crotone non ha in abbondanza.
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