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Florenzi, il ragazzo che il Chievo lasciò andare e Cosenza rese uomo

Florenzi, il ragazzo che il Chievo lasciò andare e Cosenza rese uomoTMW/TuttoC.com
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C'è un dettaglio che il messaggio di addio di Aldo Florenzi non racconta, ma che i numeri lasciano intuire: lui a Cosenza non ci è nato calcisticamente, ci è arrivato quasi in prestito da una squadra che stava per sparire. Nell'estate 2019 il Chievo Verona, appena retrocesso dalla Serie A e già scricchiolante sotto il peso dei propri debiti, gira in prestito all'Under 19 rossoblù un ragazzino cresciuto nel proprio vivaio. Un anno dopo, mentre i clivensi affondano definitivamente verso il fallimento che li cancellerà dal calcio professionistico, il Cosenza lo riscatta a titolo definitivo. Un investimento minuscolo sulla carta, dieci mila euro appena, per un giocatore che nel giro di dodici mesi avrebbe già esordito in prima squadra.

Da lì in poi la storia è quella di una crescita costante, silenziosa, mai clamorosa ma sempre solida. 34 presenze in Serie C con la maglia rossoblù, 5 gol, 3 assist, il trampolino per il salto più importante: la Serie B, dove Florenzi ha collezionato addirittura 105 presenze, oltre 6mila minuti in campo, 5 reti e 7 assist. Numeri che raccontano un centrocampista diventato, gara dopo gara, un titolare vero in una categoria che non perdona. Come racconta TifoCosenza.it, proprio nel giorno in cui l'operazione con lo Spezia si è perfezionata - per una valutazione di mercato che oggi sfiora gli 800mila euro, ottanta volte quella cifra iniziale di dieci mila - il centrocampista ha scelto Instagram per congedarsi dalla città che lo ha adottato: "Sono arrivato in questa città quasi per caso, e oggi me ne vado con il cuore pieno di emozioni. Cosenza non era la mia città, ma voi l'avete fatta diventare casa mia".

Parole che pesano, se lette alla luce di quel dettaglio biografico che pochi conoscono: un ragazzo che a diciassette anni si è visto scaricare da un club in agonia, e che invece di smarrirsi ha trovato in una piazza di provincia calabrese lo spazio, la fiducia e il tempo per diventare un giocatore vero. "Grazie a tutte le belle persone che ho conosciuto al di fuori dal campo, ai miei compagni, ai mister e a tutta la società per la possibilità che mi è stata data di rappresentare questa città", scrive ancora, prima di chiudere con la firma che dice tutto: "Vostro Figlio". Non un semplice saluto di circostanza, ma il riconoscimento di un debito che i numeri, da soli, non potrebbero mai raccontare fino in fondo. Ora lo aspetta la Liguria, un altro campionato, un'altra maglia. Ma il ragazzo che il Chievo lasciò andare, oggi, parte da uomo fatto.