Monopoli, Colombo: "Vicini a obiettivo permanenza in C. Poi sperimenteremo"
Dopo le ultime due uscite un po' altalenanti, torna a vincere il Monopoli e lo fa di misura contro un Latina in dieci uomini già dal 3' per l'espulsione di Marenco. Al secondo pallone toccato dal neoentrato Vinciguerra è arrivato il gol.
In sala stampa la disamina di mister Alberto Colombo: "Se penso eventualmente di poter schierare dall’inizio le tre punte? Ci lavoriamo, senza dubbio, per poter essere più offensivi. È una questione anche di caratteristiche: capire come stravolgere a metà anno un progetto tattico senza perdere certezze ed equilibrio. Posso anche cambiare, ma una solidità difensiva va sempre mantenuta. Probabilmente oggi siamo vicini all’obiettivo della permanenza in Serie C, che è quasi a portata di mano. Una volta consolidato, potremmo fare qualche esperimento in partite meno decisive per agevolare giocatori con determinate caratteristiche. Sia Vinciguerra sia Fall potrebbero essere utili per potenziare la manovra offensiva. Ci stiamo ragionando: è una soluzione a cui facciamo riferimento, non una scelta facile. Anche in una giornata non brillante, la squadra è stata solida con l’uomo in più. Potevamo fare meglio, senza dubbio, ma avere diverse frecce al nostro arco ci permette di utilizzarle. Potevo scegliere Fall, ma fortunatamente Vinciguerra, in quei 6 minuti, ha fatto gol: ci ha sorpreso con un anticipo di testa sul primo palo, per la sua struttura. È un giocatore che ha dimostrato anche difficoltà nella tenuta fisica: era in debito, venerdì non si era allenato per un fastidio muscolare, lo avevamo recuperato e oggi, quando l’ho cambiato, ha avuto un piccolo accenno di fastidio nuovo. Deve trovare continuità nel lavoro e nel ritmo partita sui 90 minuti. Può strappare, entrare e dare qualcosa anche dall’inizio, ma oggi come Fedel – che nell’ultimo periodo non ha avuto continuità, come Manzi – paradossalmente chi ne ha di più è Bove, che in questo momento non stava giocando".
Il tecnico spiega anche cosa non ha funzionato e cosa non gli è piaciuto del primo tempo: "Non ero soddisfatto del primo tempo: sembrava una squadra in difficoltà, non tanto tecnico-tattica – gli avversari non ci creavano tanto – ma a rilento nel ritmo. Il campo a volte fa perdere qualche secondo, ma serviva più energia, più elettricità nel gestire la superiorità numerica: muovere la palla più velocemente, con tocchi in più rispetto a quanto fatto. Non ho visto quella voglia di fare male all’avversario; la squadra era troppo tranquilla per quello che ritenevo possibile. Sono molto esigente, chiedo tanto.
Il cambio di modulo è arrivato perché, giocando in superiorità e contro un loro sistema con tre centrocampisti e due attaccanti, ci chiudevano le giocate centrali. Volevo sviluppare di più sugli esterni per poi colpire dentro l’area, creando superiorità numeriche laterali e costringendo le loro mezze ali o terzini a fare più corsa. L’obiettivo era muovere palla da una parte all’altra, anche con un passaggio in meno per non favorire la loro rotazione e scivolamento. Essendo più lenti nel muovere la palla, arrivavano con facilità e tranquillità: non trovavamo sbocchi da nessuna parte e ogni tanto rischiavamo ripartenze nelle preventive, perché non eravamo messi bene".
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