Pres Casarano: "Sognavamo un campionato tranquillo. Ora siamo la mina vagante"

Pres Casarano: "Sognavamo un campionato tranquillo. Ora siamo la mina vagante"TMW/TuttoC.com
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Ieri alle 22:30Girone C
di Valeria Debbia

Antonio Filograna Sergio, numero uno del Casarano, festeggierà a breve i due anni dall’inizio della sua presidenza e si è raccontato in una intervista concessa a Eva Gini: "Quali traguardi ho già raggiunto? Siamo contenti e orgogliosi. In questi due anni abbiamo raggiunto, già l’anno scorso, la vittoria del campionato di Serie D. È stata una cavalcata bellissima, un anno meraviglioso, culminato con una grande festa il 17 aprile 2025. Un sogno raggiunto dopo tantissimi anni. Riasaporare un campionato importante come la Serie C è stato un sogno che si è avverato. Abbiamo condiviso quel giorno la festa con tutti i nostri tifosi e con tutti gli sportivi. Quest’anno ci siamo catapultati in una dimensione nuova, in un campionato che non conoscevamo, ma siamo altrettanto contenti e orgogliosi di quello che abbiamo ottenuto fino a oggi".

Meno di un anno dopo, il 7 aprile è arrivata l’aritmetica qualificazione ai playoff: "Se era questo il mio sogno? All’inizio dell’anno il nostro sogno era disputare un campionato tranquillo, essere la mina vagante. Ci è piaciuto questo termine: dare fastidio a tanti, giocarci le nostre chance. L’obiettivo minimo era quindi la salvezza, da raggiungere in maniera tranquilla, senza patemi d’animo. Poi l’appetito viene mangiando. Dopo il primo traguardo è giusto porsene un altro, e siamo contenti di averlo ottenuto".

Il presidente ha parlato anche dell'approccio al calcio e alla Serie C: "L’approccio non è stato semplice. Abbiamo rilevato una società e ci siamo catapultati in un mondo calcistico che non conoscevamo pienamente, anche se avevamo una storia di tanti anni alle spalle. Per un ventennio eravamo rimasti fuori dalle dinamiche del calcio professionistico. La passione ci ha portato a sognare questo percorso, soprattutto per la nostra città, per la nostra gente e per i nostri tifosi. Da anni era un sogno tornare in Serie C e ci tenevamo tantissimo. La nostra città vive di storia e tanti ragazzi che non avevano vissuto quel periodo sognavano di rivedere la Casarano in un campionato importante. Abbiamo iniziato l’anno in Serie D con quell’entusiasmo e quella consapevolezza. Non è stato semplice, perché in Serie D vince solo una squadra. Abbiamo sofferto e lottato, ma alla fine la forza della squadra è venuta fuori e abbiamo realizzato quel grande sogno che aspettavamo da tanti anni".

In un momento storico in cui le squadre pugliesi stanno facendo tanta fatica, il Casarano può sentirsi anche un punto di riferimento per la Regione: "A noi piace essere un punto di riferimento del nostro territorio, del Salento. C’è il Lecce in Serie A, che è motivo di grande orgoglio e tradizione. Noi ambiamo a essere un punto di riferimento proprio del Salento. Ci siamo legati a questa città, ma soprattutto a questo territorio. Il nostro non è un progetto che si limita solo a Casarano: vogliamo ampliare il bacino d’utenza, coinvolgere anche i paesi limitrofi. Casarano ha un bacino importante e il nostro è un progetto che guarda a un territorio più vasto".

Ma che anno è stato questo? "Il primo pensiero va a quando sono andato a Roma a conoscere il presidente Gravina e poi alla Covisoc. Loro mi dissero: “Fai molta attenzione perché il calcio, se non lo sai gestire, ti può prendere troppo la mano e le conseguenze possono essere devastanti”. Quel consiglio mi ha colpito. Abbiamo affrontato l’anno con la consapevolezza di conoscere un campionato nuovo. La Serie C di oggi non è più quella di 20-30 anni fa: è cambiata radicalmente. Ci siamo posti l’obiettivo di fare le cose in maniera serena, senza farci prendere dall’ansia. Volevamo un anno di transizione con una salvezza tranquilla. Invece, con entusiasmo, abbiamo raggiunto 15 abbonati in una città di meno di 20.000 abitanti: un traguardo importante. Viviamo di passione e facciamo tutto soprattutto per la nostra gente e i nostri tifosi. Vederli felici e orgogliosi della propria squadra è la più grande motivazione".

Sui momenti di difficoltà in questa stagione: "Nell’arco di una stagione ci sono sempre momenti negativi. Li abbiamo affrontati con serenità, con la consapevolezza di avere forze, carattere e determinazione. Abbiamo creduto negli uomini, nel loro spirito di sacrificio. Abbiamo condiviso quei momenti con lo staff e i calciatori, puntando sulla personalità e sul carattere. Sapevamo che prima o poi li avremmo superati, come in effetti è avvenuto".

Ed ora cosa possono aspettarsi i tifosi? "Dico sempre che bisogna lavorare con orgoglio e passione, senza porsi mai un limite. L’appetito viene mangiando. La mia gente sa che sono un sognatore. Mi piace sognare, ambire e raggiungere traguardi sempre più importanti. Questo non significa che basti volerlo: bisogna lavorare, avere al fianco persone competenti e animate dallo stesso spirito. Cosa succederà non lo so, ma ambire fa parte del mio carattere. Se ce la faremo non lo so, però lotteremo di sicuro".