Scafatese, Facciolo: "Felici di aver finalmente sfatato il tabù casalingo"

Scafatese, Facciolo: "Felici di aver finalmente sfatato il tabù casalingo"TMW/TuttoC.com
© foto di Laerte Salvini
Oggi alle 11:00Girone C
di Matteo Ferri

Michele Facciolo, allenatore della Scafatese, ha commentato in sala stampa la prima vittoria casalinga stagionale, arrivata contro l'Altamura al termine di quella che ha definito la miglior prestazione dei suoi finora: "Mi fa piacere, perché abbiamo giocato contro una squadra non semplice da affrontare, con un'identità precisa come avevo detto anche in conferenza pre-gara. Il primo tempo ci ha fatto soffrire, perché dopo essere passati in vantaggio abbiamo pensato solo a difendere quel risultato, e oggi come oggi non lo puoi fare. Ribadisco che sono contento per tutti i ragazzi, per quello che stanno facendo durante la settimana, e sfatare questo tabù del gol in casa e della vittoria fa piacere a noi, sicuramente al presidente e al direttore, e ai tifosi, che finalmente possono gioire".

Il passaggio a una difesa a cinque ha dato una scossa alla squadra: "In realtà eravamo già a cinque nel primo tempo, solo che facevamo fatica ad accorciare nei mezzi spazi, perché loro sono bravi a lavorare con Rosafio e l'altra mezzala dal lato opposto: cercavano di svuotarci per poi attaccare quello spazio, e sulla nostra fascia destra abbiamo sofferto, pur restando sempre a tre con la rotazione di Palmieri".

Sul cambio di modulo visto dall'inizio della gara, un 4-3-3 con lo spostamento di Palmieri: "Non è tanto un cambio di modulo o di disposizione in campo: quando incontri certe squadre che ti mettono nelle condizioni di adattarti, lo devi fare, altrimenti soffri su situazioni che conoscevamo bene dell'avversario. Non abbiamo cambiato modulo, abbiamo continuato a giocare come l'avevamo preparata: sapevamo che in certi momenti loro alzano cinque giocatori, e dovevamo pareggiare numericamente quella superiorità, altrimenti saremmo andati in difficoltà. Abbiamo un calciatore, Palmieri, che si sacrifica molto e lo fa molto bene: su di lui abbiamo costruito quella soluzione".

Dopo un primo tempo più equilibrato e sofferto, la squadra è rientrata in campo con un'altra marcia: "Non ho detto altro se non che non potevamo continuare con quell'atteggiamento: dobbiamo sempre avere un approccio propositivo, al di là di chi incontriamo. Se vai in campo passivo, prima o poi rischi di subire gol. Probabilmente quella chiacchierata a fine primo tempo ha dato loro un po' di coraggio, e sinceramente credo che nella ripresa abbiamo fatto un grande secondo tempo: potevamo segnare altri due o tre gol, ci siamo presentati soli davanti al portiere quattro volte. Ma serve cattiveria, altrimenti la partita si allunga, subisci un gol dagli avversari, cambia l'inerzia a livello mentale e non sai come può finire. Bisogna chiudere una partita, andare avanti, cercare il terzo e poi il quarto gol: solo allora ti puoi anche divertire. Il 2-0 può sembrare un risultato sicuro, ma non lo è: appena subisci un gol, non sai cosa scatta nella testa. Siamo ancora una squadra acerba in questo campionato, qualche giocatore sta vivendo certe situazioni per la prima volta, e dobbiamo imparare che quando hai delle occasioni per chiudere una partita, le devi chiudere".

Il gruppo ha mostrato più serenità nelle giocate, anche rischiando qualcosa in più con elementi come Emmausso non al meglio della condizione fisica: "Penso che il lavoro che facciamo durante la settimana, piano piano, possa portarci a crescere ancora: siamo ancora lontani, ma sono convinto che alzeremo l'asticella anche su questo aspetto del gioco, per più minuti e non solo per quarantacinque. Non basta, perché durante la partita ci sono anche gli avversari, quindi a volte soffri: ma stasera penso che la squadra sia stata brava a soffrire nei momenti giusti, per poi capitalizzare le situazioni create. Vorrei anche dire che chi è entrato oggi lo ha fatto davvero bene, dando una grossa mano con l'atteggiamento giusto: questo non guasta, anzi ti dà la possibilità di contare su più giocatori, sapendo che chi chiami in causa, che sia per un minuto o per quarantacinque, è sempre a disposizione. Ribadisco: c'è da fare i complimenti alla squadra".

Sulla prima vittoria casalinga stagionale, arrivata anche in continuità con i risultati raccolti da quando è sulla panchina della Scafatese, restano comunque margini di miglioramento: "Quando incontri avversari con un'identità precisa - tra l'altro in corsa abbiamo scoperto che Guerra non stava benissimo, e forse questa situazione non ci ha aiutato, lo abbiamo capito solo a fine primo tempo - cosa manca? Manca che, quando hai la palla, devi cercare di tenerla e far correre gli avversari. Se invece, come abbiamo fatto nel primo tempo, ogni volta che rubavamo palla andavamo lunghi, diventa difficile, perché non riusciamo ad accorciare visto che si giocava solo davanti con Dambros, e non è possibile: nei momenti in cui recuperi palla devi consolidarla, farla salire con la squadra piano piano verso la metà campo avversaria, e far correre loro. Se non lo fai, come abbiamo fatto troppe volte nel primo tempo buttando palla lunga pensando al contropiede, semplicemente non funziona: Dambros da solo davanti non può fare nulla. Tenere palla, consolidarla e salire con la squadra ti permette di mettere in difficoltà l'avversario; se invece la butti e la perdi dopo tre secondi, sei di nuovo dentro la tua metà campo a soffrire e a correre dietro agli avversari. Su questo dobbiamo migliorare. Detto questo, contando anche le quattro partite precedenti, questa è la quinta, e penso che la squadra abbia fatto buone prestazioni a Caserta, col Catania, col Monopoli in casa, pur soffrendo: bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare. Oggi abbiamo completato questo ciclo di cinque partite con una grande vittoria, ribadisco, contro una squadra non facile da affrontare".