Scafatese, Facciolo: "Nessun calo di brillantezza, dati ci confortano. Risposte importanti da tutti"
Reduce dal pareggio di Bari e dal ko sul campo dell'Inter U23, la Scafatese avrà un impegno ostico domani: dovrà infatti affrontare la terza forza del girone, l'Audace Cerignola. La sfida è stata presentata in conferenza stampa da mister Michele Facciolo.
Mister, quest'anno le pugliesi hanno spesso portato bene alla Scafatese. Quali insidie nasconde la sfida con l'Audace Cerignola?
«Affrontiamo una squadra che nelle ultime quattro partite ha vinto tre volte e questo già basta per capire il suo valore. Se non sbaglio è al quinto campionato consecutivo in Lega Pro e negli anni ha sempre ottenuto risultati importanti, partecipando più volte ai playoff. Mi aspetto una partita difficile e piena di insidie. Durante la settimana abbiamo lavorato per cercare di mettere in difficoltà il Cerignola e sono convinto che servirà una grande prestazione da parte nostra».
Tralasciando la gara con l'Inter U23, nelle ultime uscite la squadra è sembrata meno brillante negli ultimi metri. Ha avuto la sensazione di una Scafatese stanca?
«No, dal mio punto di vista la squadra stava fisicamente molto bene. I dati che abbiamo analizzato sono confortanti, soprattutto per quei quattro o cinque giocatori che hanno disputato tutte e tre le gare ravvicinate. Le risposte sono state positive. Altrimenti non vai a Bari e riesci a costruire quattro o cinque ripartenze da settanta metri portando negli ultimi trenta metri tre, quattro o cinque uomini. Poi possiamo discutere della lucidità che magari è mancata in area di rigore, ma dal punto di vista fisico la squadra sta bene. Stiamo lavorando bene e questa settimana abbiamo avuto un po' più di tranquillità per preparare la gara. Credo che sabato saremo pronti a disputare una grande partita, pur sapendo di affrontare una squadra che occupa le zone alte della classifica».
Dopo tre partite in sette giorni pensa di apportare delle modifiche all'undici titolare?
«Mancano ancora due giorni alla partita e prima abbiamo un altro allenamento. Oggi parlare di formazione avrebbe poco senso. Aspettiamo di valutare il lavoro dei ragazzi. Al netto degli squalificati e degli infortunati sono tutti disponibili e questo chiaramente mi dà maggiore serenità perché ho più soluzioni a disposizione».
Può fare il punto sugli indisponibili?
«Longo è ancora fermo per il problema che si porta dietro da tempo. Ricordo che dopo la partita di Caserta, nella quale giocò circa 55 minuti, l'infiammazione alla fascia plantare è peggiorata e siamo stati costretti a fermarlo. Purtroppo anche Bacchetti non è ancora recuperato: contro l'Inter U23 ha riportato una distorsione di secondo grado e dovremo fare a meno anche di lui».
Convitto e Dambros sono invece recuperati?
«Sì. Convitto è disponibile. Contro il Bari arrivava da un solo allenamento con il gruppo e quindi era una situazione particolare. Questa settimana ha lavorato bene, così come Dambros, e pertanto sono pienamente a disposizione».
De Chiara sta trovando spazio e continuità. Come valuta il suo percorso?
«Molto positivamente. È un ragazzo che ha sempre lavorato con grande attenzione. L'ho impiegato in un ruolo che inizialmente non era il suo, perché per caratteristiche è più una mezzala con grandi capacità di inserimento. Nonostante ciò si è messo a disposizione, ha assimilato i principi di gioco e quando è stato chiamato in causa ha risposto molto bene. Per me rappresenta una risorsa importante. Si è fatto trovare pronto nei momenti in cui abbiamo avuto assenze tra squalifiche e infortuni e oggi può essere considerato un titolare a tutti gli effetti».
Sul piano tattico ha provato anche soluzioni diverse. Quanto conta il modulo rispetto ai principi di gioco?
«Io parlo poco di moduli e molto di principi. Che sia 4-3-3 o 4-2-3-1 cambia relativamente. Mi interessa che la squadra interpreti correttamente le situazioni di gara. In alcuni momenti difendiamo a cinque perché Palmieri svolge un lavoro importante, così come Dambros quando viene impiegato. Contro certi avversari non puoi permetterti di restare in inferiorità numerica e quindi alcuni giocatori devono sacrificarsi per l'equilibrio collettivo».
Sulle corsie esterne le scelte sembrano molto aperte tra Novella, Guerra e Ferrara.
«Per me oggi sono tre titolari. Le scelte dipendono soprattutto dalle caratteristiche dell'avversario. Se affrontiamo un giocatore rapido e forte nell'uno contro uno, magari facciamo una valutazione diversa rispetto a quando troviamo un esterno più strutturato o meno veloce. In ogni caso posso solo fare i complimenti a tutti e tre perché stanno offrendo prestazioni di alto livello».
Tornando a giocare in casa contro una diretta concorrente di vertice, cosa vorrebbe vedere in più sul piano del palleggio e della gestione della gara?
«Mi aspetto che la squadra continui a crescere nei dettagli, che sono quelli che fanno la differenza. Molto dipende anche dall'avversario: se trovi una squadra che ama palleggiare hai dei riferimenti diversi rispetto a una formazione che cerca soprattutto verticalizzazioni e gioco diretto. Io continuo a sostenere che la nostra crescita dipenda soprattutto da noi. Migliorare anche solo del 5 o del 10% alla volta significa progredire nei principi che alleniamo durante la settimana. Questo ci consente poi di andare a giocare con personalità ovunque, a Bari, a Salerno o davanti al nostro pubblico».
Nei momenti di difficoltà la squadra sembra comunque sapersi compattare.
«Sì, e questa è una caratteristica che mi piace molto. Penso alla partita con il Barletta, quando siamo rimasti per cinquanta minuti in superiorità numerica ma abbiamo dovuto comunque soffrire senza concedere praticamente nulla, fatta eccezione per un colpo di testa di Ferrante. Dobbiamo continuare a lavorare con intensità per migliorare sia la fase offensiva che quella difensiva».
Le condizioni di Longo devono preoccupare?
«No, assolutamente. Bisogna soltanto rispettare i tempi necessari per il recupero da questa infiammazione, che è particolarmente fastidiosa. Non c'è alcuna preoccupazione. Oggi sono molto soddisfatto delle risposte fornite da chi è sceso in campo. È normale che ogni allenatore vorrebbe avere sempre tutti a disposizione, ma in questo periodo abbiamo avuto soprattutto problemi traumatici: distorsioni, squalifiche e situazioni già pregresse. Non possiamo fare altro che rispettare i tempi di recupero e attendere il rientro dei giocatori senza forzare nulla. Anticipare i tempi significherebbe correre il rischio di ricadute e sarebbe ancora peggio».
Le risposte arrivate dalla panchina la rendono più tranquillo?
«Sì, molto. Chi è stato chiamato in causa ha sempre risposto presente. Penso a Esposito e a tutti gli altri che sono subentrati nelle ultime partite. Hanno dato un contributo importante e questo per un allenatore è motivo di soddisfazione. Significa che il gruppo è coinvolto e che tutti sono pronti a dare una mano quando vengono chiamati in causa».
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