TMW Radio - Pres Rende: "Noi in Serie D? Pronto il ricorso"

27.05.2020 22:00 di Sebastian Donzella Twitter:    Vedi letture
© foto di Uff. Stampa Rende Calcio
TMW Radio - Pres Rende: "Noi in Serie D? Pronto il ricorso"

Fabio Coscarella, presidente del Rende, parla così in collegamento con TMW Radio, nel corso della trasmissione Stadio Aperto: "La situazione vede coinvolti tutti i club per una forza maggiore che nessuno voleva. Stare a litigare in questo momento, dopo quanto è successo, mi sembra immorale. Sono vicino al presidente Rullo (del Novara, ndr) per il resto dico che il dibattito è poco morale. Scelte che troveranno ricorsi corposi, ma soprattutto motivazioni abbastanza forti e dire che nessuno retrocederà a tavolino, non sarebbero logiche".

Voi siete pronti a ricorrere?
"Siamo già dentro il tribunale. A parte la battuta, sono decisioni che più che tali sono pour parler, e ci saranno modifiche secondo me: su più fronti non avrebbero possibilità di arrivare in fondo. Sono soluzioni che non ci possono stare, in questo momento dovremmo pensare ad altro. Noi ci siamo preparati, abbiamo iniziato la sanificazione del centro sportivo e siamo pronti a giocare. Non è la cosa migliore da fare, ma i verdetti devono arrivare dal campo. Penso a Virtus Verona-Gubbio che fu sospesa a 10' dalla fine per un infortunio all'arbitro. Si concluse dopo otto giorni, e hai fatto fare 800 km ad una squadra per fare dieci minuti altrimenti il risultato non poteva essere omologato. Il discorso non può essere diverso per dieci partite. Si va altrimenti a creare scompiglio e problemi in una Serie C che è quella dei comuni d'Italia e che consente ai bambini di fare le scuole calcio ed incitare i giocatori la domenica. Spazzare via con bilanci più che a posto e credito verso la propria lega, un club virtuoso, e lo dico con un pizzico d'orgoglio, non può essere davvero mandato giù. Sono chiacchiericci".

Di Ghirelli che ne pensa?
"Abbiamo tutti un rapporto intenso con lui, sta dando sostegno alle nostre società. Ognuno ha un quadro chiaro sulle proprie esigenze in ogni eventualità, siamo attrezzati con la Cassa integrazione. Mi sento parte di una famiglia e mi sembrerebbe strano che questa mandi via a calci nel sedere uno dei più educati solo perché fuori piove. Se non c'è un verdetto che lo dice, poi... Credo che il presidente sosterrà le nostre tesi e non ci lascerà indietro, penso che difenderà gli interessi di un club come il nostro che segue la mission della categoria, far giocare e divertire i bambini. La lega ci sta vicino, siamo in contatto continuo, così come Ghirelli lo è con gli altri: un plauso perché ci dà supporto".

Sulla ripresa che dice?
"Abbiamo già fatto una prima sanificazione, i ragazzi si allenano individualmente e se dovesse riprendere il campionato siamo decisamente pronti".

Del playoff facoltativo che opinione ha?
"Questo dà l'idea della confusione che regna nel calcio. Oppure sento della riforma da fare subito con una B a due gironi a chiamata. Io che per due anni ho fatto due campionati strepitosi rischiavo di andare in B "a chiamata", ma che quest'anno soffrivo sui risultati anche se sono sicuro che ci salveremmo se si riprende, devo perdere la B perché hanno cambiato le regole in corse? Io non mi sono iscritto a un torneo di burraco, dobbiamo essere professionisti. Sento cose assurde, e i social generano ulteriore confusione".

All'estero le prime leghe danno sostegno a chi sta sotto. In Italia?
"Io con i club di Serie A ho rapporti molto buoni, in due stagioni abbiamo valorizzato ragazzi importanti che hanno poi potuto cedere in B. Abbiamo Milan, Inter, con cui abbiamo un doppio colpo, tra cui Minelli e poi avevamo Cuomo quando il Crotone era in Serie A... Ora sono pronti per la Serie B in pianta stabile. La C deve essere questa, dare certe possibilità. Non credo che la Serie A ci consideri una zavorra, anche se qualcosa da imprenditore mi sfugge: se l'ultima tranche è oltre 240 milioni e la Juventus da sola con il taglio degli stipendi ha risparmiato 90 milioni, penso che il conto sia presto fatto. Nel momento in cui gli incassi non ci saranno più perché si gioca a porte chiuse, la Serie A deve fare un ragionamento diverso piuttosto che accontentare qualcuno che vuole provare a vincere il campionato. Io pagherei per vedere Monza o Bari al posto mio e noi come quarta migliore nella avulsa. Non si può spazzare via chi garantisce la base".

Come ha organizzato l'emergenza e il taglio stipendi?
"Noi abbiamo tanti ragazzi del posto, calabresi, tutti tranne cinque o sei. Qui i casi sono pochi e non avremmo troppi problemi. Noi come budget stipendi non siamo oltre 50mila euro, e in tal senso la Cassa integrazione ci darà una mano, poi ai ragazzi abbiamo detto che nessuno sarà lasciato indietro: ora serve fare quadrato e gruppo, gli italiani hanno dimostrato solidarietà e dobbiamo farlo così anche nel nostro piccolo. Sto sentendo di giocatori avviliti perché si spremono al massimo, poi magari quando si riprenderà non ti daranno il cuore".

Si parla di cambiare format alla C.
"Parliamo molto anche in assemblea del salary cap, e darebbe una grande boccata d'ossigeno. Non sono convinto di una B a 40 squadre e una serie cuscinetto, non si può dare all'imprenditore l'idea che gli stai tagliando le gambe. Se si dovesse andare in sovrannumero, si fa la A a 20, perché non si possono toccare, la B a 24 e la C a 66. Per alcuni il Covid può essere una scusa, ma per altri ci sarebbe stata comunque selezione naturale e credo che fare così possa essere il toccasana per tutti, dando un anno di ammortizzatore e per scegliere la strada che ciascun imprenditore può prendere liberamente a seconda di cosa vuole fare nella sua città. Noi ad esempio siamo attaccati a Cosenza, siamo un tutt'uno, e magari potrebbero nascere naturalmente certe sinergie per scremare i posti nel professionismo che oggi sono visti come il fuoco negli occhi. Ma non si può farla così, diamo la possibilità agli imprenditori di decidere prima".

Com'è stata la quarantena dell'Italia secondo lei?
"Tutte le critiche verso il nostro paese sono ingenerose. Le rispediamo al mittente: chi non fa, non sbaglia. Chi sta a guardare non sbaglia mai, chi prova quotidianamente a cambiare le cose può anche farlo. La vera cosa bella di questo isolamento è stare poter vivere di più in compagnia della mia famiglia. Abbiamo riscoperto valori che dovremmo tenere ben presenti".


Fabio Coscarella, presidente del Rende, ai microfoni di Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini