Ameth Fall ❤ Margherita Lucchi

La rubrica di TC, con le interviste alle compagne dei calciatori in Lega Pro: mogli, compagne e fidanzate si raccontano
28.07.2018 00:00 di Claudia Marrone Twitter:   articolo letto 8884 volte
Ameth Fall ❤ Margherita Lucchi

Ameth Fall, attaccante classe '91 attualmente svincolato, ma con alle spalle tante esperienze nel professionismo e prossimo al ritorno in Serie C. Intanto, però, il giocatore si sta allenando con l'AIC, consapevole che a sostenerlo c'è sempre la moglie Margherita Lucchi, che ai lettori di TuttoC.com racconta la loro storia d’amore.
Ops, errata corrige: non è solo la moglie a sostenerlo da un mesetto a questa parte...c'è anche un piccolo fagottino...

Margherita, un balzo alle origini: come-dove-quando vi siete conosciuti tu e Ameth?
“La verità??? Mi ha assillata su Facebook! (ride, ndr) Io sono di Cesena, e al tempo in cui si mise a scrivermi, lui giocava a Bellaria, ma nonostante si fosse vicinissimi non ci eravamo mai incrociati in giro, non avevamo nessun amico in comune: Ameth faceva il simpatico sfoggiando il suo dialetto romagnolo, spesso mi chiedeva di poterci conoscere di persona, ma a quella richiesta io sistematicamente sparivo, non sapevo proprio cosa rispondere! Mica esco con tutti quelli che mi scrivono su una chat! La cosa è andata avanti per un po', fino a quando, all'ennesima non risposta mia ai suoi inviti, mi ha tolto l'amicizia su Facebook: ci sono rimasta male, qualche giorno dopo ero da lui a Bellaria!”.

Tattica decisamente vincente!
“Direi di si! Da quella sera di fine febbraio 2013 non sono praticamente più tornata a casa, siamo andati a convivere senza accorgercene, perché volevamo stare insieme tutto il tempo possibile: da me, da lui, in hotel, qualsiasi posto andava bene...giovani, avevamo 23 anni, e senza pretese”.

Quindi convivete già da un po'...
“In realtà siamo anche sposati...e non una volta, ma tre! Pazzi? Si forse un po'. Incoscienti? Molto. Ma troppo innamorati! E tutti, amici, familiari, volevano insegnarci il tempo e l'amore, tutti erano contrari al matrimonio nostro, ma il 14 febbraio 2014 ci siamo uniti secondo il rito musulmamo, poi il 6 luglio dello stesso anno abbiamo ufficializzato il matrimonio in comune innanzi al sindaco, con una festa alla quale hanno partecipato anche coloro che avevano storto il naso. Lo scorso anno, invece, ci siamo sposati in Senegal, secondo costumi e tradizioni locali, con la famiglia di Ameth e gli amici del posto”.

Dal giorno del matrimonio in poi tu lo hai sempre seguito in giro per l'Italia?
“Si, sempre, in lungo e in largo, su e giù per l'Italia, con la macchina sempre piena e il cuore di più, perché ogni volta è un nuovo inizio insieme, una nuova avventura, una nuova tappa. E ogni posto ci ha sempre lasciato qualcosa. A esempio, di Como ho il più grande ricordo, li è stato concepito nostro figlio Noah Damel, che è nato lo scorso 16 giugno”.

Ma questa è la vera notizia! Quindi il prossimo viaggio lo farete in tre?
“Gia! (ride, ndr) Ma io non vedo l'ora di ripartire, ancora più carichi in tutti i sensi della parola! Ma sono pronta, anche a eventuali esperienze all'estero, in modo da poter imparare anche un'altra lingua e confrontarmi con altre abitudini, culture. Dopo un viaggio si torna sempre un po' diversi, più ricchi e più grandi, si prende tutto quello che di bello il mondo può offrirti. Questo me lo ha insegnato mio marito, e voglio che anche nostro figlio cresca così”.

Non ti è mai pesato, però, lasciare casa?
“All'inizio si. A volte ero davvero triste, abituata a una vita frenetica tra università e lavoro, vicino ad amici e famiglia, mi ritrovavo in una casa diversa, in un posto non familiare, con Ameth spesso in ritiro, ma poi mi sono fermata a pensare e ho capito che non potrei essere felice in nessun posto senza di lui. Ho poi visto il lato positivo della nostra situazione, vedere tante città , poter cambiare spesso, conoscere molte più persone, farsi nuovi amici: adesso non riesco a immaginare una vita diversa da questa, anche perché stare vivici fa bene a entrambi. Ci definiamo una famiglia itinerante, anche un po' nomade , per noi la casa è dove ci sono gli affetti, dove siamo noi”.

In sostanza, comunque, il calcio non ha mai influenzato la vostra vita di coppia...
“Assolutamente no, il calcio è il lavoro di mio marito e io ne ho molto moltissimo rispetto, è la passione sua più grande, il motivo per cui, da solo, è venuto in Italia a inseguire i suoi sogni. Il calcio è il mezzo di sostentamento della nostra famiglia, ci riteniamo molto fortunati e privilegiati, credo sia la cosa più bella e motivante fare il lavoro che ti piace, e vedo la dedizione che ci mette mio marito: non sgarra mai in niente, non si lascia nemmeno mai tentare da me che gli propongo un gelatino a fine pasto! L' ho conosciuto così, a rincorrere un pallone, pieno di sogni, ideali, e tanti progetti: cerco sempre di sostenerlo e consigliarlo al meglio per se stesso in primis, per la sua carriera e per noi, perché lui tutto quello che fa lo fa pensando a noi”.

Ma a te il calcio piace?
“Il calcio è una costante nella mia vita, anche mio padre pure giocava a calcio ai suoi tempi. Mi piace come sport, da tante emozioni, i gol, le esultanze e le dediche. Chiaro che non è una vita semplice, ci sono anche tante rinunce e difficoltà soprattutto per il come è il calcio al giorno d'oggi, e se non ci fosse tanto tanto amore di base , non sarebbe facile e sarebbe una scelta a metà”.

Il padre, il marito...pronta ad avere anche il figlio calciatore???
“Noah potrà fare tutto quello che vorrà, siamo assolutamente per la libertà, però immagino che il suo papà sarebbe felicissimo se scegliesse di seguire le sue orme...nel dubbio il piccolo mangione a casa ha già la sua prima palla
(ridiamo, ndr)! E magari prima o poi il padre lo allenerà...”.

Mi stai indirettamente indicando progetti futuri di tuo marito?
“In attesa della giusta proposta...Ameth sta realizzando uno dei suoi progetti: proprio ora ,facendo il corso a Coverciano con l'AIC per ottenere il patentino come allenatore”.

Dicevi prima che tu hai sempre sostenuto tuo marito, e noi guardiamo al futuro, da allenatore: come spiegheresti a Noah, a esempio, la regola del fuorigioco?
“Domanda di riserva??? (ridiamo, ndr) Scherzo , con tutte le presenze che ho allo stadio non posso sbagliare: allora il fuorigioco è...quando un giocatore lancia la palla, chi la riceve deve essere in linea o dietro ai difensori della squadra avversaria, altrimenti viene appunto fermato in offside. Giusto?”.

Ti sei complicata la vita, ma è giusto! Quale è stato il momento più bello della carriera di Ameth?
“Credo che Ameth abbia vissuto tantissimi momenti belli grazie al calcio e i suoi tifosi, a esempio quando la curva del Barletta gli ha fatto un coro personalizzato. Oppure il ritiro con la Salernitana in Serie B, ma anche quest'anno con un eurogol in rovesciata a Caronno. Lui li ricorda tutti nei dettagli, ricorda le persone, i momenti, le azioni, immortalandole e postandolo nella sua pagina Facebook dedicata solo ed esclusivamente al calcio”.

Finora siamo state buone, ora massacriamolo! Dicci i suoi pregi e difetti!
“Arriva il bello, finalmente! (ridiamo, ndr) Posso andare a ruota libera??? Parto dai pregi...infiniti! E' altruista, generoso, solare, umile, galante, determinato, ambizioso, sognatore, semplice, intelligente, simpatico, dolce, corretto, giusto, equilibrato, sensibile...potrei andare avanti per ore, è il migliore per me. Ma ha anche i suoi difettucci: è permaloso, autoritario, e non sa dire di no. Questo a volte lo mette in difficoltà, oppure fa fare a me la parte della cattiva”.

Gli è andata bene, più pregi che difetti. Ma a regali come siamo messi?
“Ammetto che non è facile farmi un regalo, perché sono sempre stata autonoma e indipendente e ogni cosa che mi piace, per quanto possibile, la compro da sola, senza dover chiedere. Però Ameth mi sa sempre stupire: è capitato che per le ricorrenze non abbia fatto nulla, ma poi quando meno me lo aspetto sia arrivato con un super sorpresone! E quando succede rimango totalmente spiazzata: mi scrive delle lettere, poche ma stupende che conservo e custodisco maniacalmente, mi fa recapitare fiori nei modi più strani possibili, ha molta fantasia e buon gusto quando si applica! E lo ringrazio ancora per avermi regalato per il compleanno una borsa stra bella di Givenchy, un gesto folle che non mi sarei mai aspettata: lui stesso ha detto che per 10 anni sono a posto con i regali, ma scherzava...spero...”.

Non preoccuparti, se non scherzava lo metteremo a vita nei flop!!!
“Giusto, tra donne dobbiamo sempre spalleggiarci!!! (ridiamo, ndr)”.

Però i gol te li dedica, lo hai detto prima...
“Si, me ne ha dedicato parecchi, in tanti modi, con i cuori, i baci, le magliette.. Però quest'anno sono stati tutti per il suo bimbo che era nel pancione, ma gli ha portato bene perché è arrivato in doppia cifra. Non appena sarà possibile, porterà Noah allo stadio, credo sarà molto stimolante per Ameth giocare davanti al figlio”.

Momento clou: c'è in qualcosa in particolare che vuoi dire a tuo marito attraverso questa intervista?
“Vorrei dirgli che lo risposerei domani, anche solo io, lui e il nostro bimbo. Devo molto a lui della mia crescita personale, nel modo di affrontare la vita mi ha insegnato la positività, la leggerezza, a prendere il bello e buono di tutto: lui ce l'ha nel sangue questa gioia di vivere la giornata per come viene, io l'ho imparato. Posso aggiungere una cosa”.

Certo!
“Ti volevo ringraziare per l'intervista e per la simpatia, grazie tante, è stato un immenso piacere”.

© foto di TuttoC.com
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