A Caserta c'è un arbitro eroe, ad Avellino pericoloso autogol della società. E c'è chi sa riconoscere il ruolo fondamentale dei tifosi

14.05.2022 00:00 di Luca Esposito Twitter:    vedi letture
A Caserta c'è un arbitro eroe, ad Avellino pericoloso autogol della società. E c'è chi sa riconoscere il ruolo fondamentale dei tifosi
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Ci perdonerete se l'editoriale di oggi si apre con una storia che arriva dal campionato di serie D, ma quanto accaduto a Caserta merita di essere rimarcato a livello nazionale. Si stava giocando il match tra Casertana e Rotonda e il portiere locale, a seguito di un fortuito scontro di gioco, è rimasto a terra gravemente ferito e in arresto respiratorio. Ancor prima che i medici entrassero in campo per prestare i soccorsi necessari, c'è stato l'immediato e decisivo intervento dell'arbitro Fabio Franzò (sezione di Siracusa), di professione infermiere. Il direttore di gara, accortosi immediatamente della serietà della situazione, ha mostrato freddezza, senso del dovere e grande competenza mettendo a disposizione del povero Kapustins tutta la propria professionalità. Attimi di terrore in campo e sugli spalti, ma per fortuna il calciatore si è ripreso e i successivi esami strumentali hanno escluso ogni sorta di preoccupazione. Un plauso all'arbitro eroe, va a lui di diritto la copertina di giornata.

Tornando alla Lega Pro, inevitabile un focus sui playoff. Delusione cocente per il Foggia che, dopo aver vinto la partita d'andata, perde per 2-1 a Chiavari a cospetto di un avversario che può dare filo da torcere a tutti. Sul web, tuttavia, i tesserati rossoneri hanno protestato tantissimo per la mancata concessione di un penalty che sembrava netto e che avrebbe potuto cambiare la storia. Un episodio che è sfuggito al direttore di gara nonostante l'ausilio della tecnologia e che potrebbe costare caro al signor Di Graci di Como. Bisogna comunque fare i complimenti a mister Zeman che, pur sperando di festeggiare diversamente il compleanno, ha condotto egregiamente un gruppo giovane, certamente non partito con i favori del pronostico e che, con budget non elevatissimo e qualche problema ambientale, ha battagliato contro tutti ad armi pari e che avrebbe forse meritato un piazzamento migliore in classifica. Il -6 dopo l'esclusione del Catania ha inciso tantissimo, ora toccherà alla società dare un segnale forte e blindare un tecnico che, come il buon vino, migliora con il passare del tempo. Un plauso anche alla dirigenza locale che, con fair play, ha inteso premiarlo prima del match: sono questi i segnali di cui tutti abbiamo bisogno. Va a casa il Pescara, ma l'eliminazione non sorprende affatto. Gli abruzzesi sono stati discontinui per tutto il campionato, hanno cambiato allenatore, c'è un presidente che da anni parla di imminenti ribaltoni in società e la squadra, a gennaio, doveva essere maggiormente rinforzata. Anche in questi spareggi troppo spesso gli avversari giocavano meglio e per tre volte su tre si sono ritrovati addirittura sul doppio vantaggio, non sempre carattere e buona sorte potevano accompagnare una blasonata che, però, ora dovrà spiegare alla gente cosa voglia fare da grande. Spettacolo a Palermo, laddove la Triestina ha riscattato la brutta prova di pochi giorni fa disputando un match di altissimo livello. Forse il migliore della stagione. Non è bastato, ma vien da chiedersi dove sarebbero potuti arrivare gli alabardati senza tutti gli infortuni che hanno creato problemi a mister Bucchi. Onesto invece Baldini in conferenza stampa: il mister ha attribuito il passaggio del turno alla dea bendata e alla spinta del pubblico, ammettendo che "senza lo stadio pieno avremmo perso". E' importante che qualcuno abbia la forza e il coraggio di non prendersi solo meriti ma di condividerli con quelle componenti che possono determinare. Bella partita anche tra Renate e Juventus23, due realtà che si sono affrontate a viso aperto e che meritano applausi a prescindere per la crescita costante avuta per tutta la stagione. Incredibile, invece, il ko del Cesena con il Monopoli, uno 0-3 netto frutto anche di qualche decisione arbitrale contestata. Ma i pugliesi, su un campo notoriamente difficile per tutti, hanno giocato con la personalità della grande squadra e ora fanno paura a tutti pur con un organico di certo non superiore alla concorrenza.

Veniamo ora all'Avellino. Stiamo assistendo veramente a cose fuori dal comune. Prima il vicepresidente annuncia di voler mandare via tutti i tesserati dimenticando di aver firmato contratti anche pluriennali, poi la vicenda dei like sui social che ha fatto sorridere l'intera Italia pallonara, oggi invece si aprono le porte degli allenamenti a distanza di due anni come se si invitasse la piazza a contestare i giocatori, apostrofati con parole veramente dure e che i ragazzi non meritavano. Caro presidente D'Agostino, tutto questo sortirà un effetto boomerang. Per vincere i campionati bisogna investire, vivere una sconfitta in questo modo allontanerà la gente dalla squadra e non invoglierà certo altri atleti ad accettare la proposta. La storia è piena di formazioni blasonate che hanno impiegato anni per tornare tra i professionisti, vincere in C è impresa ardua e il Bari insegna che i sacrifici economici non sono sempre sufficiente. Non si può mettere alla gogna un gruppo che, con tutti i suoi limiti, ha dato il massimo. Occorrono equilibrio, buonsenso e serenità, immaginiamo quanto sarà dura ora per il direttore sportivo parlare con i procuratori dal momento che si chiede ai loro assistiti di rinunciare a qualcosa sottoponendoli alla contestazione di tutto l'ambiente. E così non va bene, quando le cose vanno male i responsabili principali sono sempre i proprietari e un club storico come quello biancoverde non può essere gestito con dispetti e litigi sui giornali. Va detto che alcune decisioni impopolari rischiano anche, involontariamente, di gettare benzina sul fuoco e stimolare quelle poche teste calde che non rappresentano certo un pubblico corretto e caloroso. E' notizia di qualche giorno fa che alcuni giocatori (Kragl e Micovschi su tutti) abbiano ricevuto minacce e aggressioni verbali, riteniamo che questo clima che si è creato attorno a questi ragazzi non aiuti. Basta così, si faccia tutti un passo indietro per salvaguardare l'incolumità dei tesserati e riportare tutti sui binari della normalità. Anche il ribaltone tecnico di marzo non ha sortito finora gli effetti sperati, rivoluzionare tutto a poche giornate dalla fine ha creato problemi anche all'allenatore subentrante.

Chiudiamo con un in bocca al lupo a tutte le squadre che giocheranno le gare dei playout. L'Andria, con la spinta del pubblico, proverà a ribaltare lo 0-1 di Pagani. La Giana (che paga il viaggio ai suoi tifosi) dovrà fare un miracolo a Trento, laddove l'esperienza di Bocalon sta facendo la differenza in questa fase. La Viterbese parte dallo 0-1 di Fermo ma sarà una gara combattutissima così come quella tra Imolese e Pistoiese, mentre la Pro Sesto affronterà un Seregno che, per tutta la stagione, ha pagato a caro prezzo vicende extracampo che hanno inciso, a lungo andare, sulla testa dei giocatori.