A Mantova c'è un Direttore che profuma di Capitano. E' un Palermo stoico, mentre a Terni si inizia a sognare davvero

Nato (orgogliosamente) a Salerno nell'anno in cui l'OM vinse la Champions League. Vivo di Calcio(Mercato)
14.11.2020 00:10 di Nunzio Danilo Ferraioli Twitter:    Vedi letture
Nunzio Danilo Ferraioli
Nunzio Danilo Ferraioli
© foto di TC

Il calcio, ma soprattutto la nostra amata Serie C, ha bisogno di persone vere. Serie, competenti ma soprattutto trasparenti. Ok anche questa volta vi ho fatto esclamare: “ma dai?!?”, ma avevo bisogno di una possibile introduzione per commentare il ritorno in terza serie di un Direttore (con la D maiuscola, ndr) che ha fatto dell'umiltà e del senso di appartenenza il suo credo.
Parlo del nuovo direttore sportivo del Mantova, Alessandro Battisti.
Un uomo mercato, ma soprattutto un vero “Capitano”, come quando a Chieti portava i capelli lunghi, tenuti difficilmente a bada dalla classica fascia fine anni '90.
Per non parlare degli anni in Abruzzo dietro una scrivania in Seconda Divisione, dove dalle sue idee “nacquero” professionisti che hanno fatto strada: da mister Vivarini, fino ad arrivare a Del Pinto ora in A con il Benevento, o i vari Mungo, Verna, Anastasi, Amadio, Migliorini.
Ora la sfida di Mantova, in un club solido che può vantare una partnership significativa e consolidata con l'Hellas Verona.
Il giorno dell'ufficialità ha pubblicato sui suoi canali social: "sed revocare gradum superasque evadere ad auras, hoc opus, hic labor est”, celebre frase di quel Publio Virgilio Marone nato proprio in quel di Mantova. In casa biancorossa è nata una nuova era.

Altro giro, altro argomento. Ero stato tra i primi a criticare il Palermo un mesetto fa [LEGGI QUI], ma in questo appuntamento devo fare un plauso ai rosanero.
Perché le critiche costruttive fanno sempre bene, ma soprattutto la vera intelligenza sta nel sapersi “ricredere”.
Ebbene dopo quel famoso editoriale, escludendo la batosta di Bisceglie, sono arrivati cinque punti in tre gare. Tre sfide contro Catanzaro, Catania e Juve Stabia, non di certo le ultime arrivate, che hanno evidenziato lo stoicismo dei ragazzi di Boscaglia.
Il pareggio in Calabria in dieci uomini per praticamente 50 minuti, l'uno a uno interno nel derbyssimo di Sicilia con appena dodici elementi in distinta, e la vittoria di ieri a Castellammare di Stabia quasi in scioltezza.
La strada intrapresa è quella giusta; in Serie C non puoi portare lo smoking se devi lottare.

Ultimo argomento e poi ve lo giuro la chiudo qui. Ma quanto è solida la nuova Ternana di Cristiano Lucarelli? Impressionante. 24 punti in dieci gare, frutto di sette vittorie e tre pareggi. Una media di 2,5 gol fatti a partita e 0,5 subiti.
In quel di Terni potete fare anche gli scongiuri, ma Defendi e compagni ricordano molto la Reggina della scorsa stagione. Una squadra partita leggermente nell'ombra rispetto agli anni passati, ma che forse ha raggiunto quel grado di maturità per costruire un qualcosa di importante.
Duri e resistenti come l'Acciaio simbolo della loro città; i rossoverdi fanno sul serio. La sensazione strettamente personale? Sarà un bel duello lì in alto con il Bari. Non ci resta che attendere.