La falsa partenza del Palermo, tra mancanze di "campo" e un mercato con il freno a mano tirato. Il miracolo Renate fa rima con "giovani di qualità"

Nato (orgogliosamente) a Salerno nell'anno in cui l'OM vinse la Champions League. Vivo di Calcio(Mercato)
17.10.2020 00:10 di Nunzio Danilo Ferraioli Twitter:    Vedi letture
Nunzio Danilo Ferraioli
Nunzio Danilo Ferraioli

“La dura legge del gol”, o forse per contestualizzare al meglio: “La dura legge della Serie C”. Provate a chiederlo al Palermo. La squadra di Boscaglia ha raccolto appena un punto in queste prime tre giornate, e ha provato sulla propria pelle la durezza e la difficoltà del girone meridionale di terza serie.
Poco importa se ti chiami Palermo, e rappresenti una delle città più belle ed importanti del nostro paese, la tanto bistrattata “Serie C” non fa sconti a nessuno.
Ma quali sono i problemi evidenziati dalle aquile in queste settimane? Ho provato a sintetizzare il tutto in due macroaree.
La prima è dettata dalla mancanza del cosiddetto “ritmo partita”. Lancini e compagni, infatti, hanno esordito in quel di Teramo senza mai disputare un'amichevole ufficiale nel precampionato.
Ok il periodo difficile contrassegnato dal Covid-19, ok tutto quello che volete. Ma queste cose, poi, si pagano sul rettangolo verde durante le gare di campionato.
Seconda macroarea, invece, riguardante la costruzione del roster. Sia ben chiaro, e questo voglio sottolinearlo, non sto addossando le colpe al direttore sportivo Renzo Castagnini, anzi.
L'ex deus ex machina del miracolo Salernitana nel 1994, ha fatto il massimo con le risorse a disposizione. Ci si aspettava, forse, un budget più importante per questo ritorno tra i professionisti? Forse sì.
Naturalmente il tempo è ancora dalla parte dei rosanero, e la sfida di domenica in Puglia contro il Bisceglie può dare il “La” alla rinascita. Servono i tre punti, senza se e senza ma.

Il secondo tema di questo editoriale, invece, lo vorrei dedicare ad una situazione diametralmente opposta. Applausi, applausi e ancora applausi al nuovo Renate creato ad immagine e somiglianza di Antonio Obbedio.
Un direttore silenzioso, poco “mediatico e chiacchierone”, ma che macina davvero chilometri su chilometri per rimanere sempre aggiornato. Perché la fame di sapere non si placa mai, neanche quando non hai una scrivania.
Le pantere giocano a memoria, ma soprattutto stanno affinando sempre più una retroguardia totalmente under.
Sì, dalle parti di Meda giocano gli under in difesa e non perché fanno minutaggio ma perché semplicemente sono forti. Contro il Pontedera nell'ultimo turno, hanno giocato in difesa Santovito (1999), Marafini (2000) e Merletti (2001), senza dimenticare il gioiello scuola Torino, Luca Gemello (2000) tra i pali.
Il coraggio della linea verde frutto di meritocrazia; Chapeau Renate.