A volte ritornano, Macalli e Lotito in campagna elettorale. L’ufficiale giudiziario chiude la vecchia gestione. Ecatombe iscrizioni, i verdetti Covisoc
Non ci eravamo sbagliati. Lo avevamo anticipato nei giorni scorsi. E’ scattata la campagna elettorale che porta alla poltrona di presidente federale. Lo evidenziano piccoli, ma significativi messaggi trasversali, lanciati da alcuni componenti del sistema calcio. Non da ultimo Mario Macalli. Sempre più presente nei salotti televisivi e sempre più pronto ad esprimersi, in modo veemente, con le sue critiche alla attuale gestione delle cose del calcio.
La scorsa settimana l’ex presidente di Lega Pro ha inteso festeggiare, con alcuni suoi tradizionali consoli della Padania, l’anniversario di quel commissariamento che decretò il suo allontanamento dalla villa di via Jacopo da Diacceto. Non deve essere stata una cena estremamente piacevole. In effetti sembrerebbe che le defezioni sarebbero state numerose. Di più. Tra i presenti ci sarebbe notato anche qualche infiltrato.
Il riferimento alla villa fiorentina, sede della Lega Pro, non è casuale. Nei giorni scorsi, a quell’indirizzo, è stata notificata una ingiunzione di sfratto che obbliga la restituzione dell’immobile alla curatela del fallimento dell’immobiliare Rosselli.
Stamane, per di più, l’ufficiale giudiziario ha bussato ai cancelli della villa, informando che l’immobile dovrà essere reso libero entro il prossimo 21 settembre. Un danno patrimoniale dalla portata inaudita.
Il Consiglio Direttivo di Lega, a tal proposito, avrebbe dato mandato a dei professionisti di verificare se sussistono gli estremi per dar corso a un’azione di responsabilità nei confronti dello stesso Macalli e di altri soggetti che risultassero responsabili. Il danno è di una portata inaudita. E pensare che era stata fornita assicurazione che era tutto a posto e che non sarebbero esistiti problemi.
Al di là di tutte le opposizioni al provvedimento giudiziario, già avviate, tese al raggiungimento di una auspicabile transazione, il problema rimane inalterato sul tavolo. L’esborso sarà in ogni caso notevole. Denaro sottratto alla disponibilità ed al fabbisogno delle già esigue casse delle Società.
L’ennesima dimostrazione delle numerose falle, apertesi nel corso della gestione Macalli, che lo costrinsero alle sue dimissioni “spintanee” ed al commissariamento della stessa Lega Pro. Le attuali passerelle televisive ed i proclami, lanciati dall’ex presidente cremasco di suoi ritorni trionfalistici, lasciano il tempo che trovano.
Sulla campagna elettorale, che vorrebbe Carlo Tavecchio riconfermato ai vertici della Federcalcio, sono tornati a spirare anche i soliti “venticelli” romani di sponda lotitiana. Il “magno” Claudio avrebbe ripreso il suo attivismo sotto traccia. Fatto di suggerimenti, di promesse e di consigli. Il ritornello sarebbe sempre lo stesso. Giocatori, sponsor ed ipotetici favori, non meglio identificati.
In sostanza la politica del far perdere tempo. Il percorso del passato è costellato di esempi negativi. Fatti di club dispersi nel baratro delle illusioni. Inutile farne qui l’elenco. Claudio Lotito, è innegabile, ha delle qualità manageriali notevoli, le usi allora in senso positivo. Contribuisca, fattivamente, a risolvere i problemi. Ragioni anche lui a sistema.
Mettersi sempre di traverso non giova nemmeno alla sua persona.
Giornata da codice rosso in Covisoc. La deadline odierna incrementa il numero delle società in carenza. Trapela la notizia che molti club sarebbero in difficoltà a causa della garanzia fideiussoria a prima richiesta. Un “pasticciaccio” creato dalla duplice possibilità di stipulare la polizza con una banca o con una assicurazione. Non tutte le compagnie contattate risulterebbero abilitate.
I club per i quali la Commissione di Vigilanza della Figc dovesse esprimere parere negativo, potranno presentare ricorso entro le ore 19 del prossimo 15 luglio. Avrà un costo anche quella operazione.
Sul Vicenza è apparso uno squarcio di sole. Il presidente Pastorelli, ringraziando tutte le componenti, anche cittadine, lo ha annunciato in conferenza stampa. I problemi legati alla iscrizione sono stati risolti ed ora il club potrà dedicarsi al completamento dell’organico. La visita della Guardia di Finanza presso la sede del Bari, avvenuta in mattinata, non incide sul rilascio della licenza nazionale per i “galletti”.
Bocciate definitivamente, con motivazioni diverse, come da più giorni ufficializzato, Martina, Lanciano e Bellinzago i cui dirigenti dovrebbero saper spiegare qual è stato lo spirito che li ha animati nel tramutare in amatoriale una competizione agonistica.
La lista ufficiosa delle “rimandate” oltre al Rimini, al Pavia ed al Como per le quali la strada per la permanenza in categoria diventa sempre meno percorribile, comprenderebbe anche la Maceratese, colpevole di non aver rispettato il parametro PA. Non manca però alla presidentessa Tardella la capacità di recuperare in tempo. La Paganese, che accusa un grave, colpevole ritardo nei pagamenti nei confronti dell’Ufficio delle Entrate già, a suo tempo, dilazionati. Al momento risulterebbe complicato anche per il presidente Trapani scovare la conclusione positiva del problema. Il Como, la cui udienza fallimentare si terrà nella giornata del 13 luglio. La Casertana, che avrebbe ritardato la presentazione della polizza fideiussoria a prima richiesta e per una carenza all’impianto di video sorveglianza del stadio Alberto Pinto. Per il quale necessita un visto di esecutività, rilasciato dalla locale Questura.
Da una prima analisi delle escluse, risulterebbe che per i ripescaggi sarebbero disponibili 12 posti. Il primo spetta di diritto alla Caronnese che viene “riammessa” in sostituzione del Bellinzago. Confermando quelle che erano le previsioni iniziali. La novità nell’attuale è rappresentata dall’inserimento tra le pretendenti dell’Albinoleffe. Il presidente del club, Andreoletti, ha già ufficializzato la sua intenzione di presentare la domanda allegando il “fondo Perduto”. Il collegio degli avvocati ai quali lo stesso si è affidato, sostiene che il club, nonostante abbia già usufruito del ripescaggio nella scorsa stagione, può ancora beneficiare di quella opportunità.
Lo stesso avvocato Eduardo Chiacchio, un luminare del settore, sostiene che, in carenza di organico e per l’alternanza nelle scelte, prevista dal regolamento (un club retrocesso dai professionisti ed uno proveniente dalla serie D), l’Albinoleffe sarebbe la nona ripescata.
Tra le Società dilettantistiche sarebbero in forte rialzo le quotazioni del Lecco che, risolti i problemi legati all’istanza fallimentare ed avendo cambiato l’assetto societario, sarebbe già pronto con la provvista contanti per presentare la domanda.
Ad oggi, pertanto, tra i club professionistici risulterebbero avvantaggiate Melfi, Cuneo, Lupa Castelli, Lupa Roma e Albinoleffe. Tra quelli dilettanti Lecco, Fano, Cavese, Fondi, Forlì e Olbia. Più, logicamente, la Caronnese.
Una soluzione che andrebbe a discapito di tutte le altre, anche le più titolate.
Che sia il sottoscritto che si è inventato tutto? Lo scopriremo solo vivendo.
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