Anche la 22^ verrà rinviata. Occorre trovare una soluzione al più presto. E se, per una volta, venisse seguito l'esempio della Serie A?

07.01.2022 00:00 di Luca Bargellini Twitter:    vedi letture
Anche la 22^ verrà rinviata. Occorre trovare una soluzione al più presto. E se, per una volta, venisse seguito l'esempio della Serie A?

Ci risiamo. Purtroppo. Le parole all’ANSA rilasciate dal presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli non lasciano molto spazio alle interpretazioni. Dopo la 21^ giornata di campionato anche la 22^, per intendersi quella programmata per il prossimo weekend, verrà rinviata. “Attualmente ci sono 250 calciatori positivi al Covid-19 su 1700 nei club di Lega Pro” ha riferito il numero uno della terza serie nel primo pomeriggio di ieri e da quel momento Teramo, Virtus Entella, Montevarchi, Palermo e Pergolettese hanno dato notizia di altre positività in seno alle rispettive squadre. Tradotto: la situazione peggiora di ora in ora.

Detto che il rinvio di una giornata di campionato può essere più semplice da ricalendarizzare in Serie C rispetto alle due categorie superiori, per il limitato numero di impegni internazionali dei vari tesserati, è chiaramente impensabile continuare su questa strada. Anche perché la Lega Pro sul finire della stagione ha una lunghissima fase dedicata a playoff e playout che verrebbe inficiata da una congestione di gare nelle settimane immediatamente precedenti.

Occorre, dunque, trovare una soluzione differente. E al più presto. Ecco, allora, che sovviene un dubbio: perché non seguire i protocolli approvati nella giornata di mercoledì dalla Serie A. Il nuovo regolamento prevede che si potrà giocare con 13 tesserati disponibili, di cui un portiere, con l'obbligo di giocare, pescando eventualmente dalla Primavera. Ipotesi fattibile? Le società che ne pensano? E la Lega Pro sarebbe d’accordo. Tutti dubbi che dovranno trovare una soluzione al più presto. Anche prendendo in esame scelte differenti.

Siamo tutti consapevoli delle differenze esistenti fra le tre categorie professionistiche del calcio italiano, ma le discrepanze emerse finora nelle valutazioni delle varie ASL locali rischiano davvero di falsare non un campionato, ma un’intera stagione sportiva. Probabilmente la cosa peggiore. Anche di una linea comune fra A, B e C.