Catania e Crotone in cerca di se stesse. Magari i problemi fossero solo fra campo e panchina

22.03.2024 00:03 di  Luca Bargellini  Twitter:    vedi letture
Catania e Crotone in cerca di se stesse. Magari i problemi fossero solo fra campo e panchina

Più che si avvicina il finale di stagione e più che il momento dei bilanci inizia a intravedersi. Per i buoni, coloro che hanno ben figurato, ma anche per i cattivi, ovvero quelli che hanno deluso le aspettative. Nella seconda categoria troviamo, senza dubbio, due piazze e società importanti come Catania e Crotone.

Per i siciliani, freschi freschi di ritorno fra i professionisti, la stagione attuale, quella del rilancio, si sta trasformando in una sorta di purgatorio. Su più livelli. Sul piano sportivo i tre allenatori alternati al timone della prima squadra, assieme alla rivoluzione fatta nel mercato invernale, hanno dato riprova che le scelte di programmazione fatte dagli uomini di Ross Pelligra e Vincenzo Grella sono state sbagliate. Poi si può discutere se lo sono state in toto o in quale percentuale, ma sta di fatto che l’elefantino in questa stagione è a ridosso alla zona playout anziché trovarsi nella parte sinistra della graduatoria. La Coppa Italia? Ovviamente è ancora alla portata nonostante la sconfitta nella gara d’andata contro il Padova, ma anche il secondo trofeo della Serie C rischia di non bastare. Infatti, anche gli etnei vincesse la Coppa, acquisendo il diritto all’accesso diretto alla fase nazionale dei playoff, potrebbero vederlo sfumare se in campionato la posizione finale decretasse la partecipazione al playout. Quindi addio definitivo a qualsivoglia sogno.



Tutto questo senza considerare che quanto avvenuto sugli spalti nella serata dell’Euganeo è, molto probabilmente, la cartina di tornasole migliore di un’annata a dir poco sbagliata.

Dalla Sicilia alla Calabria il passo è breve e non solo geograficamente perché “se Catania piange, Crotone non dire”. Diciamo così. La società della famiglia Vrenna arriva, infatti, da un momento a dir poco brutto. Complesso. E molto altro. Le dimissioni di Silvio Baldini, tecnico al quale avevano affidato la squadra dopo l’esonero di Lamberto Zauli certificano una scelta aziendale sbagliata (che il tecnico toscano sia complesso a livello caratteriale lo sanno tutti. Ed è anche il suo bello), che ha fatto perdere terreno alla squadra in classifica e creando anche del malumore in seno ad una squadra da sempre (vedi primo tentativo di esonero) dalla parte dell’allenatore romano. Ovviamente, e com’è giusto che sia, dall’interno del gruppo arriveranno solo messaggi distensivi e di coesione, ma è difficile che la realtà sia quella.

Catania e Crotone, unite da una pessima stagione, devono iniziare a riflettere su cosa vogliono fare da grandi. Partendo da una consapevolezza: che le rivoluzioni non dovrebbero fare solo in campo e in panchina. Ma anche in chi siede e lavora nelle stanze dove si decide davvero.