Commissario Tommaso Miele, ci fa o ci prova? Non si faccia coinvolgere da Tavecchio nel coprire vecchie magagne. Non si offenda l’intelligenza dei presidenti!

Commissario Tommaso Miele, ci fa o ci prova? Non si faccia coinvolgere da Tavecchio nel coprire vecchie magagne. Non si offenda l’intelligenza dei presidenti! TMW/TuttoC.com
© foto di Luigi Gasia/TuttoNocerina.com
giovedì 8 ottobre 2015, 08:30Il Punto
di Vittorio Galigani
Vittorio Galigani, esperto dirigente calcistico, già Direttore Sportivo oltre che Direttore Generale in numerosi club professionistici dalla Serie A alla ex Serie C. Editorialista per TuttoLegaPro.com

Nutro un grande desiderio. Tornare a parlare di calcio. Di terzini, di mediani e di centravanti. Di imbucate e di gioco in ampiezza.  Un desiderio di ritorno alla normalità. Quella stessa che chiedono tutti i presidenti di Lega Pro. Con insistenza. Ed invece il tempo scorre, ormai da un anno, nella inutilità più assoluta. Nulla si crea, nulla si programma. Prima vittime di procedure legali e politiche contrastanti ed ultimamente per un accertato immobilismo delle procedure.

Fuori Macalli gli è subentrato un Commissario. Il dottor Tommaso Miele. Il comunicato ufficiale 4/A dello scorso 7 luglio recita che lo stesso sia incaricato di “garantire la continuità della attività gestoria ed al contempo provvedere alla convocazione della assemblea elettiva”. 

Quello stesso comunicato, che attribuisce al commissario i poteri di amministrazione di spettanza del consiglio direttivo e del Presidente, precisa che l’assemblea elettiva “dovrà avere luogo entro il 31 ottobre 2015”.

Il dottor Miele, soltanto il 21 luglio, ha provveduto alla nomina di tre sub commissari. Affidando loro il compito di coadiuvarlo nell’attività. Anch’essi con scadenza al 31 ottobre prossimo.

In particolare. Il dottor Dino Feliziani (membro del collegio sindacale della Federcalcio per più di un decennio) con il compito di esaminare e redigere il bilancio della Lega Pro. Quello già oggetto di critiche dall’ allora direttore generale Francesco Ghirelli (lo stesso che venne licenziato da Macalli e poi reintegrato dal giudice del lavoro di Firenze). Il notaio Lombardo, già vice presidente della Lega, ha ricevuto delega per le attività gestionali ed il dottor Marchesini, in qualità di esperto, quella delle attività amministrative.

Ora viene il bello. Perché risulta che il lavoro, dei tre sub commissari, sia terminato da tempo!

In particolare. Nella relazione depositata dal dottor Feliziani sono emerse irregolarità gestionali dell’ex presidente della Lega con conferimento di incarichi a soggetti, non qualificati e remunerati, per attività mai effettuate. Risulta altresì che alla Lega Pro sono stati addebitati costi e spese, legali, relative a procedimenti in cui è stato coinvolto il presidente Macalli.

Sempre il dottor Feliziani ha riscontrato gravissime irregolarità nella controllata Calcio Servizi ed in particolare relative a una richiesta della curatela fallimentare della Fratelli Rosselli (Società dalla quale è stata acquistata la sede di Firenze, per 2,8 milioni di euro).

Ma non è sufficiente. In quanto sono ancora mancanti le informative riguardanti l’assemblea tenutasi lo scorso 30 giugno. Inerenti gli atti esecutivi promossi dalla stessa curatela sulla sede di Firenze (con notifica avvenuta il 29 giugno scorso) e gli accertamenti, dell’ Agenzia delle Entrate, per omesso e ritardato versamento Iva per milioni di euro.

Nella sua relazione, il dottor Feliziani ha evidenziato che la perdita di esercizio va ben oltre, anche di quanto paventato da Francesco Ghirelli (allora direttore generale) e sfiora i 2 milioni di euro. Ipotizzando, altresì, l’esistenza di fatti di reato da trasmettere alla competente Procura della Repubblica.

Quella relazione giace, ormai da oltre una settimana, sulla scrivania del dottor Tommaso Miele. 

Lo stesso, nonostante il mandato a termine e le ripetute affermazioni di non voler chiedere rinvii, in considerazione dell’immane lavoro svolto anche nel periodo estivo (dichiarò di avere dovuto rinunciare alle ferie), non ha ancora convocato la prima assemblea. Quella per l’approvazione del bilancio (di due anni orsono)!

I soliti spifferi di corridoio narrano che in Federcalcio non si abbia nessun interesse a far emergere le gravissime irregolarità sopra accennate. Getterebbero discredito su Mario Macalli. Vice Presidente Federale e “grande” elettore di Tavecchio.

Il risultato? Tommaso Miele ha inviato una lettera a Tavecchio nella quale richiede una proroga del mandato commissariale. Tutto in totale contraddizione con quanto da lui sempre affermato ed in difformità dai termini assegnati dal consiglio federale!

Ma c’è di più! Nella richiesta di proroga non si fa riferimento alla circostanza che il bilancio è stato perfezionato. Si prospetta, invece, la possibilità di convocare un’assemblea straordinaria per la riforma dello statuto di Lega Pro. Che preveda l’approvazione del bilancio, da parte delle Società attualmente in organico e non di quelle riferite alla stagione sportiva di competenza. 

Un maldestro tentativo già tentato da altri. Ci provò Macalli che fece fare a Tavecchio una richiesta di parere alla Corte Federale di appello in sede consuntiva. La risposta fu perentoria: la norma era così contenuta nello statuto vigente e peraltro uniformata a quelli della serie A e B.

Ed allora. Ci fa o ci prova il commissario Miele? Finge o non sa (realmente) che nel mandato conferitogli non rientra la riforma dello statuto? Statuto che va totalmente rivisto, con diversità dei criteri di nomina dei componenti del Direttivo e con la piena restituzione della governance della Lega Pro in capo ai presidenti.

Sarà infatti la nuova governance, eletta dall’assemblea (che andrebbe convocata entro il prossimo 31 ottobre), che si dovrà occupare delle modifiche da apportare. Modifiche che dovranno anche essere approvate da Figc e Coni. Attendere un’assemblea straordinaria di modifica dello statuto significherebbe dove attendere almeno un anno per la nomina dei nuovi gestori. Un modo per affossare radicalmente la terza categoria professionistica.

Era il dicembre 2014 quando i presidenti iniziarono a richiedere la convocazione di una assemblea per poter eleggere i propri rappresentati e far cessare l’era Macalli. Ci sono da vincere, tutt’ora, le resistenze provenienti dai piani alti di via Allegri.

Tavecchio sta facendo di tutto per evitare che possano venire a galla le gravi “magagne” dell’ ex presidente. La mancata approvazione del bilancio non era un fatto politico. Tavecchio non vuole andare ad elezioni democratiche. Il timore che possano essere eletti personaggi non graditi, all’ attuale potere della Federcalcio, è notevole.

Il futuro si prospetta nebuloso. I presidenti hanno già manifestato grande disappunto. Quel bilancio va approvato. Nel caso di ulteriori rinvii sono pronti a difendere i propri diritti nelle sedi federali e ordinarie.

Per intanto si continua a giocare. La prossima sarà la sesta di campionato. Il commissario si è affrettato a fissare le regole soltanto sui play out. Sui play off, silenzio assoluto!

Siamo proprio sicuri che vada bene così?