Dal no estivo alla Juventus all'esonero. Montero tradito dalla squadra a cui aveva giurato fedeltà. Rinunciando alla grande occasione

28.10.2020 00:20 di Tommaso Maschio   Vedi letture
Dal no estivo alla Juventus all'esonero. Montero tradito dalla squadra a cui aveva giurato fedeltà. Rinunciando alla grande occasione
TMW/TuttoC.com

“A inizio settimana parleremo e ci confronteremo per capire i motivi di questo ko e ricompattare la squadra, ma non credo che ci siano problemi a livello di guida tecnica. Escludo un cambio di allenatore”. Parlava così solo pochi giorni fa il numero uno della Sambenedettese Domenico Serafino blindando di fatto il tecnico Paolo Montero, ereditato dalla passata stagione, dopo un inizio di campionato non esaltante – ma che comunque aveva portato 11 punti in 7 gare permettendo ai rossoblù di essere ad appena tre punti dal Padova capolista in una classifica cortissima - sopratutto alla luce degli investimenti estivi della nuova proprietà. Sembravano parole in controtendenza con la schizzofrenia che spesso colpisce il nostro calcio, merito del profilo internazionale del nuovo proprietario.

E invece solo poche ore dopo quelle parole è arrivato l’esonero di Montero, quasi come un fulmine a ciel sereno, e la solita ridda di nomi – fra cui anche quello del direttore dell’area tecnica Stefano Colantuono che però al momento non ha intenzione di tornare in panchina – che alla fine, nella giornata di domani, premierà Mauro Zironelli pronto a riscattarsi dopo alcune annate non brillanti alla guida di Juventus U23 e Modena. Un addio amaro quello dell’ex difensore che in estate aveva addirittura declinato un’offerta della Juventus che lo avrebbe voluto nello staff di Andrea Pirlo per curare la fase difensiva, un posto poi andato a Igor Tudor.

Montero aveva infatti voluto mantenere la parola con la Sambenedettese e non tradire la fiducia della nuova proprietà che lo aveva confermato e che ora lo ha scaricato nonostante un cammino comunque positivo in questa prima fase di campionato, anche se magari il gioco espresso non ha mai entusiasmato più di tanto. Chissà se Montero ripenserà ora a quel no estivo che avrebbe potuto cambiargli la vita anche se non tutto è perduto perché in casa bianconera l’affetto e la stima nei confronti dell’uruguayano restano immutato sia a livello di tifoseria si a livello dirigenziale (“Paolo Montero è stato il giocatore che ho ammirato di più”, disse qualche anno addietro il presidente Andrea Agnelli). Se non ora, magari in futuro le strade di Montero e della Juventus potrebbero incontrarsi nuovamente e questa volta, ne siamo certi, l’allenatore non si lascerà sfuggire l’occasione di tornare a casa.