E' tempo di giudicare Capuano per come merita: in C è garanzia. Catania, Lucarelli deve dare di più
Si è chiusa una sessione di mercato che potremmo definire piuttosto blanda. Pochi i colpi ad effetto, tante le società che hanno preferito puntare sui giovani o che hanno mantenuto l'intelaiatura di base sia per motivi di budget, sia per non alterare gli equilibri dello spogliatoio. Il "mistero" è il Catania, società che ha messo a disposizione dell'allenatore elementi di categoria superiore, abituati a lottare per obiettivi importanti e che ha formato un reparto offensivo da far invidia ad alcune realtà della cadetteria. Tuttavia, ad ora, gli etnei sono discontinui e Lucarelli, al di là delle dichiarazioni a caldo post ko col Picerno, ha l'obbligo morale di dare un gioco alla sua squadra. Perchè è impensabile che una piazza come Catania, per quanto speso e per la forza dei calciatori, sia così indietro e rischi di disputare i playoff in una posizione assolutamente rischiosa e poco redditizia. Non è da escludere che un altro malaugurato passo falso possa spingere la proprietà a fare delle riflessioni. I prossimi 90 minuti potrebbero essere decisivi.
A proposito di allenatori, a livello nazionale esplode la "Capuano-mania". La quotazione dei bookmakers per la successione di Klopp a Liverpool ha fatto sorridere tanti appassionati di calcio, non sono mancati anche articoli simpatici da parte delle principali tv nazionali. C'è però un dato di fatto: stiamo parlando di un tecnico che, per la categoria, è una sicurezza assoluta e che è riuscito a trasformare una tifoseria fredda e distaccata in una curva caldissima, strapiena e che sta sognando in grande dopo annate di anonimato. Capuano, lo scorso anno, si è adattato al materiale che aveva a disposizione e i tanti 0-0 accumulati furono utilissimi a mantenere la categoria e a sfiorare addirittura i playoff in extremis. Salvarsi con un girone d'anticipo e ritrovarsi a ridosso di club che hanno speso il quadruplo rende merito a chi dovrebbe far notizia per i risultati ottenuti, non per alcune dichiarazioni colorite ma spesso ricche di verità. Altri colleghi non se la passano benissimo, è quasi un anno record per gli esoneri.
La Spal ha richiamato Di Carlo e proverà ad evitare una retrocessione che sarebbe clamorosa, pessima la gestione Colucci che non ha saputo dare la sterzata necessaria. Al nuovo-vecchio mister il compito di riscattare il licenziamento di qualche mese fa e, in generale, una fase della sua carriera evidentemente calante e condita da esoneri e retrocessioni. Quanto ai tre gironi, è iniziata ufficialmente la fuga del Cesena. La Torres, realtà bellissima che merita rispetto assoluto, non aveva le carte in regola per competere per la vetta. Per la matematica sarà solo questione di tempo, il vantaggio sulla seconda della classe è tale da poter gestire tutto con disinvoltura facendo leva sullo spessore della rosa e sulla spinta di una tifoseria che merita di calcare palcoscenici di un certo livello. Aver fatto il vuoto su Perugia, Pescara ed Entella è il principale merito dei romagnoli, capaci di scrollarsi da dosso le scorie di quella semifinale di giugno che mentalmente ha pesato per tutto l'arco del ritiro estivo.
Nel raggruppamento C la Juve Stabia, dopo qualche fisiologica battuta a vuoto, ha ripreso a volare anche grazie a un acquisto azzeccato come Adorante. L'Avellino e il Benevento hanno ancora chance di rimonta, occhio al Picerno che da tempo regge a certi livelli e non può essere più etichettato come rivelazione o sorpresa. Solo applausi per Longo, la dirigenza e i suoi ragazzi: una favola del genere meriterebbe i titoloni dei giornali nazionali.
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