Il fatto della settimana - Cambio di proprietà, anzi no. La cessione fantasma della Turris
Sembrava tutto fatto per il passaggio di proprietà della Turris, con tanto di foto per immortalare l'accordo raggiunto, invece nel giro di 24 ore la cessione è evaporata tra lo sconcerto dei tifosi corallini accorsi al Liguori per chiedere spiegazioni. L'incredibile vicenda parte dall'annuncio arrivato a inizio settimana del trasferimento delle quote di maggioranza dalle mani di Antonio Colantonio a quelle di Francesco Guardascione, imprenditore impegnato nel settore alberghiero e della ristorazione. Peccato che all'indomani sia arrivata la brusca retromarcia da parte del presidente uscente con la compravendita affidata ora agli avvocati.
Guardascione sostiene di aver regolarmente ottemperato ai versamenti richiesti per rilevare il club, con due diversi bonifici da 350mila e 850mila euro, ma Colantonio non è di questo avviso sostenendo di non aver ricevuto niente sui conti societari e così tutto è saltato lasciando sgomenti gli appassionati sostenitori della squadra, impelagata in piena zona retrocessione nel girone C, perlopiù a poche ore dalla chiusura della sessione invernale di calciomercato che doveva regalare quei rinforzi necessari per il mantenimento della categoria. Sul gong sono arrivati profili di esperienza come quelli di Ricci, Siega e Casarini, ma la sconfitta rimediata venerdì sera sul campo del Picerno ha confermato che la strada verso la salvezza rimane in salita.
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