Il Catania fa sul serio: non vorrei essere Lucarelli. Supercoppa vs Serie C: a me Riyadh fa cagare
In questo giovedì di metà gennaio sono due i temi che mi vengono in mente come importanti volendo parlare di pallone. Uno più direttamente legato alla Serie C, mentre l’altro solo di rimbalzo.
Il primo è, ovviamente, legato al calciomercato che imperversa anche in terza serie. In particolare, però, c’è una squadra che ha catturato la mia attenzione: il Catania di Ross Pelligra e Cristiano Lucarelli. Nonostante i 16 punti di distacco dalla Juve Stabia prima in classifica, il club enteo ha portato avanti un mercato trasferimenti votato a rivedere profondamente il collettivo rendendolo più aderente al tecnico toscano subentrato a fine 2023. Mandando un chiaro messaggio al resto del Girone C: noi ci crediamo. Probabilmente più al rientrare prepotentemente in corsa per la zona playoff (distante poche lunghezze) che per la promozione diretta, ma alla fine poco importa. Welbeck, Celli, Costantino, Cianci, Kontek, Peralta, Monaco e Sturaro sono elementi che uniscono la conoscenza della categoria ad un’esperienza alle spalle di altissimo livello (in particolare l’ex centrocampista della Juve e del Genoa), con il chiaro intento di dare nuova benzina ad un progetto che in estate era partito con grandi entusiasmi, ma che poi col passare delle settimane si era sgonfiato come un palloncino al sole. La curiosità di vedere cosa riuscirà a fare l’ex tecnico della Ternana è davvero molto alta. Anche perché l’impressione è che gli arrivi non siano ancora terminati. E a quel punto non vorrei essere davvero nei panni di Lucarelli...
Dal mercato passiamo, poi, al campo. Al calcio giocato. Ma non quello di Serie C, bensì quello della Supercoppa italiana che si sta disputando proprio in questi giorni in Arabia Saudita. La prima semifinale ha visto il tanto bistrattato Napoli di Walter Mazzarri strapazzare una Fiorentina votata, come spesso nella sua storia al ‘vorrei ma non posso’. Quello che però mi ha catturato l’occhio è lo spettacolo sugli spalti. Nulla da dire sull’impianto, l’Al-Awaal Park di Riyadh è un gioiellino da 25mila posti, mentre un discorso diverso andrebbe fatto sul pubblico. L’interesse e la partecipazione degli avventori al match era pari a quella che i nipotini riservano solitamente alle partite di canasta o burraco dei nonni il sabato pomeriggio. Della serie: ok devo star qua e faccio pure finta che me ne freghi qualcosa.
Un mood tanto triste e misero che mi ha fatto pensare che, nonostante tutti i mille problemi di cui parliamo in continuazione, preferisco gli spalti semi inagibili degli stadi di Serie C a quelli visti in Arabia Saudita. Gli impianti di Lega Pro saranno di un’altra epoca (sarebbe meglio dire che fanno schifo ma hai visto mai che qualche Sovrintendenza alle Belle Arti se ne abbia a male…) e non sono adatti alle necessità moderne, ma quanto meno hanno un’anima. A Riyadh c’erano solo i soldi.
Dunque… Mantova, Castellammare di Stabia, Cesena, Sassari, Padova, Caserta etc battono 10-0 Riyadh. Sfido chiunque a smentirmi.
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