Il commissario Tommaso Miele sceglie i titoli di coda. Presidenti padroni del loro destino. Occasione da non gettare alle ortiche. Collegio di Garanzia, tutto in una bolla di sapone
Lega Pro alla resa di conti. Il futuro è, finalmente, alle porte. Le pubbliche esternazioni, alla televisione di stato, del commissario Miele hanno aperto uno squarcio, positivo, sul futuro prossimo. Saranno rispettati i termini del mandato conferitogli, ha asserito il magistrato amministrativo. Salve, sempre a sua detta, piccole difficoltà tecniche che dovessero insorgere e che dovessero intralciare quel percorso, da concludere entro il prossimo 31 ottobre.
Miele, da buon magistrato amministrativo, sa, comunque, come ovviare a questa remota, ultima, ipotesi.
E’ sufficiente redigere, in maniera adeguata, il crono programma degli appuntamenti. Privilegiando, tra le azioni da assolvere. In primis la convocazione, entro la seconda decade di ottobre, dell’assemblea per l’approvazione di “quel” benedetto bilancio di due stagioni orsono.
Rappresenterebbe l’atto propedeutico per arrivare, entro al fine dello stesso mese, alla votazione, in assemblea, per l’elezione della nuova governance. Una necessità ormai improcrastinabile per “costruire” il migliore futuro della categoria.
Sarebbe un ottimo successo per la gestione commissariale. Il plauso dovuto a Tommaso Miele ed ai suoi due vice, per la valida prestazione professionale, assolta in maniera certosina. Vero come è vero, come asserito dallo stesso commissario, di essere stato costretto a rinunciare alle proprie ferie, in quanto impegnato, in un improbo lavoro di cesello, per risolvere le delicate problematiche della lega Pro, riscontrate già all’ atto del suo insediamento.
Avvalorando, di conseguenza, che il malcontento, precedentemente esternato dalla maggioranza dei presidenti, era basato su sani principi e su una altrettanto sana causale di buoni fondamenti.
Il futuro della Lega Pro, lo abbiamo asserito da sempre, deve essere affidato ai presidenti. I quali debbono sapersi riappropriare di quanto gli appartiene. Con una gestione univoca. Scegliendo di essere rappresentati da un manager qualificato ed esperto. Cavalcando un progetto che, nell’arco di un paio di stagioni, restituisca credibilità.
Che in un paio di stagioni, avvalendosi di “intellighenzie”, appropriate, sappia idoneamente interagire con i poteri forti del sistema calcio. Spendendosi in un progetto credibile. Capace di produrre le risorse economiche indispensabili per una valida, apprezzata, salutare gestione finanziaria ed agonistica della categoria.
Aprire, quanto prima, un tavolo di concertazione ed aprire al dialogo con la massima serie è divenuto improcrastinabile. Proprio da questo presupposto nasce la necessità di accelerare i tempi per l’insediamento della nuova governance.
Un consiglio è doveroso: sotterrare l’ascia di guerra. La categoria annovera, tra le proprie fila, la presenza di imprenditori di prestigio la cui esperienza sarà senza dubbio utile alla causa. Basta farsi la “guerra”. E’ indispensabile mettere a confronto le idee di ognuno e, da ognuno, essere capaci di attingere il meglio.
In questa ottica, ci si sta già attivando. Con la speranza che lo spirito di contraddizione insito nell’umano non abbia a far patire, nelle decisioni, tutta la categoria.
Nulla di fatto al Collegio di Garanzia. Tutti pendevano dalle decisioni che il Coni avrebbe assunto nella seduta del 23 settembre. Sostanzialmente, nella realtà, come nulla fosse accaduto. Tutte le Società istanti hanno rinunciato alle avanzate richieste cautelari. Lo stesso Collegio, in seduta unificata, non ha poi dato corso alla decisione, precedentemente assunta dal suo presidente, in relazione al ricorso presentato dal Forlì ed alla sospensione delle gare del Teramo, del Savona e della stessa Società romagnola. In buona sostanza Abruzzesi e liguri rimangono in Lega Pro. Forlì tra i dilettanti. Tutte torneranno a giocare nelle categorie di appartenenza. Probabilmente sin da domenica. Format quindi bloccato a 54 squadre. Tradendo le aspettative di tanti.
Dopo una estate devastante. Può finalmente tirare il fiato il Teramo. Gli abruzzesi, grazie alla splendida linea difensiva posta in essere da Eduardo Chiacchio sono riusciti a mantenere la categoria professionistica. Alle falde del Gran sasso ci si prepara a discutere per la restituzione, almeno parziale, di quei sei punti di penalizzazione, che impongono a Vivarini ed ai suoi ragazzi una partenza ad handicap in Lega Pro.
Nel merito, appunto, si dovrà discutere in un prossimo futuro. Quando? Probabilmente tra più di un mese. Verosimilmente sarà una diatriba virtuale. Si, perché a quell’altezza e con i campionati in corso da diverse giornate, sarà impossibile, per qualsiasi giudice, porre in essere qualsiasi ulteriore stravolgimento. A favore o a scapito di chiunque.
Da domenica, nel frattempo, tornano tutti in campo. Potrà sembrare strano, ma è vero.
E nell’ Italia che va…a ramengo vi pare poco?
Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 7/2017 del 29/11/2017
Partita IVA 01488100510 - Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
Direttore Responsabile: Ivan Cardia
© 2026 tuttoc.com - Tutti i diritti riservati
