IL DUBBIO VA IN SCENA A BARI. UN BIVIO PUO' CAMBIARE TUTTO. DA CASERTA UN INDIZIO DAL PASSATO PER UNA PARTITA A DADI SENZA CERTEZZE

20.09.2019 00:00 di Luca Bargellini Twitter:    Vedi letture
IL DUBBIO VA IN SCENA A BARI. UN BIVIO PUO' CAMBIARE TUTTO. DA CASERTA UN INDIZIO DAL PASSATO PER UNA PARTITA A DADI SENZA CERTEZZE

"Ancora Tu ma non dovevamo vederci più" cantava Lucio Battisti nel lontano 1976. Ebbene sì, ancora io anche se non più in veste di direttore. L'incombenza è passata sulle spalle del collega Cardia e così l'ex di turno, ovvero il sottoscritto, si è ritagliato un piccolo spazio personale dove poter continuare a parlare, ad analizzare e a cercare di capire la Lega Pro.

Così, iniziando a pensare a quale potesse essere il tema giusto da affrontare in questo spazio, con una nuova veste indosso, mi sono accorto che ogni tipo di ragionamento finiva per cadere sul Bari. Da una parte mi sono chiesto come si possa mettere in dubbio un progetto tecnico che ha visto l'arrivo di 19 nuovi giocatori dopo appena quattro partite di campionato, due delle quali vinte. Al tempo stesso, però, ho provato a ribaltare la prospettiva attorno ad un collettivo a cui è stata espressamente chiesta la Serie B. Non a parole, ma con i fatti. Perché se prendi Antenucci e Costa dalla SPAL, Frattali e Scavone dal Parma, più Kupisz dall'Ascoli, Ferrari dal Genoa via Piacenza e poi Sabbione, Bianco, Schiavone e un talento come Folorunsho non servono le parole.

Ecco dunque il dubbio, il dilemma. Giusto avere pazienza, dare altro tempo a mister Cornacchini (facciamo nome e cognome perché tanto è sempre il tecnico che paga, giusto o sbagliato che sia) per lavorare e portare avanti le proprie idee oppure no? Meglio cambiare subito, al primo sentore di qualcosa che non va?

Risposta non facile da trovare. La storia, però, ha il vizio di ripetersi, sia nel bene che nel male. Per questo motivo quanto visto a Caserta lo scorso anno può tornare utile per analizzare il presente in casa dei Galletti. 

L'estate 2018 per i campani portò grandi novità. Alla rosa di Gaetano Fontana si aggiunsero nel corso delle settimane giocatori come Castaldo e D'Angelo, reduci dal fallimento dell'Avellino, Zito ex della Salernitana, Vacca in prestito dal Parma e un elemento di grandissima esperienza e qualità come Floro Flores. In sintesi un mercato sontuoso, merito sia della proprietà che del lavoro di un ds preparato come Nello Martone.
Tutto sembrava pronto per una stagione di altissimo livello da parte dei rossoblu. La squadra c'era, seppur con qualche piccola falla, l'entusiasmo anche così come la voglia di sognare. Eppure la realtà fu ben diversa. Così diversa che a novembre la dirigenza fu costretta ad intervenire salutando Fontana e affidando la squadra a Nello Di Costanzo. La motivazione? La scintilla non c'era stata. La squadra non decollava e il rischio di buttare alle ortiche un'intera stagione era davvero serio. Una stagione che, poi, non è comunque andata secondo le aspettative. Il nono posto al termine della stagione regolare e la partecipazione successiva ai playoff sono state il massimo per una squadra e un club che avevano puntato al sole per poi non riuscire a raggiungerlo.

Per il Bari ad oggi si prospetta una situazione molto simile. Andare avanti com un tecnico e un'idea avallata sulla base di una stagione trionfale come quella scorsa o cedere alla paura di fallire e cambiare tutto senza avere comunque alcuna certezza?
Cornacchini finora ha sempre avuto l'appoggio del club di Luigi De Laurentiis, un feeling fondamentale anche per la vittoria del campionato di Serie D. E non si può dimenticare come non sia assolutamente scontato che calciatori di Serie B o A trasferiti in una realtà particolare come quella della terza serie siano inesorabilmente dei fattori. Le pressioni non mancano, le alternative sul mercato (vedi Castori che proprio su queste pagine è stato rilanciato con forza) anche.

Il dubbio, il dilemma rimane comunque nell'aria. Una partita a dadi senza certezze.