Il fatto della settimana - Alessandria, una telenovela infinita: l'ex presidente grigio si rifà vivo ma trova un muro. L'attuale proprietà: "Mai più Enea Benedetto!"

11.02.2024 00:00 di Valeria Debbia Twitter:    vedi letture
Il fatto della settimana - Alessandria, una telenovela infinita: l'ex presidente grigio si rifà vivo ma trova un muro. L'attuale proprietà: "Mai più Enea Benedetto!"
TMW/TuttoC.com
© foto di Paolo Baratto/Grigionline.com

Ennesima settimana sotto i riflettori per l'Alessandria: del club grigio aveva già parlato il nostro Nicolò Schira nel suo editoriale di metà settimana, evidenziando già in quella sede del fatto che si parlasse di un ritorno di Enea Benedetto, attraverso le dichiarazioni del diretto interessato. Ed infatti l'ex presidente dei grigi proprio in quei giorni aveva rilanciato un messaggio social in questi termini: "Sono tornato ad Alessandria, dopo due mesi, un velo di emozione mista a rabbia, stiamo seriamente valutando di riprendere in mano la situazione con un pool di imprenditori e persone che amano profondamente il club... di cui ho ancora la responsabilità morale, legale e sportiva". Contattato telefonicamente, aveva poi riportato l'agenzia ANSA, Benedetto aveva precisato che "non avendo adempiuto alle obbligazioni sottostanti al passaggio di quote, la società torna di fatto al precedente proprietario. Purtroppo i danni sono inestimabili". Nelle intenzioni di Benedetto ci sarebbe stato il coinvolgimento di Flavio Tonetto (imprenditore con importanti trascorsi nel mondo calcistico ed ex presidente del Derthona) "e altri che conosciamo entrambi". Tra di essi Michele Padovano, cui sembrava dovesse essere proposto il ruolo di direttore generale.

I due hanno però smentito: “Conosco Benedetto, ma non ho mai lavorato con lui e non sono mai stato contattato - ha spiegato l’ex attaccante al microfoni di RadioGold. - Ho fatto calcio ad alti livelli e le cose prima si fanno e poi si dicono. Il signor Benedetto parla di me senza avermi coinvolto, una vicenda assurda che si commenta da sola”. “L’ex presidente mi ha contattato ma ho subito stoppato ogni possibile discorso - ha invece sottolineato Tonetto sempre all'emittente alessandrina. - Non farei mai nulla contro l’attuale proprietà che ha conosciuto la piazza alessandrina anche grazie a me. Da novembre abbiamo preferito non continuare la nostra collaborazione per visioni diverse ma apprezzo quello che stanno facendo. Conosco anche molte figure all’interno del consiglio di amministrazione”. 

Esternazioni, quelle di Benedetto, che non sono andate giù alla attuale proprietà mandrogna, che - tra l'altro - è stata aspramente criticata dalla tifoseria con alcuni striscioni affissi nei pressi dell'ingresso dello stadio 'Moccagatta' ed indirizzati al direttore generale Giulio Maione e al direttore operativo Filippo Marra Cutrupi (tra cui "Ladri, truffatori e accattoni. Avete solo debiti e parlate di milioni. Fuori dai Coglioni!" e "Maione: svizzero? No.... Pulito!! Marra Cutrupi inutile servo"). 

Come accennato la società alessandrina ha risposto all'ex presidente grigio con un ulteriore comunicato in cui è stato evidenziato che il 20 novembre lo stesso Benedetto aveva ceduto l’Alessandria al prezzo simbolico di un euro all'attuale proprietà, che non può per questo risultare inadempiente e che null’altro gli è dovuto “a meno che non lamenti il mancato versamento di un euro, che se ci dà gli estremi gli paghiamo subito con bonifico“. 

Rilevate inoltre “numerosissime anomalie nella gestione della società U.S. Alessandria Calcio 1912 S.r.l. da parte del signor Enea Benedetto”. Tra queste lo stesso viene accusato di “licenziamenti di dipendenti senza le giuste procedure, con la conseguente impugnazione da parte di quest’ultimi e, in forza dei vizi formali di cui i licenziamenti sono affetti, chiedono risarcimenti rilevanti alla società. La società è stata indebitata con crediti fiscali “inesistenti” provenienti da due società una delle quali da anni non depositava il bilancio e altra che invece di crediti, vantava a bilancio debiti con il Fisco“.

Chiusura quindi totale verso una ipotetica cessione nelle sue mani perché “sono state investite somme ingenti per risollevare l’U.S. Alessandria Calcio 1912 Srl, dai gravi problemi in cui la gestione di Enea Benedetto l’aveva posta”, ma poi anche perché “non si intende riconsegnare la società di calcio storica della città in mano a chi in poco tempo l’ha ridotta in stato di grave difficoltà economica e gestionale“.

Alla luce di tutto questo è partita “un’azione sociale di responsabilità nei confronti di Enea Benedetto in ragione di quelle evidenziate e di altre condotte che si stanno analizzando, non ultimo la falsificazione di contratti di giocatori, mai tesserati per l’Alessandria calcio, che non hanno nessun collegamento, ma che risultano essere titolari di contratti palesemente falsi a vista d’occhio“. A questo si aggiunge la possibilità di azioni legali dopo le dichiarazioni mediatiche rilasciate da Benedetto: "intese a destabilizzare ulteriormente la società in questo difficile momento".

Da evidenziare, infine, la specifica sul CdA, perché una visura camerale fatta al 6 febbraio indicava ancora la composizione con Benedetto presidente, Willi Rubba vice e Andrea Molinaro amministratore, nonostante siano passati più di due mesi dal cambio (e il termine per effettuarlo è 30 giorni): “Siamo in attesa della visura dalla CCIA, che attesti l'insediamento avventuo il 6 dicembre 2023“ segnala la nota del club. 

Intanto la squadra - andata persino in ritiro per preparare la sfida salvezza in casa della Pro Sesto - ha invece visto il match rinviato a causa dell'impraticabilità di campo dello stadio 'Breda', data la pioggia battente caduta su Sesto San Giovanni per moltissime ore prima del fischio d'inizio.