Il fatto della settimana - Dopo la dolorosa dipartita di Biasin quale futuro per la Triestina?

12.06.2022 00:00 di Valeria Debbia Twitter:    vedi letture
Il fatto della settimana - Dopo la dolorosa dipartita di Biasin quale futuro per la Triestina?
TMW/TuttoC.com
© foto di Federico Gaetano

Lunedì 16 maggio è stata la data più dolorosa per la Triestina: un incidente stradale a Nord di Melbourne ha spezzato la vita del patron Mario Biasin. Una dipartita improvvisa che - oltre a far piombare nella disperazione una intera famiglia - ha avuto ripercussioni importantissime sulla vita stessa della società rossoalabardata. 

Ed è proprio a tre settimane dalla scomparsa, con l'approssimarsi del 22 giugno (data di scadenza delle iscrizioni al prossimo campionato di Serie C), che è deflagrata la notizia delle difficoltà oggettive della Triestina a rispettare detta scadenza: l'amministratore unico Mauro Milanese è tornato dall’Australia con le rassicurazioni da parte della famiglia Biasin di voler garantire la continuità aziendale.Però servono non meno di due mesi per concludere l’iter formale della successione del patrimonio intestato al capostipite. E questo impasse riguarda anche la Met 511 che è proprietaria della società giuliana. Il mantenimento del titolo sportivo è decisivo per la continuità aziendale anche se dovesse essere sostenuta o venduta ad altri soggetti. Lo snodo è trovare, con una soluzione ponte, i denari per soddisfare gli adempimenti richiesti dalle normative senza poter contare sulla liquidità derivante dalla disponibilità del patrimonio di Biasin.

Martedì, alla vigilia della conferenza stampa ufficiale, lo stesso Milanese ha cominciato a spiegare quali fossero le criticità, dalle colonne de Il Piccolo: "La situazione è grave e problematica. Inutile nascondere la realtà e fare promesse ai nostri tifosi. Servono 1,2 milioni per assolvere ai debiti con i tesserati. Le società in capo a Mario non possono operare e quindi bisogna fare fronte con una strategia alternativa. Io personalmente e anche la famiglia daremo il massimo apporto possibile. Ma ci vuole tempo anche per liberare liquidità personali. Io sto attivando tutti i miei contatti e i figli di Biasin stanno facendo lo stesso in Australia". Sul tavolo anche l’ipotesi della vendita: "Ma deve essere un soggetto serio con un progetto che porti avanti quello intrapreso in questi anni con gli investimenti di Mario. Se un gruppo è veramente interessato potrebbe anticipare quanto serve per l’iscrizione sotto forma di sponsorizzazione e poi si potrebbe detrarre la somma dal costo finale dell’operazione. Un’operazione fatta ovviamente con precise garanzie. Con la scadenza del 22 o giù di lì i tempi per la due diligence non ci sono. La priorità per noi ma anche per un eventuale acquirente è conservare il titolo sportivo". 

Mercoledì, nel corso della conferenza stampa, ha quindi ribadito: "La vendita è una delle strade che stiamo percorrendo, io in Italia e la famiglia Biasin in Australia. Ho sentito tante chiacchiere fino a questo momento, ma mi sembra strano che su 200mila persone nessuno possa mandare avanti la Triestina. I conti correnti sono bloccati, i bonifici esteri non possono essere fatti, i beni sono bloccati in attesa della successione. Metricon ha 10mila dipendenti e stipendi da pagare a fine mese, ma in questo caso è intervenuto il Governo australiano, posticipando di sei mesi la questione. Anche la vendita a persone serie è aperta, chiaramente con la priorità di avere la squadra iscritta al prossimo campionato. Avere soldi liquidi in questo momento è un grosso problema. Inps e Irpef sono state dilazionate dopo il periodo Covid e questo vale per tutti i club. Abbiamo bisogno di un singolo, di un gruppo, di una famiglia, di un’amministrazione comunale che si faccia carico di iscrivere la squadra in Serie C. Il Comune mi ha detto che ci sono due cordate interessate alla Triestina, non ha voluto dirmi i nomi, ma ci sono dei tempi strettissimi per andare. Non credo che siano di Trieste, non ci sono mai state in questi anni. Spero che almeno una si concretizzi. Siamo sempre stati trasparenti, siamo disposti di detrarre qualche debito che non pensavamo di avere. A parole ci sono degli interessi, ma poi bisogna passare ai fatti”.

Ora - sempre come riportano i colleghi de Il Piccolo - la carta che si sta giocando l'au Milanese è il contatto diretto con l’ufficio legale della Figc per illustrare la situazione e chiedere lumi, con la presentazione di una memoria scritta proprio per illustrare la straordinarietà della situazione di una società sportiva costretta a fronteggiare l’improvvisa scomparsa del suo unico proprietario. Il “lodo” iscrizione - scrive il quotidiano triestino - nella straordinarietà di un evento imprevedibile richiederebbe un intervento straordinario della Figc e degli organi preposti (anche solo con una proroga dei tempi). C’è da augurarsi che una risposta (positiva o negativa) arrivi nei prossimi giorni perché abbia un senso anche il pur disperato tentativo di raccogliere il milione e passa o di trovare un compratore.