Il fatto della settimana - Si torna a parlare di riforma. Ma solo da Ghirelli proposte concrete

05.09.2021 00:00 di Valeria Debbia Twitter:    vedi letture
Gravina e Ghirelli
TMW/TuttoC.com
Gravina e Ghirelli
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport

Nei giorni scorsi la riforma dei campionati è tornata alla ribalta. Il presidente della Figc Gabriele Gravina e il presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli hanno ripreso l'argomento ai microfoni 'Radio anch'io Sport' su Rai Radio 1, nella speranza che dopo le parole si possa arrivare ai fatti concreti.

Il primo ha evidenziato: "Il calcio italiano ha bisogno di un progetto di riforma che non è più procrastinabile, una riforma strutturale che non si riferisce solo ai campionati. Parliamo di una rivoluzione di sistema e culturale che riguarda la A, la B, la Lega Pro e i dilettanti. E su questo stiamo lavorando: vi garantisco che c'è un progetto pronto. Se la nostra classe dirigente, e mi riferisco al mio consiglio federale, sarà in grado di assumersi responsabilità appellandosi al proprio senso di responsabilità, a decisioni ferme, convinte, bene. Altrimenti saranno le società, attraverso una mia convocazione di un'assemblea straordinaria, a portare avanti il progetto". Assemblea straordinaria che dovrebbe essere convocata entro dicembre. "Stiamo cercando di dare in maniera decisa più sostenibilità e stabilità al sistema. È un argomento molto complesso che richiede molto tempo in termine di analisi. Dobbiamo agire subito sulla riforma dei campionati professionistici con la definizione di un format più sostenibile sia a livello sportivo che economico", 

Il secondo ha una posizione chiara: "Contano i fatti. La mia Lega, qualche mese fa, in una riunione di consiglio direttivo, ha consegnato nelle mani del presidente Gravina la delega per le riforme. Se lo avessero fatto tutti, oggi saremmo molto avanti. Nel corso delle riunioni dei presidenti delle componenti e/o le riunioni di consiglio federale la mia posizione è stata di piena sintonia con il presidente federale. Negli ultimi giorni di fronte al silenzio ho rilanciato la riforma con la proposta di non fare ripescaggi e riammissioni. C'è qualcuno che ha fatto altre proposte su se stesso? La riforma non può pensarsi se non di sistema: deve riguardare la serie A, B, C e D. Se qualcuno (non certo Gravina) pensa che la riforma riguarda i tagli sulla C, fa una operazione di falsa riforma che non serve al calcio italiano. La riforma deve essere profonda e deve acquisire la sostenibilità economica, bisogna ridiscutere della ripartizione attuale della legge Melandri, bisogna affrontare il tema della flessibilità dei contratti".

L'atmosfera è già calda. Lo scontro - con le altre Leghe - appare inevitabile. E Gravina dovrà essere davvero bravo per riuscire a portare in fondo la riforma: d'altronde finora nessuno ci è riuscito.