IL PROTAGONISTA DELLA SETTIMANA - IL J'ACCUSE DI CORRADO

16.12.2018 00:00 di Marco Pieracci  articolo letto 1078 volte
Giuseppe Corrado
Giuseppe Corrado

Uno sfogo durissimo, con toni accesi, come mai era accaduto in passato. Giuseppe Corrado è stato un fiume in piena martedì in quella che era stata annunciata come una conferenza stampa ed invece è stato un lungo monologo del presidente del Pisa, che ha preferito non rispondere alle domande dei giornalisti presenti in sala stampa, esponendo le proprie ragioni in assenza di contraddittorio. Scelta legittima, ma abbastanza discutibile dal punto di vista comunicativo ed eticamente poco corretta da parte di chi finora ha sempre brillato per eleganza e cordialità. Qualità rare nel mondo del calcio.

"Mi spiace ma dopo sedici mesi ci stiamo scocciando, stiamo perdendo l'entusiasmo, la pazienza, ma non la determinazione. Quella non la perderemo mai. Abbiamo lavorato in maniera rigorosa per costruire una società che partisse da una base forte. Volevamo e vogliamo arrivare alle vittorie in una maniera sana, virtuosa, non per le vie brevi che portano ai fallimenti. Non vogliamo vincere per morire, ma vincere per continuare, però abbiamo dovuto assistere a continue aggressioni mediatiche da parte di qualche anima nera e imbroglione che non ama la squadra. E' più facile criticare l'inesperienza che gli errori arbitrali. Queste cose abbiamo bisogno che siano rimarcate. Necessitiamo anche delle critiche, ma quelle oggettive e costruttive. E soprattutto vere, non create ad arte. C'è chi poi pontifica tramite nickname con profili falsi a cui risponderemo con le querele. Finora abbiamo incassato, trascurando ingiurie ed insulti, che non ci preoccupano perchè siamo sicuri dei nostri mezzi, ma quando questo danneggia e toglie certezze alla squadra allora interveniamo. Da adesso in avanti non risponderemo più e non rilasceremo dichiarazioni, ci difenderemo e basta".

Una presa di posizione forte, in parte anche condivisibile, ma che potrebbe rivelarsi un clamoroso autogol, creando una spaccatura con l'ambiente e la città, sempre più divisa fra pro e contro. Nessuno disconosce alla proprietà nerazzurra il merito di aver salvato la squadra quando era ormai a un passo dal fallimento e di non aver lesinato investimenti in questi due anni di gestione sportiva, nei quali tuttavia molte scelte non si sono rivelate azzeccate. E attaccarsi agli errori arbitrali, che comunque sono sotto gli occhi di tutti, è sembrato un segno di debolezza. Difficile ad esempio immaginare che la gara con la Carrarese, la peggiore in assoluto della stagione, sia stata decisa da un episodio, quando la superiorità degli avversari è apparsa così evidente.  Corrado ha parlato di anime nere, che forse ci sono davvero e tramano nell'ombra, ma l'errore è stato quello di non fare nomi e cognomi e la decisione di non far parlare più i tesserati, se non chi ha in essere accordi commerciali, è sembrata più una ripicca. Perchè penalizzare tutti per il comportamento di poche mele marce? E soprattutto è giusto dare così tanta attenzione a voci incontrollate diffuse sui social? In fondo così si rischia solo di alimentarle.