Impressioni di settembre: Catanzaro e Crotone fanno sul serio. Riparte il valzer delle panchine: poca pazienza o scarsa visione?

13.09.2022 00:00 di Marco Pieracci Twitter:    vedi letture
Impressioni di settembre: Catanzaro e Crotone fanno sul serio. Riparte il valzer delle panchine: poca pazienza o scarsa visione?

Gli ombrelloni in molte spiagge della penisola sono ancora aperti, il clima là fuori da torrido è diventato finalmente sopportabile e il rischio di incappare in giudizi affrettati è concreto visto che siamo soltanto all’alba di una stagione massacrante: due giornate non possono essere un campione attendibile per dare delle sentenze passibili di essere smentite dai fatti ma abbastanza per ricavare le prime impressioni. La costante rispetto alle scorse stagioni purtroppo è la poca pazienza delle società o se preferite la scarsa visione perché il discrimine tra errori in sede di programmazione e successivo pentimento con annesso esonero è spesso labile. C’è chi si è portato avanti col lavoro cambiando addirittura prima del calcio d’inizio come Turris e Novara, peraltro capolista solitaria del girone A, e chi vi ha provveduto in corso d’opera aspettando giusto un paio di uscite. È il caso del Taranto che dopo la sconfitta contro il Catanzaro ha deciso di correre ai ripari dando il benservito a mister Di Costanzo e al direttore sportivo Dionisio rivoluzionando l’intero staff tecnico. Sulla costa ionica torna a distanza di un ventennio Ezio Capuano, uno che la Serie C la conosce come le sue tasche e in un ambiente del genere può esaltarsi mentre dietro la scrivania arriva un altro ex come Luca Evangelisti. Il presidente Giove parla di scelta dolorosa e di questo non dubitiamo anche se le tempistiche del doppio avvicendamento lasciano un po’ di perplessità considerando anche il valore dell’avversario affrontato domenica. In Calabria facciano tutti gli scongiuri del caso ma Catanzaro e Crotone in questo momento sembrano una spanna sopra la concorrenza, non tanto per i sei punti in due partite quanto per il modo autoritario col quale sono arrivati, tralasciando la ricchezza delle rose di cui dispongono. Il Pescara avanza la candidatura come terza incomoda e lo scontro diretto di mercoledì sarà il primo vero banco di prova per testarne la tenuta. La delusione per il momento si chiama Avellino, al quale va concesso comunque un po’ di tempo considerando i tanti cambiamenti: difficile trattandosi di una piazza passionale che si è stufata di aspettare. Nel girone centrale almeno apparentemente l’equilibrio è maggiore e le difficoltà iniziali della Reggiana confermano questa teoria. La più convincente tra le big con legittime ambizioni di promozione finora è la Virtus Entella ma tutto va tarato col valore non proprio indicativo di Torres e Alessandria, uniche formazioni ancora al palo. Più a nord, un po' a sorpresa, il Padova si è aggiudicato il derby veneto col Vicenza, sovvertendo il pronostico. Del resto la storia di questo campionato ci insegna che di scontato non c’è niente.