La decisione di Tavecchio è illegittima! Società al contrattacco. Chiedono tre sole retrocessioni. Calciatori, allenatori ed arbitri si schierino…
Fosse un film avrei l’imbarazzo sul come titolarlo. Potrei usare “La rivolta dei Presidenti” o meglio ancora “Il risveglio dei presidenti”.
Si perché, ispirati dalle capacità di intuitive e dalla preparazione professionale di Cesare Di Cintio, Domenico Scorsetti (presidente della Pro Piacenza) e Fulvio Collovati ( per l’Aurora Pro Patria), hanno affidato al giovane legale lombardo il loro mandato, a tutela degli interessi delle Società rappresentate. Fossi nei panni di tutti gli altri presidenti mi preoccuperei di creare immediata aggregazione. Nell’ interesse comune.
La Federcalcio è stata chiamata in causa, in relazione alla delibera, univoca, del suo presidente, pubblicata il 4 settembre 2015 con comunicato ufficiale 131/A che individua i criteri di retrocessione per il Campionato di Lega Pro, divisione unica, per la stagione sportiva 2015/16.
Nello specifico cosa è accaduto.
Lo scorso 3 settembre, il Collegio Di Garanzia dello Sport (sezioni unite) emetteva una ordinanza con la quale rigettava sia l’istanza cautelare invocata, che il provvedimento di merito. Motivando la sua decisione sul presupposto che: “l’organico attuale del campionato di Lega Pro non risulta essere l’effetto di una indelebile, autoritaria riduzione con provvedimento federale, ma rappresenta la presa d’atto che soltanto le squadre con i requisiti erano ascrivibili ed il numero delle stesse non raggiunse le sessanta unità”.
Il 4 settembre scorso, Carlo Tavecchio, in nome e per conto della Figc, dopo aver atteso la pronuncia del Collegio, facendo leva sulle argomentazioni svolte dall’organo giudicante, ha modificato l’organico del campionato di Lega Pro ed i criteri di retrocessione alla categoria inferiore.
In buona sostanza. La Federcalcio sostiene che la riduzione dell’organico non si è verificata di diritto, per modifica della norma, ma di fatto. Questo in quanto soltanto 54 erano le Società munite dei requisiti richiesti per ottenere la licenza nazionale. Il Collegio pur condividendo in parte, la tesi difensiva della Figc, precisa però che non è dipeso da “una indelebile, autoritaria riduzione con provvedimento federale”. In pratica il Coni prende atto, ma esclude che la riduzione sia dovuta ad un provvedimento legislativo della Federazione, destinato a modificare l’organico della Lega Pro.
Ciò vuol dire che Carlo Tavecchio ha assunto una decisione in contrasto con quanto sancito dall’articolo 49 delle Noif. Ciò vuol dire che il presidente federale vuol modificare l’ordinamento del campionato.
Ciò vuol dire che il “suo” provvedimento è totalmente illegittimo!
La decisione di cui sopra è in netto contrasto con l’ordinanza del Coni da lui stesso citata. Tavecchio, come si usa dire, ha “preso” la palla al balzo nel tentativo di portare la Lega Pro a 54 squadre. Definitivamente. In contrasto con tutti i dettati regolamentari.
E’ bene puntualizzare che il potere di incidere sull’ordinamento dei campionati compete esclusivamente al Consiglio federale. Il presidente può intervenire soltanto per “particolari ed urgenti motivi” quando i tempi ordinari rischino di rendere tardiva o inutile la decisione del Consiglio.
Nel caso specifico non ricorrono motivi di urgenza!
Solo per memoria umana è il caso di ricordare che l’articolo 49 delle norme (lega Pro con tre gironi da venti squadre ciascuno) non è stato riformato e che costituisce norma di rango superiore rispetto alla delibera presidenziale. In assenza di espresse modifiche, di quell’articolo delle Carte Federali (come venivano chiamante una volta) i criteri di retrocessione sono quelli indicati nello stesso e pertanto la delibera presidenziale dovrà essere annullata perché viola l’articolo 49 delle norme federali!
Il “succo” di quanto sopra sintetizzato?
Le retrocessioni alla categoria inferiore, nell’attuale campionato di Lega Pro, debbono essere ridotte soltanto a tre (non 9 come vuole imporre Tavecchio). Nel rispetto, più assoluto, delle regole della Federcalcio tutt’ora in vigore. L’organico, nella stagione 2016/17 dovrà essere ricondotto alle 60 (dico sessanta) unità. Senza sotterfugio alcuno.
La verifica si avrà, inevitabilmente, nel corso del prossimo Consiglio Federale
Scorsetti e Collovati, da apri pista, stanno offrendo alle associazioni di categoria ed ai loro colleghi (presidenti) una occasione d’oro. L’Associazione calciatori, quella degli allenatori e quella degli arbitri hanno una occasione irripetibile per scendere in campo e prendere posizione a tutela dei propri iscritti. Di quei posti di lavoro. Hanno l’opportunità di far valere tutti i loro diritti.
A quel tavolo ed in quel Consiglio le modifiche statutarie, è sempre bene evidenziarlo, possono essere approvate solo a raggiunta maggioranza di tre quarti dei voti.
In quella occasione anche il commissario Tommaso Miele dovrà esprimersi. Certamente né lui, né l’ex vicario alla presidenza, Archimede Pitrolo, potranno e vorranno schierarsi contro gli interessi della Lega Pro. Su quel “piatto” si decide infatti il futuro della terza serie. Sulla posizione dell’ altro consigliere Gabriele Gravina non si nutrono dubbi. In assoluto. Dovesse decidere di candidarsi alla presidenza, quello qui trattato, sarà, più che probabilmente un suo cavallo di battaglia, in favore della categoria.
Ai presidenti, a tutti i presidenti, non è certamente sfuggito che si è giunti ad una chiama determinante. Per cui è evidente che (usando una frase storica), mettersi insieme è un inizio, rimanere insieme è un progresso, lavorare insieme un successo.
Basta esserne convinti...tutti!
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