Lega Pro. Nulla è cambiato. Il 30 giugno se non passa il bilancio si va al commissariamento. Ancora molti i nodi da sciogliere. Compreso quel fondo perduto da 600 mila euro per essere ripescati

Lega Pro. Nulla è cambiato. Il 30 giugno se non passa il bilancio si va al commissariamento. Ancora molti i nodi da sciogliere. Compreso quel fondo perduto da 600 mila euro per essere ripescatiTMW/TuttoC.com
© foto di Sarah Furnari/TuttoLegaPro.com
sabato 6 giugno 2015, 10:40Il Punto
di Vittorio Galigani
Vittorio Galigani, esperto dirigente calcistico, già Direttore Sportivo oltre che Direttore Generale in numerosi club professionistici dalla Serie A alla ex Serie C. Editorialista per TuttoLegaPro.com

Alla fine arrivò anche il tanto sospirato direttivo del 4 giugno. Le malelingue sussurrano che nella mattinata, presso l’hotel Villa Medici si fossero riuniti (presente anche l’inibito Macalli) Pitrolo, Rizzo, Barilli, Baugartner, Di Cintio, Vavassori, Mattioli  ed altri. All’ ordine del giorno. Bilancio. Riforme. Situazione politica della Lega Pro.

Il direttivo, quello reale, (assente, questa volta, l’inibito Macalli) sarebbe poi slittato ben oltre le ore 15. 

In sintesi qui di seguito le decisioni assunte.

L’ Assemblea, quella benedetta, sospirata, assemblea, è stata riconvocata per il 30 giugno p.v. All’ ordine del giorno soltanto il bilancio, quello non approvato nello scorso mese di dicembre. Sarà ripresentato, molto probabilmente, senza alcuna modifica. Sarebbe veramente una provocazione per tutte le 69 Società aventi il diritto di voto.

Non hanno valutato, all’interno di quel direttivo, che correrebbero alcuni  obblighi secondo il Codice Civile, per modifiche nel frattempo intervenute. Esempi? Ghirelli ha vinto la causa di reintegro e sarebbe obbligatorio pagare sia lui che i suoi legali. Ci sarebbe anche la transazione della sede e qualche ulteriore situazione sul quale dirimere.

30 giugno 2015. Un giorno infelice quello fissato per la nuova Assemblea. L’ ultimo, per quanto concerne le iscrizioni ed anche l’ ultimo per l’approvazione del bilancio. 

La governance Macalli va a rischio. Si perché ove non passasse quella approvazione si spalancherebbero, probabilissime, le porte al commissariamento.

Il contrasto, all’interno, è forte. Una linea di pensiero, nel direttivo, starebbe portando avanti l’dea di far votare soltanto 60 Società e non le 69 aventi diritto. Una decisione assurda che porterebbe ad inficiare l’Assemblea stessa dove, contrariamente all’ impegno, personale, assunto dal presidente della Reggiana Barilli, non si discuterà di riforme. 

Certamente una non bella figura quella del dirigente emiliano.

Aria pesante quella che tira in Lega Pro. Indipendentemente dalla volontà dei presidenti. I quali, tutti, ambirebbero giustamente, a riappropriarsi della gestione di quanto nei loro diritti. Con un format rinnovato. Più produttivo e più remunerativo per tutta la categoria. I contrasti, all’interno del recente direttivo, sarebbero nati anche sulla entità e sulla corresponsione di alcune parcelle. Lo scontro dialettico avrebbe avuto, anche in questo caso, toni piuttosto accesi. L’armonia e la comunione d’intenti, indispensabili all’interno del sistema, sarebbero ormai un desiderio irrealizzabile. Una chimera smarrita da tempo.

Aria pesante a tutti i livelli. Dicevamo. Alimentata anche dal polverone che si sta alzando attorno alla situazione riguardante i ripescaggi. L’area “lotitiana” si batte per portare quel fondo perduto a 600mila euro (una pazzia). Il sistema sarebbe stato studiato per aggirare le riforme. Nessuno, infatti, accetterebbe tale decisione. Una imposizione considerata da tutti estremamente coercitiva. La riduzione degli organici sarebbe così scontata. Per auto eliminazione. Infatti, in un ambiente di per se stesso già in grande passivo, nessuno sarebbe tanto irresponsabile da gettare dalla finestra una cifra tanto consistente.

Irridente, a tal proposito, la battuta di qualcuno all’interno del direttivo di Lega Pro, che avrebbe azzardato: “deve fare calcio soltanto chi ha i soldi”. Bene!

Fosse vero, sarebbe il caso di iniziare a pensare, seriamente, di chiudere tutti bottega. Ma veramente!