Mourinho vs Javorcic, dove sta la verità? La Serie C al centro del dibattito

Mourinho vs Javorcic, dove sta la verità? La Serie C al centro del dibattito
martedì 15 febbraio 2022, 00:00Il Punto
di Marco Pieracci

Qual è il filo sottile che lega Josè Mourinho e Ivan Javorcic? Non la categoria, nè tantomeno la classifica visto che mentre il primo naviga a vista con la sua Roma, il secondo sta procedendo a vele spiegate verso la B. Intervistato da Tuttosport, il tecnico del Sudtirol ha evidenziato l’importanza della Serie C come bacino per il calcio italiano, puntando il dito contro il poco coraggio da parte dei club più importanti, attirati spesso da nomi stranieri più esotici e decisamente meno costosi. “In C ci sono tanti che meriterebbero migliori palcoscenici e che andrebbero visti dai grandi club. Ma è proprio questo il problema. Gatti l'anno scorso ha chiuso la stagione da miglior giocatore della Pro Patria e fra i migliori di tutta la C. Eppure, a fine stagione, Turotti si era trovato a vagliare solo due offerte per lui. Servirebbe un cambio di mentalità, che farebbe bene a tutto il movimento calcistico".

Concetto pienamente condivisibile, peraltro già approfondito su queste righe in un precedente editoriale. Ora direte voi, cosa c’entra con tutto questo l’uomo del triplete? Ai meno distratti non sarà sfuggita la sfuriata del portoghese dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia, per mano dell’Inter. Secondo l’indiscrezione del Corriere dello Sport negli spogliatoi si è scagliato verso i suoi giocatori rimproverandogli un atteggiamento troppo molle. E fin qui tutto nella norma. Nello sfogo però si è lasciato un po’ andare, chiamando in causa la Serie C come metro di paragone: "Il difetto più grande di un uomo è la mancanza di palle, di personalità. Avete paura di partite del genere? E allora andate a giocare in Serie C dove non troverete mai squadre con i campioni, stadi top, le presssioni del grande calcio".

Lungi da me gettare la croce su uno degli allenatori più carismatici e vincenti della storia del calcio, seppure in evidente fase calante come dimostrano i risultati deludenti degli ultimi cinque anni nei quali oggettivamente ha collezionato più esoneri (due) che tituli (zeru) possiamo però mettere la mano sul fuoco se si parla di onestà intellettuale. Difficile obiettare sul fatto che in Lega Pro ci siano campioni, se non potenziali, meno sugli stadi e le pressioni che in alcune piazze sono ben superiori ad altre di massima serie. Non staremo qui a fare l’esegesi del pensiero di Mou però forse, pur sbagliando la forma, e fa rumore perché parliamo del migliore in assoluto sul piano della dialettica, non è andato molto lontano dal dire il vero dipingendo tra le righe la C come un mondo meno sfarzoso ma in grado di dare lezioni sul piano dell’umiltà. E infatti non ci sono state levate di scudi da parte di chi questo mondo lo vive quotidianamente.

Dove sta allora la verità? Ha ragione Javorcic quando dice che dalla terza serie si può pescare con relativa tranquillità, visto che di giovani di qualità ce ne sono in abbondanza o Mourinho quando la mette in relazione con la mancanza di personalità della sua squadra? Per rispondere a questa domanda mi sono divertito a stilare una formazione fatta interamente di calciatori Under 23, provenienti o tuttora impegnati in Serie C: Gemello in porta, difesa a tre composta da Altare, Gatti e Canestrelli, Fagioli e Miretti in mezzo con Cambiaso e Parisi esterni. Zerbin dietro alle due punte, Lucca e Moro. Siamo proprio sicuri che qualcuno di questi non farebbe comodo anche allo Special One?