PER SALVARE UNA STAGIONE FALSATA SI RISCHIA DI ROVINARE LA PROSSIMA. L'ALLARME È LANCIATO, MA LE SOLUZIONI LATITANO. NONOSTANTE MESI DI DISCUSSIONI

05.08.2020 00:00 di Tommaso Maschio   Vedi letture
PER SALVARE UNA STAGIONE FALSATA SI RISCHIA DI ROVINARE LA PROSSIMA. L'ALLARME È LANCIATO, MA LE SOLUZIONI LATITANO. NONOSTANTE MESI DI DISCUSSIONI

Che gli effetti della pandemia Coronavirus non si sarebbero limitati solo alla stagione 2019/20 era evidente a tutti fin dalle prime settimane. Così come l'aver voluto a tutti i costi portare al termine la stagione, giocando fino ad agosto inoltrato in taluni casi, avrebbe inevitabilmente complicato la stagione successiva. È inutile nascondersi dietro un dito o pensare che tutto andrà bene e si sistemerà. La verità è che per completare una stagione comunque falsata dal lungo stop e da un calendario fittissimo si rischia di rovinare anche il corretto svolgimento della prossima annata. E se ne stanno accorgendo anche i vertici del calcio con il presidente federale Gravina (“Il calcio è molto preoccupato della situazione generale legate alla partenza, Siamo preoccupati per l'idea che bisognerà agire su un sistema di protocolli che diventa assolutamente insostenibile, parzialmente per i professionisti e totalmente per i dilettanti”) e quello della Lega Pro Ghirelli (“Se penso alla Serie C senza pubblico, senza credito d’imposta che spero venga approvato, senza sponsor diventa drammatica la situazione per noi, non si regge. Rischiamo che la ripresa sia peggiore di quest’ultimo anno”) che oggi hanno lanciato l'ennesimo allarme.

Il problema è che nella fretta di far ripartire il calcio il prima possibile, per tenere in piedi un mondo che fa acqua da ogni parte e che ormai da anni cammina sul crinale del fallimento, non si è pensato al lungo-medio periodo. E ora a poco più di un mese e mezzo dall'inizio della prossima stagione (27 settembre per la Serie C) siamo ancora in alto mare con l'organizzazione, i protocolli sanitari, gli stadi e molti altri aspetti che girano attorno al calcio. Senza contare che il rischio di trovarsi di fronte a un nuovo aumento dei contagi non è affatto scongiurato (anzi sono diversi gli esperti che parlano di una risalita importante in autunno) anche se tutti speriamo il contrario.

Ora in poco più di un mese il calcio è chiamato a trovare nuove soluzioni, quelle soluzioni che da più parti si chiedeva di trovare già a marzo-aprile e ce invece sono state accantonate per permettere di tornare a giocare subito senza pensare che nel lungo periodo sarebbe stato tutto insostenibile (per la Serie C lo è già attualmente tanto che si sogno giocati i soli play off). Il tempo è oggettivamente poco e per questo serve uno sforzo comune da parte di tutti i protagonisti del nostro calcio, che si mettano da parte gli interessi personali e si ragioni come sistema. Una parola tanto usata quanto abusata negli ultimi mesi e che rischia di sprofondare assieme a un calcio che non sa (o forse non vuole) riformarsi. Neanche di fronte a una crisi di portata mondiale che mai nessuno di noi aveva vissuto o avrebbe pensato di vivere.