PORDENONE DOPPIO SUCCESSO: LA SERIE B E LA PERMANENZA IN CITTÀ. NON DISPERDIAMO IL SENSO DI APPARTENENZA

Classe 1975, ex attaccante col vizietto del giornalismo. In carriera ha vestito, a suon di gol, le maglie di Pisa, Ascoli, Reggina, Napoli e Lecco.
30.04.2019 00:00 di Gianluca Savoldi   Vedi letture
PORDENONE DOPPIO SUCCESSO: LA SERIE B E LA PERMANENZA IN CITTÀ. NON DISPERDIAMO IL SENSO DI APPARTENENZA

Dopo la Juve Stabia (io lo avevo scritto quando era ancora “libero” che Fabio Caserta non era da farsi scappare, carta canta!) complimenti anche al Pordenone per questo bellissimo successo. Per la terza, come pensavo, dovremo aspettare l’ultima giornata in cui può ancora succedere di tutto. Sia il Piacenza che la Virtus Entella infatti hanno avversari scomodissimi, rispettivamente Robur Siena e Carrarese. Non esistono partite facili, soprattutto nel finale di stagione, ma i valori in campo tra le prime due della classe e le altre squadre che giocheranno i play-off (il piazzamento delle quali sarà decisivo per il proseguo) sono davvero sullo stesso livello. In questo senso la partita tra Piacenza e Olbia di sabato è emblematica, vinta dalla capolista allo scadere del tempo in un finale da brivido. Partita iniziata con la doccia gelata del primo gol di Ceter, anche se il pareggio Corradi verso la fine del primo tempo aveva mandato le due squadre negli spogliatoi sul pari. La situazione si ripete nei primissimi minuti del secondo tempo, ancora con Ceter che segna uno dei gol più belli di tutta la stagione. Dribbling in corsa e, dopo aver fintato il tiro, sterzata a rientrare sul destro per poi concludere a giro sul secondo palo. Il Piace non ci sta e riesce nella rimonta con una doppietta di Terragni che regala la vittoria ai suoi proprio allo scadere. La doppia reazione è un segnale molto positivo per gli emiliani. 
L’Albissola festeggia invece la salvezza con una giornata di anticipo e, come il Gozzano conferma la categoria appena conquistata. Come questi due club anche il Pordenone dovrà  affrontare il problema stadio. Data la problematica del Bottecchia il club stava valutando la possibilità di affitto della Dacia Arena oppure dello stadio di Treviso. Nelle ultime settimane si era parlato addirittura di un’ipotesi di fusione con lo stesso Treviso, con Zanetti della Segafredo come soggetto interessato. Nulla contro lo stimatissimo imprenditore anzi, figure come queste siano le benvenute nel calcio. Solo che io sono un vecchio romantico, ed ogni volta che c’è una fusione ci sono pezzi di storia differenti che si mischiano, si perde il senso di appartenenza, e tanto altro.
Vale per la più “nobile” e vale per meno blasonata. Alla fine qualcosa finisce e si perde per sempre. 
Per fortuna ieri sera, sulle ali dell’entusiasmo durante in festeggiamenti in piazza, una volta salito sul palco il presidente Mauro Lovisa si è sbilanciato promettendo di continuare a prendersi cura del club e di costruire il nuovo stadio in città. Un annuncio che precede, oltre alla partecipazione dei soci, una condivisione delle modalità con il sindaco. Per le tempistiche ovviamente ci vorrà un po’ di pazienza, come in tutte le cose fatte per bene. Una sola condizione: che il Pordenone diventi una fede. Chissà se l’iniziativa di crowdfunding Pordenone 2020, una sorta di azionariato con la partecipazione dei tifosi, oltre ad aver raggiunto circa un milione di euro di quote, ha dato un forte segnale al presidente, quello di poter contare sui suoi tifosi. Lo spot (geniale) di questa iniziativa, la prima in Italia, incarna proprio quel senso di appartenenza di cui parlavo sopra: “un club nel club”.