PROMOSSE, BOCCIATE, RIVELAZIONI: BILANCIO DI UN ANNO STORTO. IL SENSO DI CAMBIARE ALLENATORE PER I PLAYOFF

Nasce a Bari il 23.02.1988 e di lì in poi vaga. Laurea in giurisprudenza, titolo di avvocato e dottorato di ricerca: tutto nel cassetto, per scrivere di calcio. Su TuttoMercatoWeb.com
08.05.2019 01:00 di Ivan Cardia   Vedi letture
PROMOSSE, BOCCIATE, RIVELAZIONI: BILANCIO DI UN ANNO STORTO. IL SENSO DI CAMBIARE ALLENATORE PER I PLAYOFF

Un anno iniziato male e finito peggio, ma con la possibilità di parlare ancora di calcio. È questo il grande regalo che i playoff di Serie C fanno agli appassionati di calcio: è una formula spesso criticata, non a torto se consideriamo che rimette in gara squadre con trenta punti di differenza tra di loro. Ma che limita (per quanto possibile) il rischio di combine negli atti finali della regular season e regala un finale di stagione in cui chiunque, in modo più o meno legittimo, può sognare. È la Serie C bellezza. Un campionato di cui sentiremo parlare ancora, e la speranza è che le vicende giudiziarie, chiuse per ora con una sentenza da zero a zero, non allunghino il codazzo polemico di una stagione su cui ci sarà molto da riflettere. Per evitare che possa essere replicata in futuro.

 

Con la finale di Coppa Italia scopriremo (o avremo scoperto, se capitate da queste parti in tarda serata) la composizione definitiva della griglia playoff. Un piccolo pasticcio di cui abbiamo già parlato, perdonabile nella misura in cui organizzare questo campionato è stata missione più che improba. Griglie di partenza dei playoff ne leggerete tante nei prossimi giorni: opinione personale di chi scrive, le favorite sono Piacenza, Triestina e Catanzaro. Ne saliranno solo due, ça va sans dire. Capovolgendo l’ordine del titolo, è il caso però di domandarsi se abbia davvero senso cambiare allenatore soltanto per la disputa dei playoff, con poco tempo per lavorare. È una scelta, ovviamente più che legittima, che hanno fatto tre società a fine stagione: Novara, Catania e Feralpisalò. Nei primi due casi, richiamando chi già c’era; nel terzo, addirittura scegliendo un nuovo allenatore, con la speranza di dare una scossa. Non proprio un’anomalia, queste scelte, ma i precedenti si contano sulle dita di una mano. Sambenedettese l’anno scorso, Casertana e Lecce due anni fa. Per la cronaca, nessuna di queste squadre si avvicinò alla finale.

 

Tornando a quel che è stato, le promosse di questa stagione sono, anzitutto, per forza di cose le tre squadre concretamente già certe della Serie B. Anche perché a inizio stagione le dava come favorite assolute: sull’Entella pesavano le incognite di una stagione partita in modo assurdo. Pordenone e Juve Stabia erano entrambe valide outsider, ma non in prima fila. Chapeau. Un plauso, comunque vada, va anche al Piacenza. Idealmente, la quarta promossa: un piccolo capolavoro, per gioco e risultati, sfumato per ora soltanto all’ultima svolta. Sotto i colpi di una delle avversarie, che se non vogliamo definire bocciate quantomeno rimandiamo a settembre. I veri bocciati, in questa stagione, non possono che essere i signori che hanno giocato con la passione dei tifosi: in qualche caso non hanno chiuso. Il campionato, in altri abbiamo penalizzazioni da record. A Siena, per tornare in tema di campo, non è successo nulla di tutto ciò, ci mancherebbe. Però il sesto posto, per quanto visto finora, è una delusione. Da provare a riscattare in questi playoff. Deludenti rispetto alle attese, su e giù per l’Italia, anche i percorsi di Novara, Alessandria, Vicenza, Catanzaro, Catania, Casertana. Hanno tutte l’occasione per rifarsi, a differenza della Ternana: il popolo rossoverde merita di meglio, inutile girarci attorno. Rimandiamo a settembre l’esperimento Juventus Under 23. Più per le polemiche sulle seconde squadre che per le potenzialità del progetto. Rivelazioni? In alto e in basso, perché anche salvarsi bene può essere una rivelazione. Sono i casi della Vibonese e dell’Arzachena, del Pontedera che magari sarà deluso per l’arrivo a pari punti, ma intanto ha fatto una grande stagione. E poi ci sono la bella Carrarese di Baldini e il Rende, l’Arezzo e l’Imolese, il Francavilla, il Monopoli e il Trapani. Belle storie di calcio, che ci portiamo dietro. Almeno quelle. Perdonateci se abbiamo dimenticato qualcuno.